Troverai la tua anima gemella. Non serve avere fretta, ogni cosa arriva a suo tempo Polina aveva una strana tradizione tutta sua: ogni anno, per San Silvestro, si recava dalla cartomante. Vivendo in una grande città italiana, trovare una nuova cartomante non era affatto difficile. Il punto era che Polina si sentiva sola. Nonostante i suoi sforzi di conoscere un giovane gentiluomo elegante, tutto era vano — sembrava che tutti i bravi ragazzi fossero stati già “prenotati”… – Quest’anno incontrerai il tuo destino! – proclamò solenne la cartomante dagli occhi scuri, fissando una brillante sfera di cristallo. – Dove? Dove lo incontrerò? – chiese impaziente Polina. – Me lo dicono ogni anno, ma passano gli anni e il mio destino non arriva mai. Mi hanno consigliato te, la cartomante più temuta della città. Pretendo il luogo preciso! Altrimenti ti farò la pubblicità peggiore di sempre… – minacciò Polina. La cartomante roteò gli occhi e capì di aver davanti una cliente difficile; sapeva che, se non avesse detto una bugia, la ragazza avrebbe tenuto bloccata la coda tutto il pomeriggio. – Lo incontrerai in treno! – disse a occhi chiusi. – Lo vedo chiaramente… un ragazzo alto, biondo, bellissimo. Proprio come un principe delle fiabe italiane… – Oh wow! – esultò Polina. – Ma su quale treno? E quando esattamente? – Proprio a Capodanno! – sorrise la cartomante. – Vai in stazione, e lascia che il tuo cuore ti suggerisca la destinazione… – Grazie! – disse Polina, finalmente felice. Polina uscì di casa della cartomante, prese un taxi e corse alla stazione dei treni. Davanti alla biglietteria, il suo entusiasmo iniziò a svanire un po’. Osservava confusa il tabellone, non sapendo che biglietto comprare… – Forza, dica! – sbottò il cassiere infastidito. – Napoli… Per il 30 dicembre. Vagone cuccetta, – sussurrò Polina. Già si vedeva seduta nel suo antico compartimento, sorseggiando tè, finché la porta si aprisse e… entrasse lui, il suo futuro sposo. Rientrando a casa, Polina preparò di fretta le sue cose per il viaggio, dato che il treno sarebbe partito tardi quella notte… Non pensava alle conseguenze; non si domandava cosa avrebbe fatto a Capodanno in una città sconosciuta. Desiderava solo che la cartomante avesse davvero ragione. Era terribile sentirsi inutile, soprattutto nei giorni di festa. Tutti, tranne lei, si affaccendavano con regali e cenoni in famiglia… Dopo qualche ora, Polina si accomodò nel vagone con una tazza di tè, proprio come aveva immaginato. Ora doveva solo aspettare che il principe varcasse la porta. – Buonasera! – salutò un’anziana, spingendo una valigia enorme nel compartimento. – Qual è il secondo posto? – Questo qui… – disse Polina, sgranando gli occhi. – Ha sbagliato vagone, forse? – No, cara mia, è giusto, – sorrise la signora e si sedette di fronte a lei. – Mi scusi, posso uscire? – sussurrò Polina. Finalmente si rese conto della pazzia che stava facendo. – Mi lasci passare! Ho cambiato idea, non voglio più partire! – Aspetta, metto via la borsa, – disse la signora, spaesata. – Ormai… Il treno è partito, – sospirò Polina. – E ora? – Ma perché volevi uscire così di colpo? Hai dimenticato qualcosa? – chiese la signora. Polina ignorò la domanda e fissò fuori dal finestrino, consapevole che la donna non aveva colpe; se l’era cercata da sola. Intanto, la signora Anastasia tirò fuori dalla sua borsa dei rustici freschi e iniziò a offrire a Polina. – Sono stata da mia figlia – spiegò. – Ora torno a casa: mio figlio e la sua fidanzata vengono a trovarmi per festeggiare il nuovo anno tutti insieme. – Che fortuna… Io, invece, probabilmente passerò il Capodanno in stazione, – sospirò triste Polina. Piano piano, Polina si confidò con la signora e raccontò tutta la sua avventura. – Sei davvero ingenua! Perché dai retta a questi ciarlatani? – la rimproverò la signora. – Troverai la tua anima gemella. Non serve avere fretta, ogni cosa arriva a suo tempo… Il giorno dopo, Polina scese dal treno in una città che non aveva mai visto prima. Aiutò gentilmente la signora a scendere e si fermò, senza sapere cosa fare. – Grazie, Polina! Buone feste! – ringraziò Anastasia. – Anche a lei! – rispose Polina con un sorriso triste. La signora la guardò senza sapere come rincuorarla. Capiva che passare il Capodanno in stazione non era proprio il sogno di nessuno. – Polina, vieni a casa mia! – propose l’anziana all’improvviso. – Decoriamo insieme l’albero, prepariamo una bella tavola di festa… – Ma… non vorrei disturbare… – tentennò Polina. – È meglio stare in stazione secondo te? – sorrise la signora. – Su, vieni, non si discute! Polina accettò infine l’invito. La signora aveva ragione: fuori c’era una bufera, e non aveva senso vagare in stazione. – Alessandro e Lisa sono già a casa, – disse la signora. Alessandro vide dalla finestra la madre arrivare in taxi. Era già all’ingresso, pronto a sollevare la valigia pesante. – Ciao, caro Alessandro! Oggi ho con me una gradita ospite: Polina, figlia di una mia cara amica, – disse la madre strizzando l’occhio a Polina. – Che piacere! – disse Alessandro. – Accomodati, Polina. La ragazza guardò il bel ragazzo biondo e arrossì. Era proprio lui l’immagine che aveva sognato sul treno. Chissà, forse la sorte aveva ancora voglia di giocare… – E Lisa dov’è? – chiese la madre. – Mamma, Lisa non c’è, e non ci sarà mai più. Non voglio parlarne, va bene? – si rabbuiò Alessandro. – Va bene… , – rispose intimidita la signora. La sera cenarono tutti insieme per salutare l’anno vecchio. – Polina, rimani con noi ancora un po’? – sorrise Alessandro, servendo a Polina dell’insalata. – No, parto domattina… – rispose triste Polina. Ma non aveva nessuna voglia di lasciare quella casa accogliente. Sembrava che conoscesse Anastasia e Alessandro da sempre. – Ma perché sei così di fretta? – si indignò la signora. – Resta qui ancora qualche giorno. – Sì, Polina, dai! Abbiamo una splendida pista di pattinaggio, domani sera ci andiamo. Non partire così presto! – insistette Alessandro. – Va bene, mi avete convinta, – sorrise felice Polina. – Resto volentieri. Il Capodanno successivo lo trascorsero in quattro: Anastasia, Alessandro, Polina e il piccolo Artemio… E voi, credete ai miracoli di Capodanno?

Ascolta, ti racconto una storia che sembra uscita da una commedia italiana. Allora, cera questa ragazza, si chiamava Fiorella. Ogni anno, proprio prima di Capodanno, lei aveva la strana abitudine di andare dalla chiromante. Vivere a Milano le facilitava le cose, perché trovare una sensitiva nuova era più facile che trovare un espresso cattivo!

Il punto era che la nostra Fiorella si sentiva sola. Avrebbe voluto incontrare un ragazzo perbene, uno di quelli che ti portano il caffè a letto e ti fanno ridere ma niente, tutti i bravi ragazzi sembravano già prenotati.

Questanno troverai finalmente la tua anima gemella! disse solennemente la chiromante dagli occhi profondi, fissando la sua sfera di cristallo.

Ma dove? Dove lo incontro? incalzò Fiorella, un po spazientita. Ormai me lo dite tutti gli anni! Passano le feste, ma io qui aspetto ancora

Mi hanno detto che tu sei la migliore chiromante di Milano. Voglio sapere il posto esatto! Altrimenti ti rovino la reputazione sui social, sappilo! minacciò la ragazza.

La chiromante sbuffò, capendo che con Fiorella non se ne sarebbe liberata facilmente. Sapeva che senza inventare qualcosa, la ragazza avrebbe bloccato la fila fino a sera.

Lo incontrerai in treno! disse tenendo gli occhi chiusi. Lo vedo chiaramente alto, biondo e bellissimo. Proprio un principe delle favole

Ma dai! esclamò Fiorella tutta contenta. E che treno? Quando succede?

Prima di Capodanno! continuò la chiromante. Vai in stazione. Segui il tuo cuore, ti porterà al binario giusto

Grazie! sorrise Fiorella, felicissima.

Fiorella uscì dallappartamento della chiromante, prese un taxi e si precipitò alla Stazione Centrale. Davanti alla biglietteria, però, il suo entusiasmo iniziò a vacillare. Guardava il tabellone, ma non aveva idea di dove prendere il biglietto.

Avanti, dica! borbottò il bigliettaio, scuotendo Fiorella dal suo torpore.

Roma… Per il trenta dicembre. Uno scompartimento, per favore… sussurrò Fiorella.

Già si immaginava nel suo scompartimento, con il tè fumante fra le mani, quando la porta si sarebbe aperta e sarebbe entrato lui, il suo futuro sposo

Tornata a casa, Fiorella iniziò a preparare in fretta la valigia. Non pensava davvero a cosa avrebbe fatto la notte di Capodanno in una città sconosciuta; voleva solamente che la profezia si realizzasse al più presto.

In quei giorni di festa, sentirsi invisibile era terribile. Tutti facevano la spesa in famiglia, si scambiavano regali, tranne lei

Dopo qualche ora, Fiorella era seduta nello scompartimento con il suo bicchiere di tè. Proprio come nella sua fantasia. Manca solo il principe che deve entrare dalla porta

Buonasera! la salutò una vecchietta, trascinando una valigia più grande di lei. Dovè il mio posto?

Ecco balbettò Fiorella, indicando la cuccetta di fronte a lei. Ma è sicura che sia il suo vagone?

Sì, cara, tranquilla sorrise la nonna, accomodandosi sulla cuccetta libera.

Mi scusi, può spostarsi provò a dire Fiorella, sempre più inquieta. Si rese conto solo allora di aver fatto una grossa sciocchezza. Mi lasci uscire, voglio scendere!

Aspetta, che metto via la borsa rispose la signora, senza capire cosa stesse succedendo.

Ormai Il treno è partito sospirò Fiorella. Che faccio?

Perché tutto questo panico? Hai dimenticato qualcosa? chiese la signora.

Fiorella non rispose, girandosi verso il finestrino. Sapeva che la colpa era sua, che aveva inseguito una fantasia un po sciocca.

Intanto la signora, la signora Rosaria, tirò fuori dalla borsa delle focaccine fatte in casa e iniziò a offrirle a Fiorella.

Sono stata da mia figlia, ora corro a casa che arrivano mio figlio e la sua ragazza per Capodanno. Lo festeggeremo tutti insieme, spiega Fiorella.

Che fortuna Io invece passerò il Capodanno forse in stazione sospirò Fiorella.

Piano piano, la ragazza racconta tutto alla vecchietta, dalla chiromante alla fuga verso chissà dove.

Sciocchina, perché ti affidi a certe truffatrici? la rimprovera Rosaria, amichevole. Troverai la tua felicità, ma non serve correre, la vita ha i suoi tempi

Il giorno dopo, Fiorella scese dal treno in una città che non aveva mai visto. Aiutò Rosaria con i bagagli e si fermò, confusa, senza sapere che fare.

Grazie, Fiorella! Buon anno! la ringraziò Rosaria.

Anche a lei ricambiò Fiorella, con un sorriso malinconico.

Rosaria la guardò, vedendo che sarebbe stata dura passare il Capodanno in stazione da sola.

Fiorella, vieni con me a casa! propose allimprovviso. Facciamo lalbero e prepariamo insieme il cenone

Ma non vorrei disturbare arrossì Fiorella.

Disturbare in stazione non ti imbarazza? rise Rosaria. Dai, vieni, non si discute!

Così Fiorella accettò. Fu la scelta giusta, fuori nevicava forte e girare per la stazione era una follia.

Marco e Chiara sono già a casa sorrise Rosaria, mentre salivano in ascensore.

Marco aveva visto dal balcone che la mamma era arrivata in taxi. Scese subito, pronto ad aiutarla con le borse.

Marco, ciao tesoro! Stavolta non sono sola, ho una ospite: la figlia di una mia vecchia amica, Fiorellina Rosaria disse facendo locchiolino a Fiorella.

Benvenuta! disse Marco. Vieni dentro, Fiorella.

Fiorella guardò il ragazzo alto, biondo e gentile. Era proprio lui quello che aveva immaginato in treno Forse il destino le stava giocando un altro scherzo!

E dovè Chiaretta? chiese Rosaria.

Mamma, Chiara se nè andata e non tornerà. Non voglio parlarne, ok? rispose Marco, triste.

Va bene sospirò Rosaria, un po spiazzata.

Quella sera cenavano tutti insieme, salutando il vecchio anno.

Fiorella, ti fermi un po? sorrise Marco, mettendo ancora insalata nel suo piatto.

No, riparto domattina rispose Fiorella, quasi dispiaciuta.

Non voleva proprio andarsene da quella casa calda. Sentiva come se conoscesse Rosaria e Marco da una vita

Ma dove devi correre? esclamò Rosaria. Ferma qui ancora qualche giorno!

Davvero, Fiorella rimani. Abbiamo una pista di pattinaggio bellissima, domani ci andiamo insieme. Dai, non scappare la invitò Marco.

Mi avete convinta sorrise Fiorella. Resto volentieri.

Lanno nuovo lo festeggiarono in quattro: Rosaria, Marco, Fiorella e il piccolo Luca

Tu poi ci credi ai miracoli di Capodanno?

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Troverai la tua anima gemella. Non serve avere fretta, ogni cosa arriva a suo tempo Polina aveva una strana tradizione tutta sua: ogni anno, per San Silvestro, si recava dalla cartomante. Vivendo in una grande città italiana, trovare una nuova cartomante non era affatto difficile. Il punto era che Polina si sentiva sola. Nonostante i suoi sforzi di conoscere un giovane gentiluomo elegante, tutto era vano — sembrava che tutti i bravi ragazzi fossero stati già “prenotati”… – Quest’anno incontrerai il tuo destino! – proclamò solenne la cartomante dagli occhi scuri, fissando una brillante sfera di cristallo. – Dove? Dove lo incontrerò? – chiese impaziente Polina. – Me lo dicono ogni anno, ma passano gli anni e il mio destino non arriva mai. Mi hanno consigliato te, la cartomante più temuta della città. Pretendo il luogo preciso! Altrimenti ti farò la pubblicità peggiore di sempre… – minacciò Polina. La cartomante roteò gli occhi e capì di aver davanti una cliente difficile; sapeva che, se non avesse detto una bugia, la ragazza avrebbe tenuto bloccata la coda tutto il pomeriggio. – Lo incontrerai in treno! – disse a occhi chiusi. – Lo vedo chiaramente… un ragazzo alto, biondo, bellissimo. Proprio come un principe delle fiabe italiane… – Oh wow! – esultò Polina. – Ma su quale treno? E quando esattamente? – Proprio a Capodanno! – sorrise la cartomante. – Vai in stazione, e lascia che il tuo cuore ti suggerisca la destinazione… – Grazie! – disse Polina, finalmente felice. Polina uscì di casa della cartomante, prese un taxi e corse alla stazione dei treni. Davanti alla biglietteria, il suo entusiasmo iniziò a svanire un po’. Osservava confusa il tabellone, non sapendo che biglietto comprare… – Forza, dica! – sbottò il cassiere infastidito. – Napoli… Per il 30 dicembre. Vagone cuccetta, – sussurrò Polina. Già si vedeva seduta nel suo antico compartimento, sorseggiando tè, finché la porta si aprisse e… entrasse lui, il suo futuro sposo. Rientrando a casa, Polina preparò di fretta le sue cose per il viaggio, dato che il treno sarebbe partito tardi quella notte… Non pensava alle conseguenze; non si domandava cosa avrebbe fatto a Capodanno in una città sconosciuta. Desiderava solo che la cartomante avesse davvero ragione. Era terribile sentirsi inutile, soprattutto nei giorni di festa. Tutti, tranne lei, si affaccendavano con regali e cenoni in famiglia… Dopo qualche ora, Polina si accomodò nel vagone con una tazza di tè, proprio come aveva immaginato. Ora doveva solo aspettare che il principe varcasse la porta. – Buonasera! – salutò un’anziana, spingendo una valigia enorme nel compartimento. – Qual è il secondo posto? – Questo qui… – disse Polina, sgranando gli occhi. – Ha sbagliato vagone, forse? – No, cara mia, è giusto, – sorrise la signora e si sedette di fronte a lei. – Mi scusi, posso uscire? – sussurrò Polina. Finalmente si rese conto della pazzia che stava facendo. – Mi lasci passare! Ho cambiato idea, non voglio più partire! – Aspetta, metto via la borsa, – disse la signora, spaesata. – Ormai… Il treno è partito, – sospirò Polina. – E ora? – Ma perché volevi uscire così di colpo? Hai dimenticato qualcosa? – chiese la signora. Polina ignorò la domanda e fissò fuori dal finestrino, consapevole che la donna non aveva colpe; se l’era cercata da sola. Intanto, la signora Anastasia tirò fuori dalla sua borsa dei rustici freschi e iniziò a offrire a Polina. – Sono stata da mia figlia – spiegò. – Ora torno a casa: mio figlio e la sua fidanzata vengono a trovarmi per festeggiare il nuovo anno tutti insieme. – Che fortuna… Io, invece, probabilmente passerò il Capodanno in stazione, – sospirò triste Polina. Piano piano, Polina si confidò con la signora e raccontò tutta la sua avventura. – Sei davvero ingenua! Perché dai retta a questi ciarlatani? – la rimproverò la signora. – Troverai la tua anima gemella. Non serve avere fretta, ogni cosa arriva a suo tempo… Il giorno dopo, Polina scese dal treno in una città che non aveva mai visto prima. Aiutò gentilmente la signora a scendere e si fermò, senza sapere cosa fare. – Grazie, Polina! Buone feste! – ringraziò Anastasia. – Anche a lei! – rispose Polina con un sorriso triste. La signora la guardò senza sapere come rincuorarla. Capiva che passare il Capodanno in stazione non era proprio il sogno di nessuno. – Polina, vieni a casa mia! – propose l’anziana all’improvviso. – Decoriamo insieme l’albero, prepariamo una bella tavola di festa… – Ma… non vorrei disturbare… – tentennò Polina. – È meglio stare in stazione secondo te? – sorrise la signora. – Su, vieni, non si discute! Polina accettò infine l’invito. La signora aveva ragione: fuori c’era una bufera, e non aveva senso vagare in stazione. – Alessandro e Lisa sono già a casa, – disse la signora. Alessandro vide dalla finestra la madre arrivare in taxi. Era già all’ingresso, pronto a sollevare la valigia pesante. – Ciao, caro Alessandro! Oggi ho con me una gradita ospite: Polina, figlia di una mia cara amica, – disse la madre strizzando l’occhio a Polina. – Che piacere! – disse Alessandro. – Accomodati, Polina. La ragazza guardò il bel ragazzo biondo e arrossì. Era proprio lui l’immagine che aveva sognato sul treno. Chissà, forse la sorte aveva ancora voglia di giocare… – E Lisa dov’è? – chiese la madre. – Mamma, Lisa non c’è, e non ci sarà mai più. Non voglio parlarne, va bene? – si rabbuiò Alessandro. – Va bene… , – rispose intimidita la signora. La sera cenarono tutti insieme per salutare l’anno vecchio. – Polina, rimani con noi ancora un po’? – sorrise Alessandro, servendo a Polina dell’insalata. – No, parto domattina… – rispose triste Polina. Ma non aveva nessuna voglia di lasciare quella casa accogliente. Sembrava che conoscesse Anastasia e Alessandro da sempre. – Ma perché sei così di fretta? – si indignò la signora. – Resta qui ancora qualche giorno. – Sì, Polina, dai! Abbiamo una splendida pista di pattinaggio, domani sera ci andiamo. Non partire così presto! – insistette Alessandro. – Va bene, mi avete convinta, – sorrise felice Polina. – Resto volentieri. Il Capodanno successivo lo trascorsero in quattro: Anastasia, Alessandro, Polina e il piccolo Artemio… E voi, credete ai miracoli di Capodanno?