Traslochiamo nel vostro appartamento: quando i parenti decidono chi deve vivere dove e la convivenza si trasforma in una partita di scacchi familiare nel cuore di Milano

Allora, ascolta questa: praticamente è successo proprio così. Noi qui, in questa casa che ci ha lasciato la nonna di Sergio, bella spaziosa, tre stanze, un quartiere tranquillo, sai quel tipo di zona dove sotto casa cè lasilo e la gente si saluta per nome. La sorella di Sergio, Paola, invece sta in centro, in un bilocale ristrutturato da poco, moderno, quegli open space con le luci a led e il parquet chiaro, ma… piccolo, e poi zero parcheggio sotto.

Laltra sera, finalmente troviamo un momento per sederci un attimo, televisione accesa, tutto sistemato dopo la solita pulizia del weekend che ti giuro, facciamo sempre un casino, ti chiedi sempre dove mettere tutta la roba. Manco facciamo in tempo a rilassarci che suonano alla porta.

Sergio va ad aprire e riconosce subito la sorella con il fidanzato, Marco. Ora, Marco, guarda, lo avevo visto giusto una volta: uno di quei tipi incontrati in palestra, sempre fiero, sai quelli? Mai sopportato troppo. Si sente un po’ superiore.

Entrano tutto allegri: “Abbiamo grandi notizie!”, ci fa Paola, tutta entusiasta. “Su, venite di là che vi offro un bicchiere dacqua”, dice Marco, con quellaria da trattativa importante.

Poi, appena ci sediamo: “Ecco, volevamo dirvi che abbiamo fissato la data del matrimonio. Tre mesi e si fa il grande passo!” Poi Marco senza nemmeno respirare aggiunge: “E dato che vogliamo tre figli, uno dietro laltro se va bene, abbiamo pensato: perché non scambiarci le case?”

Io e Sergio ci guardiamo giuro, pensavo stesse scherzando. “In che senso?” gli fa Sergio, un po stranito. E lui: “Beh, voi siete solo in tre e non state pianificando altri figli, vero? Perché tutta questa casa? La stanza in più la usate solo come ripostiglio. Noi invece tra poco avremo bisogno di spazio, e poi qui cè il giardino e lasilo sotto casa…”

Già lì mi infastidisco: “Marco, scusa, ma non è mica che scegli casa in base ai tuoi piani e agli spazi degli altri! Questa casa è un ricordo, ce lha lasciata la nonna di Sergio, noi qui abbiamo cresciuto nostra figlia, tutti i nostri ricordi ci sono dentro!”

Marco niente, insiste. Tipo: Voi andreste a vivere in centro, nel cuore di Milano, quartiere bello, casa nuova e via discorrendo, come se ci stesse facendo un favore. E Paola che gioca con il cellulare e non apre bocca, come se la cosa non la riguardasse.

Quando capisco che stanno facendo sul serio, quasi sbotto: “Scusa Marco, ma vieni qui e decidi per tutti? Ma chi ti credi di essere?! E poi questa storia della stanza in più, guarda, è il mio studio, dove lavoro!”

E lui con tono ironico: “Dai, lavori… Paola dice che stai giusto lì a caricare foto su internet. Puoi stare anche in cucina, se proprio.” Giuro, quello è stato il momento in cui Sergio sè alzato: “Basta, la discussione finisce qui. Uscite.”

Marco, neanche a dirlo, zero imbarazzo: si alza, aggiusta il colletto, e se ne va trascinando Paola, che finalmente chiude il cellulare e gli corre dietro. Quando si chiude la porta, mi siedo a peso morto sul divano. Ma ti rendi conto? gli chiedo a Sergio.

Sergio va alla finestra, li guarda mentre scendono per strada, Marco che gesticola come se tutto il quartiere fosse di sua proprietà e Paola dietro, mogia mogia. Poi, abbattuto, mi dice: Il peggio è che Paola crede davvero che lui abbia ragione.

Io dico: “Gli ha proprio lavato il cervello. Dobbiamo avvisare i tuoi, devono capire che tipo di persona si è infilata in casa Paola.” Lui prima chiama la sorella, al cellulare, da solo. Le suona libero un po, poi lei risponde, piange.

Lui le fa: Paola ascolta, questo non è un normale scambio fra parenti. Marco non ne aveva mai parlato nemmeno con te, vero? Lei dopo un silenzio un po’ lungo mormora un no, che lui aveva preparato “una sorpresa” per tutti.

Ecco, questa è la sua sorpresa: decide su casa tua, casa mia, le nostre vite, senza chiederci niente. E tu ci vuoi andare allaltare con uno così? Le spiega per filo e per segno cosa succederà: oggi la casa, domani chissà, magari la macchina, magari la casa al lago dei tuoi… sempre pronto a spartire tutto, ovviamente a modo suo.

E Paola, poverina, piange ancora: Lui lo fa per noi, ci tiene tanto… Ma Sergio le risponde: Se ti amava non faceva queste scenate imbarazzanti e non cercava di metterci luno contro laltro. Pensaci bene prima di sposarlo.

Morale? Marco quella sera se ne va, raccoglie le sue cose in fretta e furia e molla Paola. Anzi, le rinfaccia pure che la sua famiglia non è affidabile, che non potrà mai farsi una vita con gente così e che tanto non saremmo mai disponibili a badare ai bambini o prestare soldi, come se fosse scontato.

Quando Paola ci ha raccontato tutto, era distrutta; le dico: Lascia perdere, meglio così! Uno che pensa solo al suo tornaconto non fa per te. Ci ha messo un po a riprendersi, ma poi col tempo lha superata. E ha capito alla fine che era meglio così, altro che famiglia perfetta come diceva lui

Sai come si dice? Quando cè di mezzo la famiglia, meglio aprire gli occhi subito che piangere dopo decenni. E noi, guarda, nonostante tutto, con la nostra casa e la nostra tranquillità, alla fine ce la siamo cavata anche stavolta.

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Traslochiamo nel vostro appartamento: quando i parenti decidono chi deve vivere dove e la convivenza si trasforma in una partita di scacchi familiare nel cuore di Milano