Tu non lo ami, ma insieme stavamo bene: proviamo a ricominciare da capo, va bene?

Non so se è stata la nostalgia o la routine, ma oggi mi sento davvero combattuta. Mi sono chiesta: Lo ami, o ti è solo difficile accettare che tutto sia cambiato?. Tre anni fa ci siamo separati, in modo civile, quasi rispettoso. Come avevamo scritto nella dichiarazione incompatibilità caratteriali. La nostra figlia, Caterina, allinizio pensava che fosse solo un litigio e che papà fosse via giusto per qualche giorno.

Nel fine settimana, si divertivano insieme. Uscivano, tornavano tardi e cenavamo tutti e tre insieme; poi Giulio andava via, mentre Caterina si attardava per salutarlo, puntando gli occhi alla finestra per seguirlo fino allultimo.

Settimana scorsa Caterina ha compiuto sei anni. Nellultimo anno, lei e Giulio si sono visti di rado. I motivi sono stati due: Giulio ha incontrato una donna, e non poteva più passare ogni fine settimana con la bambina; anche io stavo frequentando qualcun altro. Ho conosciuto Marco durante una gita nel Parco Nazionale Gran Paradiso. Io e Caterina ci eravamo attardate dietro al gruppo, e anche Marco si era perso nei suoi pensieri, finché ci siamo ritrovati insieme. Abbiamo ripreso il gruppo, chiacchierato, e ci siamo scambiati i numeri.

Rispetto a Giulio, Marco parla poco, ma ti dà sicurezza. Mai una parola di troppo, mai una promessa non mantenuta. In tutto il tempo che ci conosciamo non ha mai dimenticato nulla né fatto tardi. Con Giulio era tutto più complicato: tanti equivoci, poca costanza. Forse per questo ci siamo lasciati

Per il compleanno di Caterina avevo invitato sia Giulio che Marco. Ero nervosa per come si sarebbero comportati. Caterina, ovviamente, aspettava il papà con ansia, anche se tra lei e Marco cè un affetto riconoscibile.

Tutti gli invitati erano puntualissimi; solo il mio ex marito è arrivato in ritardo. Caterina mi ha chiesto di aspettare ancora un po, e io nel frattempo cercavo di intrattenere gli ospiti fra chiacchiere e ricordi.

Finalmente Giulio è arrivato! Con un grande pacco regalo per Caterina, e per me un enorme mazzo di fiori. Mi sono trovata imbarazzata. Marco si è presentato, ma Giulio, come se non fossimo stati separati per tre anni, ha subito assunto il ruolo di padrone di casa: dirigeva le persone, gestiva i brindisi, insomma, si comportava come ai vecchi tempi.

Caterina non si staccava da lui un secondo, mentre Marco, vedendo la scena, sembrava sentirsi fuori luogo, anche se io cercavo di coinvolgerlo il più possibile.

Dopo un po Marco si è scusato, dicendo che doveva finire un lavoro urgente a casa, e ci ha salutati.

Appena Marco se ne è andato, Giulio si è fatto ancor più disinvolto. Mentre eravamo in cucina a tagliare la torta, lho pregato di darsi una calmata, e lui allimprovviso mi ha chiesto:
Tu non lo ami, con noi stava bene, perché non riproviamo?

Mi sono sentita confusa, ma poi ho risposto:
No, Giulio Non voglio. Noi non funzioniamo, ci unisce solo Caterina, fermiamoci a questo. Mi piace che tu ti prenda cura di lei, che lei ti aspetti, ma io non ti aspetto più, soprattutto da quando hai iniziato a frequentare unaltra.

Ma è diverso, quella è solo una compagnia, niente di profondo, non ci passerò la vita insieme
Proprio per questo dovresti cercare qualcuno con cui vorresti una relazione vera, non solo per non stare solo

Alla fine gli ospiti hanno cominciato ad andarsene. Giulio è stato lultimo; mi ha aiutato a sistemare la cucina, ha spostato i piatti, ha messo Caterina a letto e sperava che lo invitassi a restare. Vista la mia esitazione, non ha insistito, mi ha ringraziato per la serata, mi ha dato un bacio sulla guancia e se nè andato

Ho preso il telefono e ho chiamato Marco, chiedendogli se il giorno dopo potevamo andare a fare un picnic insieme. Marco si è illuminato, come un bambino, dicendo che avrebbe rimandato tutto il resto e che sarebbe passato a prenderci alle nove.

Alle nove in punto ha suonato il campanello, e Caterina ha gridato: Evviva! Il compleanno continua!. Tutti e tre abbiamo passato una giornata meravigliosa allaria aperta. Rientrando a casa, ho chiesto a Caterina:
Tesoro, ti dispiacerebbe se Marco venisse a vivere con noi?
Lei mi ha guardata seria e ha risposto:
Tu lo aspetti sempre, così potrai vederlo ogni giornoCaterina mi guardò sorpresa, poi il suo volto si illuminò di un sorriso vivace. Marco cucina la pasta come te, e sa fare la magia dei palloncini. Sarebbe bello! disse, stringendomi la mano con forza.

Marco, sentendo la risposta, arrossì leggermente e restò in silenzio, quasi trattenendo il respiro. Guardai negli occhi quelluomo che avevo scelto senza clamori, proprio perché mi faceva sentire a casa. E in quel momento capii che non era la nostalgia a trattenermi al passato, ma il coraggio a farmi andare avanti.

Quella sera, nel silenzio della casa, Caterina disegnava cuori e palloncini accanto ai nostri nomi. Io e Marco, seduti sul divano, ci scambiammo un sorriso che valeva più di mille parole. Finalmente, mi sentivo pronta ad accogliere il presente, senza timore del futuro.

E mentre Caterina correva verso di noi per mostrarci il suo disegno, pensai che dove finiscono i ricordi, magari cominciano le nuove felicità.

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