Tutto ha un prezzo! Ora sono solo come un cane…
Vi scrive un uomo solo, che ha superato i settant’anni. Desidero raccontare la mia storia, che forse servirà da monito agli altri.
Vivo in una grande città di provincia, ma attorno a me vedo solo volti estranei. Le vecchie mura di questa casa non sono più familiari, e le strade che un tempo percorrevo a testa alta ora sembrano desolate e gelide. Nessuno mi aspetta, nessuno chiede di me. È il prezzo del passato…
Mi guardo allo specchio e non mi riconosco. Il volto scavato, i capelli bianchi da anni, le spalle curve, gli occhi spenti. Dov’è l’uomo che viveva alla grande, amava le donne, i banchetti e la bella vita? Dov’è il gaudente sicuro di sé, convinto di avere il mondo ai suoi piedi? Ora resta solo un vecchio stanco, invisibile a tutti…
**I peccati di un tempo**
Ero un seduttore, un favorito dalla fortuna. Le donne affascinanti mi conquistavano con uno sguardo, per poi svanire dalla mia memoria. «Vivi alla giornata», mi ripetevo. E credevo fosse giusto.
Avevo una moglie, Fiorella, donna gentile e paziente. Resistette quindici anni di matrimonio, nonostante le notti in cui tornavo ubriaco, o accompagnato da donne equivoche. Fiorella taceva, sperando in un mio ravvedimento.
Ma io non cambiai. Pensavo non avrebbe mai osato lasciarmi. «Dove vorresti andare?» le dissi, ironico, quando mi sfidò a scegliere tra lei e la mia vita dissoluta.
Se ne andò, invece. Un giorno fece i bagagli, prese i figli e partì per l’altra estremità d’Italia. Senza drammi, senza parole. Sparì per sempre.
Inizialmente minimizzai. Continuai a divertirmi, ricordando a tratti la famiglia. Non pagai gli alimenti con costanza, e loro non reclamarono. A Natale, inviai un pacco regalo. Tornò indietro dopo una settimana…
Scrollai le spalle. «Prima o poi torneranno», pensai. Ma gli anni passarono, e il telefono non squillò mai.
**La solitudine della vecchiaia è un giudizio senza appel




