**Diario Personale**
«Valentina?» Non mi aspettavo di vedere la sorella del mio ex marito sulla soglia di casa mia. Era completamente zuppa, lacqua le colava dai capelli lunghi.
«Ha iniziato a piovere mentre venivo. I miei vestiti sono tutti bagnati, devo strizzarli Posso entrare?»
«Be Avanti.» Capii che Valentina aveva fatto un bel viaggio: casa mia era in un residence privato, in una stradina lontana, a una quindicina di minuti a piedi dal cancello principale. Come avesse trovato lindirizzo e come fosse riuscita a entrare nel complesso era un mistero.
«Mi fai un tè?» Si asciugò lacqua dalla guancia e si pulì il mascara che le colava dagli occhi.
«Prima asciugati.» Le porsi qualche tovagliolo di carta. Il pavimento non sopportava lumidità, e le sue scarpe da ginnastica fradice minacciavano la nuova ristrutturazione.
«Grazie.»
«Ora dimmi, perché sei venuta?»
«Ho davvero bisogno di soldi.»
«E cosa centro io? Non presto soldi.»
«Lo so, non te li sto chiedendo. Sono venuta per chiederti di aiutarmi a trovare un lavoro. Farò qualsiasi cosa! Qualsiasi lavoro! Basta che mi paghino So che tuo marito nuovo ha una catena di hotel. Chiedigli di farmi entrare»
«Hai esperienza?»
«Sì!» Valentina annuì. «Ho lavorato in un bar.»
«Come cosa?»
«Come direttrice Dovevo essere assunta così ma per il momento mi hanno preso come cameriera! Ero quasi stata promossa.»
«Per quanto tempo hai lavorato?»
«Circa due mesi. Due settimane in un posto, una settimana in un altro e ho lasciato il terzo ieri. Non andavo daccordo con il direttore.»
La guardai stupita.
«Ti rendi conto che con un curriculum del genere non ti assumeranno da nessuna parte?»
«Come mai? Tre bar diversi! Ho unesperienza enorme!»
«Saltare da un posto allaltro non ti valorizza, anzi.»
«E allora cosa dovrei fare? Ho davvero bisogno di soldi» Valentina mi fissò e scoppiò a piangere.
«Perché ti servono soldi? E perché pensi di poterli guadagnare qui?»
«Dove altro potrei guadagnarli? Nel mio paesino con tre case in croce?!»
«Vivere a Milano è costoso, gli affitti sono alti Dove stai?»
«Allinizio stavo da unamica, poi sono andata da mio fratello, ma mi ha cacciata Ha una nuova donna, e lei non mi ha permesso di restare.»
«Davvero?» Aggrottai la fronte. Il ricordo del mio ex mi provocò un senso di fastidio.
«Con questa donna è diventato rude e cattivo! Volevo stare da lui, ma quella strega mi ha buttata fuori! Elena, ti prego, aiutami? Non ho nessun altro a cui rivolgermi se non a te»
«Non posso prometterti niente perché io non lavoro, quindi non posso farti assumere.»
«Ma sei una donna! Hai influenza su tuo marito chiedigli solo di aiutarmi a trovare un lavoro lì, tramite conoscenze»
«Non prometto niente. Dipende dalle posizioni disponibili. Mio marito è in viaggio daffari, tornerà solo per il weekend.»
«Grazie! Sapevo che eri buona, non come quella megera Elena, tesoro, posso restare a dormire? Ti prego» Valentina giunse le mani. «Guarda che diluvio! Tra poco sarà buio, e non ho i soldi per tornare.»
«Come sei arrivata qui?»
«Facendo lautostop»
«Mamma mia» Capii che era pericoloso mandare la ragazza da sola in strada di notte. Anche se Valentina mi era praticamente estranea, mi fece pena e la lasciai stare nella stanza degli ospiti. «Va bene. Ma domani mattina te ne devi andare. Non voglio scrocconi.»
«Daccordo,» si illuminò. Si stese sul letto e osservò il lampadario moderno, la carta da parati elegante e le tende costose.
«Nel nostro paesino, nessuno ha roba così Elena è fortunata ad aver beccato un marito ricco Devo trovarne uno anchio! Così risolvo tutti i miei problemi!» sognò Valentina.
Sperava di ottenere una posizione interessante, conoscere un uomo di successo e sposarsi bene, come nei romanzi rosa. Ma non capiva che gli uomini di successo non guardavano ragazze come lei. E che una diciannovenne senza esperienza non sarebbe mai stata assunta per un ruolo importante.
Fu esattamente quello che disse il marito di Elena, Marco, quando tornò dal viaggio.
«Non so come aiutarla. Per Valentina ho solo una posizione.»
«Quale?»
«Una che non le piacerà.»
«Ha detto che è pronta a fare qualsiasi lavoro,» precisai.
«Davvero? Allora venga domani alle 6:30. Se vuole lavorare così tanto, sarà assunta.»
Valentina trovò facilmente limponente palazzo della catena alberghiera. Però arrivò in ritardoalle 9. Ma non si sentì in colpa: aveva una scusa validalautobus si era rotto.
Ledificio la impressionò.
Salendo le scale, sognò ad occhi apertiimmaginandosi entrare in ufficio come la moglie del direttore, o almeno come la sua assistente.
Per loccasione, si era vestita con cura: tacchi alti scomodi, una gonna corta e una top trasparente come una zanzariera.
Era difficile camminareil tacco si incastrava e quasi cadde più volte. Fortunatamente, non cera molta strada.
A un tratto, aprì la porta e sbatté contro una guardia.
«Dove vai?» la squadrò.
«A lavorare!»
«Hai il badge?»
«Non ho il badge.»
«Allora hai sbagliato porta. Qui entrano solo quelli con il badge.»
«Le persone come me non hanno bisogno di badge,» fece la superba. «E tu sarai licenziato domani. Non riconosci le persone importanti!»
La guardia la guardò e rise. Avrebbe voluto dirle che vestita così, sarebbe stata più adatta a fare lautostop in tangenziale. Ma non fece in tempo.
«Buongiorno, signor Marco,» si irrigidì.
«Ciao, Luigi,» salutò, lanciò unocchiata a Valentina e fece una smorfia. Avrebbe ordinato alla guardia di allontanarla, ma non fece in tempo.
«Sono qui per lavorare,» disse allegramente, aggiungendo: «Sono Valentina. Unamica di tua moglie.»
Marco arrossì. Non si aspettava che Valentina si vestisse così e certamente non voleva che la associassero a Elena.
«Sei in ritardo! Di tre ore! Va bene, vieni» la prese per un braccio. «E non dire che conosci mia moglie. Non siete amiche. E non vestirti più così.»
«Troppo elegante, eh?»
«No! Sembri una donna poco raccomandabile!» sibilò, allontanandola dai colleghi.
«Cosè, un segreto? Ah, capisco, non vuoi pettegolezzi sul fatto che ho ottenuto un buon lavoro per conoscenza» intuì Valentina. Marco quasi si strozzò.
«Chi ti ha promesso un buon lavoro?»
«Elena Hai un alloggio aziendale lontano dallufficio? Pensavo di poterci stare un po.»
«Non mentire! Nessuno ti ha promesso un alloggio! Al massimo, puoi aspettarti un letto a castello nella stanza per il person






