Allora, amica mia, ascolta questa. Da quattro anni sono in maternità. Sai comè, copiii mei sunt aproape della stessa età, così fac la mamma a tempo pieno. Mio marito lavora come un matto, fa due lavori, per fortuna abbiamo il nostro appartamento qui a Bologna, quindi ci arrangiamo bene.
Un giorno, la suocera mi fa: E tu, che hai combinato a 25 anni? Dovevi già costruirti una carriera, come la mia figlia maggiore, riferendosi sempre a sua figlia, Francesca.
Francesca, mia cognata, non ha nessuna fretta di mettere su famiglia. Lei punta tutto sulla carriera, sulla bellezza, sempre in giro per lItalia fra Milano e Firenze, prende il sole a Rimini, viaggia e si diverte. Per lei bambini e famiglia possono aspettare, vuole godersi la vita. Però, a parte il suo atteggiamento da diva, la sua carriera non andava benissimo, anzi. La verità è che diventa acida con tutti e ama spargere pettegolezzi.
Un mese fa, Francesca si presenta da me di corsa, tutta agitata. Pare che la sua capoufficio andrà in maternità e cercano qualcuno che prenda il suo posto. Chi avrebbe presentato il progetto migliore avrebbe vinto il posto di responsabile. Solo che, tra noi, Francesca e il computer vanno daccordo come il diavolo e lacqua santa: zero speranze che ce la facesse da sola.
Poi la suocera ha iniziato a mettermi pressione: Aiuta mia figlia! Dai, puoi farcela!. Non capivo davvero come avrei potuto gestire il progetto lavorando e badando ai bambini da sola. La signora però mi ha giurato che avrebbe pensato lei a tutto: pranzo, pulizie, i piccoli. Così ho accettato di aiutare.
Il giorno dopo, mi richiama: Senti, non posso tenere i bambini, devo andare al paese, sai che ora si fanno le conserve col pomodoro. Dovrai cavartela tu. Perfetto, tipico. Nè Francesca nè sua madre sono venute ad aiutarmi.
Quella notte ho cercato di lavorare sul progetto, ma tra i bimbi che si svegliavano e la stanchezza, ero cotta. Avrei voluto sinceramente aiutare, ma non potevo: nessuno si era mai preso cura dei miei figli in tutto questo tempo, neanche per unora.
Il giorno dopo, Francesca mi chiama infuriata: Ma il progetto dovè? Avevi promesso! E io: E tu e tua madre non avevate promesso di badare ai miei bambini? Io senza un attimo libero!
Lei è sbottata, ha detto che avrebbe fatto tutto da sola. Ovviamente, non ha fatto nulla, la pigrizia ha vinto e il posto non lha ottenuto.
Poi la suocera ha ricominciato a darmi addosso: Brava, hai messo i bastoni fra le ruote a mia figlia! Sei solo gelosa!
A me non è servito neanche spiegare nulla. La cosa più importante è che mio marito ha capito tutto: mi ha detto di non avere più niente a che fare con sua sorella. E ora, Francesca può vivere tutta la sua libertà come vuole, senza il mio aiuto. Noi ci teniamo fuori dai loro drammi!






