Troverai la tua anima gemella. Non c’è bisogno di affrettarsi: tutto accade al momento giusto Poli…

Troverai la tua fortuna. Non cè fretta, tutto avviene al momento giusto.

Cera una tradizione strana e ormai antica che apparteneva a Paola. Da ragazza, ogni anno, prima che arrivasse Capodanno, si recava dalla cartomante. Vantando di abitare a Milano, grande città piena di vita, non aveva difficoltà a trovarne una nuova ogni volta.

La verità era che Paola si sentiva sola. Pur mettendoci ogni sforzo, non riusciva mai a conoscere un giovane uomo danimo gentile e nobile: sembrava che fossero già stati presi tutti da altre ragazze…

Questanno incontrerai il tuo destino! proclamò con solennità la cartomante dagli occhi scuri, fissando il cristallo tra le mani.

Dove? Dove lo incontrerò? chiese impaziente Paola. Ogni anno mi dite la stessa cosa, ma io ancora non ho trovato nessuno. Consigliata da tutti come la più potente della città… Pretendo che mi diciate un luogo preciso! Altrimenti, la vostra reputazione sarà rovinata, minacciò la ragazza.

La cartomante roteò gli occhi verso il soffitto, sapendo di avere davanti una cliente testarda, che di certo non se ne sarebbe andata facilmente. Se non avesse detto qualcosa, la ragazza avrebbe bloccato la fila tutto il pomeriggio.

Lo incontrerai in treno! dichiarò infine, occhi chiusi. Lo vedo chiaramente Alto, biondo, molto bello. Un vero principe delle storie…

Davvero? si entusiasmò Paola. E su quale treno? Quando?

Proprio sotto Capodanno! continuò la cartomante. Vai in stazione centrale. Lascia che sia il cuore a suggerirti la direzione per il biglietto…

Grazie! sorrise felicissima Paola.

Uscita dallappartamento della cartomante, prese un taxi e corse alla Stazione Centrale. Davanti allo sportello delle Ferrovie dello Stato, però, lentusiasmo iniziò a vacillare. Guardando gli orari dei treni, Paola non capiva dove chiedere il biglietto…

Presto, mi dica! la voce infastidita della bigliettaia la riscosse.

Verona… Per il trenta dicembre. Vagone cuccetta, riuscì a sussurrare Paola.

Si immaginava già seduta nel suo tranquillo scompartimento, a sorseggiare tè, finché la porta si fosse aperta, e… fosse entrato lui, il suo promesso sposo.

Tornata a casa, Paola iniziò a sistemare di fretta le poche cose necessarie per il viaggio; il suo treno sarebbe partito tardi, nella notte…

Non rifletteva sulle conseguenze, né sulla notte di Capodanno trascorsa in una città sconosciuta. Desiderava solo che la profezia della cartomante si avverasse.

Essere sola, soprattutto durante le feste, pesava tanto. Vedeva tutti fare la spesa con le famiglie, comprare doni per i propri cari. Tutti, tranne lei…

Dopo qualche ora, Paola era finalmente seduta nel vagone con la sua tazza di tè, proprio come aveva immaginato. Mancava solo aspettare che il principe varcasse la porta.

Buonasera, cara! salutò una vecchietta, trascinando una valigia enorme nello scompartimento. Dovè il secondo posto?

Qui… balbettò Paola, indicando la cuccetta di fronte. Scusi, ha sbagliato vagone? È sicura?

Oh, tesoro, è proprio il mio, sorrise la signora, e si sedette senza esitazione.

Mi lasci passare, per favore… mormorò Paola, che capì improvvisamente lassurdità di tutto ciò. Fatemi uscire, per favore, non voglio più partire!

Aspetta, fammi solo mettere via la borsa, disse la donna, ignara del malessere di Paola.

Ecco… Il treno è partito, sospirò pesantemente Paola. E ora?

Perché volevi scendere di colpo? Hai dimenticato qualcosa? chiese la signora, gentile.

Paola ignorò la domanda e si girò verso il finestrino. Sapeva che nessuno aveva colpa, se non lei stessa, per essersi messa in quella situazione.

Intanto, Maria, la sua compagna di viaggio, aveva tirato fuori dalla borsa dei caldi panzerotti appena fatti e iniziò a offrirli volentieri.

Sono stata dalla figlia per le feste, spiegò a Paola, Ora devo correre a casa, mio figlio con la fidanzata verranno a trovarmi. Festeggeremo il Capodanno insieme.

Che fortuna… Io credo che lo passerò in stazione, disse timidamente Paola.

Si misero a parlare, parola dopo parola, finché Paola trovò coraggio per raccontare tutta la verità delle sue incredibili vicende.

Sciocchina! Perché corri da questi imbroglioni della sorte? la biasimò la vecchietta. Troverai la tua strada, fidati. Non serve correre. Ogni cosa arriva al suo tempo…

La mattina seguente, Paola scese sul binario in una città mai vista prima, aiutò la sua compagna di viaggio a portare la valigia e poi rimase lì, indecisa su cosa fare.

Grazie, cara Paola! Auguri per lanno nuovo! disse Maria.

Anche a lei… rispose triste Paola.

Maria la guardò, cercando il modo di non lasciarla lì da sola. Sapeva che festeggiare il nuovo anno in stazione non era il modo migliore per iniziarlo.

Paola, vieni a casa con me! propose improvvisamente. Addobbiamo il pino, prepariamo un bel cenone…

Oh, non vorrei disturbare… Paola si confuse.

Meglio in stazione? sorrise la vecchietta. Vieni, non si discute!

Così Paola accettò linvito. Maria aveva ragione: fuori era scoppiata una bufera di neve, non aveva senso vagare per la stazione.

Alessandro e Luisa sono già in casa, disse Maria sorridendo.

Alessandro, dal balcone, vedeva arrivare la madre. Corse allascensore per portarle la valigia pesante.

Alessandro, caro! Non sono sola oggi. Ho portato una giovane ospite, la figlia di una vecchia amica mia: Paoletta, Maria ammiccò a Paola.

Benissimo! esclamò Alessandro. Entrate pure, Paola.

La ragazza guardò il giovane biondo, alto e affascinante, e arrossì. Era proprio il volto che aveva immaginato sul treno. Eppure, forse, il destino le aveva giocato un altro strano scherzo…

Dovè Luisa? chiese Maria.

Mamma, Luisa non cè, e non tornerà. Non ne voglio parlare. Capito? borbottò Alessandro.

Va bene… la donna si confuse.

Quella sera tutti sedevano insieme a tavola, salutando lanno vecchio.

Paola, rimani un po con noi? sorrise Alessandro, servendole un po di insalata.

No, domani partirò… disse lei, con un certo dispiacere.

Non voleva già partire; quella casa così accogliente le sembrava di conoscerla da sempre. Paola sentiva che Maria e Alessandro erano come una famiglia.

Non capisco perché partire così di corsa! protestò Maria. Paola, resta ancora un po.

Davvero, Paola, fermati. Domani sera possiamo andare insieme in pista a pattinare sul ghiaccio. Non correre via così presto, disse Alessandro.

Va bene, mi avete convinta, sorrise Paola. Rimarrò volentieri.

Il Capodanno successivo, ormai erano in quattro: Maria, Alessandro, Paola e il piccolo Matteo…

E voi? Credete ancora nei miracoli della notte di San Silvestro?

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