Tutto andrà bene, Vanya: dalla rottura di un braccio all’amara dolcezza della vita, tra scherzi d’infanzia, drammi d’ufficio e una promessa sussurrata fino all’ultimo respiro

Il crepitio di un ramo secco sotto il suo piede, Giovanni nemmeno lo percepisce. Allimprovviso il mondo intero sembra rovesciarsi, vorticoso come un caleidoscopio di colori, e poi, in un lampo, esplode in milioni di stelline luminose che si raccolgono tutte insieme nel braccio sinistro, poco sopra il gomito.
Ahi Giovanni si stringe la zona dolorante e subito lascia andare un urlo di dolore.
Giovanni! la sua amica Francesca gli corre istintivamente incontro, inginocchiandosi davanti a lui senza pensarci, ti fa male?
No, ma dai, mi fa piacere! risponde stringendo i denti e mugugnando.
Francesca allunga la mano e tocca piano la spalla di Giovanni.
Lasciala stare! sbotta lui, allimprovviso brusco, fulminandola con lo sguardo, mi fai male, non mi toccare!
Giovanni si sente doppiamente frustrato. Prima di tutto, è chiaro che si è rotto il braccio e passerà almeno un mese a sopportare le prese in giro degli amici per il gesso. In secondo luogo, è stato proprio lui a salire spontaneamente su quellalbero per mostrare a Francesca tutta la sua agilità, forza e coraggio. Se con la prima causa della sua rabbia può anche fare pace, la seconda proprio non riesce a ingoiarla. Non solo si è fatto male davanti a lei, ora Francesca cerca pure di compatirlo! Non ci sta proprio…
Si alza di scatto, tenendo il braccio che penzola come uno straccio, e va deciso verso il pronto soccorso.
Giovanni, dai, non ti preoccupare! Francesca gli trotterella vicino, tentando in tutti i modi di rassicurarlo e rincuorarlo, andrà tutto bene, Giovanni, vedrai che passa!
Lasciami stare, si ferma e le lancia unocchiata sprezzante, sputando in terra, che vuoi che vada bene? Non lo vedi che mi sono rotto un braccio, non ti entra proprio in testa? Ma vattene a casa, mi hai stufato!
Detto ciò, se ne va per il marciapiede senza voltarsi, lasciando lamica imbambolata, con gli occhi grandi grigio-verdi e sempre la stessa frase sussurrata fra le labbra:
Andrà tutto bene, Giovanni… andrà tutto bene…
***
Giovanni Marchetti, se entro ventiquattro ore non vedremo il bonifico, ci resteremo davvero male. Ah, quasi dimenticavo. Domani danno ghiaccio sulle strade, guidi con prudenza. Sa comè, basta poco per perdere il controllo dellauto, e… Questi incidenti, sa, sono proprio delle brutte sorprese che nessuno può evitare. Arrivederci.
La voce allaltro capo tace e segue il silenzio. Giovanni allontana il telefono, si passa una mano fra i capelli e si lascia cadere sullo schienale della poltrona.
Dove li trovo adesso quei soldi? Quel versamento era previsto per il mese prossimo…
Con un sospiro, afferra di nuovo il cellulare, digita un numero e lo mette allorecchio.
Signora Monica Rossini, possiamo oggi bonificare ai nostri partner del gruppo i soldi per la fornitura dellattrezzatura?
Ma… dottor Marchetti…
Possiamo o no?
Sì, ma così il calendario dei pagamenti…
Al diavolo! Ne riparliamo dopo! Giri i soldi al gruppo oggi.
Va bene, però… Avremo poi dei problemi con…
Giovanni non ascolta la fine, taglia la chiamata e sbatte il pugno sul bracciolo della poltrona con rabbia.
Maledetti avvoltoi…
Qualcosa di inaspettatamente leggero gli sfiora la spalla e lui sobbalza sulla sedia, quasi impaurito.
Francesca, non ti ho chiesto di non disturbarmi mentre lavoro? Non te lho chiesto?
Sua moglie, Alessandra, si avvicina con dolcezza e gli sfiora lorecchio con un bacio, accarezzandogli delicatamente i capelli.
Giovanni, per favore, non ti agitare così… Andrà tutto bene.
Hai stufato con questo Andrà tutto bene! Non ne posso più, lo capisci? Domani mi fanno fuori, così starai contenta tu?
Scatta in piedi e, afferrando le mani di Alessandra, la spinge via.
Che facevi? La pasta? Vai pure a cucinare! E non stressarmi, sto già abbastanza male senza di te!
Lei sospira e si avvia verso la porta. Sulla soglia si ferma, si volta un attimo e sussurra ancora tre parole.
***
Lo sai… Adesso che sono qui sdraiato penso alla nostra vita…
Lanziano tiene gli occhi semichiusi e osserva con sguardo stanco la moglie di sempre. Il suo volto, una volta fiero e bello, è ora segnato da trame di rughe, le spalle sono cadenti, la schiena più curva e fragile. Una mano ancora stringe la sua, mentre con laltra gli sistema piano la flebo. Sorride in silenzio.
Ogni volta che finivo in qualche guaio, ogni volta che ero sul filo fra vita e morte, nei momenti peggiori… Arrivavi tu e dicevi sempre la stessa frase. Non immagini quanto mi faceva imbestialire. Mi veniva voglia di strozzarti per la tua ingenuità e monotonia, prova a sorridere, ma viene colto da una lunga crisi di tosse. Passato il momento, continua, mi sono rotto braccia e gambe, ho rischiato la pelle mille volte, ho perso tutto, sono caduto in abissi da cui in pochi sarebbero risaliti, e tu mi hai sempre ripetuto: Andrà tutto bene. E non hai mai mentito, incredibile. Come facevi a saperlo in anticipo?
Ma che ne sapevo io, Giovanni sospira la vecchia, pensi che lo dicessi a te? Serviva più per me. Tu non immagini quanto ti abbia amato, come una matta. Tu sei tutta la mia vita. Ogni volta che stavi male, quando succedeva qualche disgrazia, a me si strappava lanima. Quante lacrime ho versato, quante notti in bianco… E ogni volta, ripetevo tra me e me: Che piovano pure pietre dal cielo, purché lui sia vivo, allora andrà tutto bene.
Luomo chiude gli occhi per un momento e stringe la sua mano con le ultime forze. È evidente che le parole gli costano fatica.
Ecco cosera… Io invece mi arrabbiavo. Perdonami, Ale. Non ho mai saputo… Ho vissuto una vita intera senza pensare davvero a te. Che scemo sono.
Lei trae un sospiro, si asciuga una lacrima dalla guancia rugosa e si china sul volto di suo marito.
Giovanni, non ti agitare…
Poi resta ferma così, lo guarda a lungo negli occhi, poi posa la testa sul petto ormai fermo, accarezzando piano la mano che si raffredda.
È ANDATA bene, Giovanni mio, è andata bene…

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