— Tatu, ti prego… oggi non venire a scuola, va bene?

Ricordo che, tanti anni fa, ero lunico padre di una bambina di nome Maddalena. Una mattina dautunno la chiamò con voce timida:

Papà, per favore, non venire a scuola oggi, ok?

Perché, Maddalena? Domani avrai il premio, volevo vedere il momento, rispose io, cercando di nascondere lemozione.

Non è necessario, papà. Verranno tutti i ragazzi, i genitori e tu

E io cosa?

Tu sei tutto impolverato, papà, ancora col lavoro addosso. Ti rideranno

Rimasi immobile. Nella mano tremava un fiore sbiadito, strappato lungo la strada.

Hai ragione, figlia mia sussurrai. Ero di fretta, non avevo ancora cambiato i vestiti. Non volevo arrivare in ritardo.

Semplicemente non venire! esclamò la bambina. Mi vergognerò!

Io annuii, facendo una sottile smorfia di sorriso.

Va bene, Maddalena. Non verrò.

Mi voltai e uscii, stringendo quel unico fiorino come se fosse un tesoro. Abitavamo in una piccola casetta di argilla che io stesso avevo costruito con le mie mani. La madre se ne andò quando Maddalena aveva appena cinque anni. Da allora lavorai dallalba al tramonto, sotto il freddo e la pioggia, per comprargli un libro, un paio di scarponi, del latte.

Papà, non abbiamo un frigorifero!

E che ci vuoi fare? Sul balcone è fresco, rispose io con un sorriso di chi non ha altro da offrire.

Passarono gli anni. Maddalena studiò bene, vinse concorsi e fu ammessa alluniversità di Bologna. Io le diedi tutto ciò che avevo.

Prendi, figlia, per lalloggio.

Ma così rimarrai senza nulla!

Quello che rimarrà è la mia più grande ricchezza: lorgoglio per te.

Tornerò, lo prometto! E ti riporterò a casa!

Io alzai la mano in segno di rassegnazione.

Non serve, figlia. Sono abituato a questo cortile, alle mie galline e al silenzio.

Il tempo scorreva. Spesso la chiamavo, ma lei rispondeva sempre meno.

Papà, sono occupata, ti richiamerò.

Va bene, cara. Limportante è non morire di fame.

Un giorno decisi di arrivare senza preavviso, con una borsa piena di cibi di casa: involtini di carne, pane, una torta. Allingresso del palazzo mi fermò il portiere.

Chi cerca, nonnino?

La mia figlia, Maddalena Georgio.

Ah, la signora della Serata Diamanti? È al lavoro, stasera è una grande festa. Meglio lasciare il pacco qui.

No, voglio vederla, anche solo per un attimo.

Mi avviai verso lalbergo dove si teneva la serata di beneficenza. Lei era sul palco, elegante e sicura, circondata da volti noti. Mi avvicinai timoroso.

Maddalena sono io, il tuo papà.

Lei si girò di scatto.

Papà?! Che ci fai qui?!

Ti ho portato un po di cucina di casa

Per favore, vattene! È un evento privato!

Il pacco cadde, le bottiglie rotolarono ai suoi piedi. Mi inginocchiai per raccoglierle e sussurrai:

Scusa non volevo metterti in imbarazzo.

Uscì silenzioso. Una signora delle pulizie venne ad aiutarci a rimettere a posto le cose.

Non si preoccupi, signor papà. I bambini tornano a volte però è troppo tardi.

Io sorrisi amaramente.

Sì, quando nessuno aspetta più.

Gli anni se ne andarono. Maddalena si sposò, costruì una carriera e diceva che il padre non era più in vita. Fino a quando la sua azienda fu invitata a una serata di beneficenza in un piccolo borgo del Trentino. Il tema: Persone semplici, cuori grandi. Salì sul palco un vecchio signore.

Le sue mani erano ruvide, lo sguardo dolce.

Mi chiamo Giorgio Georgio. Non sono un grande uomo, ma so cosè lamore. Ho cresciuto da solo una figlia. È andata lontano, ma prego per lei ogni giorno. Se potesse sentirmi, le direi: ti amo, anche se mi ha dimenticato.

Nel silenzio della sala, Maddalena si alzò, coprendo la bocca con una mano.

Papà

Corse sul palco e cadde tra le mie braccia.

Perdona, papà! Scusa se ti ho vergognato!

Io la stringei e sussurrai:

Figlia ti ho perdonato da tempo. Ti aspettavo.

La nostra storia volò in tutta la penisola. Dopo quellevento Maddalena creò la fondazione Cuore di Papà, per bambini orfani e anziani soli. Alla cerimonia inaugurale, tra le lacrime, disse:

Luomo che mi ha insegnato tutto il bene non ha mai avuto una scuola, ma mi ha dato la lezione più importante: il vero amore non conosce vergogna.

Prese la mia mano.

Papà, oggi sei lonorato ospite.

Il pubblico si alzò in piedi. Io sorrisi attraverso le lacrime.

Sai, figlia il dolore passa. Lamore, invece, resta.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

four + four =

— Tatu, ti prego… oggi non venire a scuola, va bene?