Ancora un anno intero insieme…
Ricordo come se fosse ieri quei tempi lontani, quando il signor Arcadio Manfredi non usciva più di casa da solo. Da quel giorno in cui, andando in ambulatorio, si era perso per le vie di Milano, dimenticando dove abitasse e persino il suo nome. Vagò a lungo, girando senza meta per il quartiere, fino a che non si fermò davanti a un edificio che gli era stranamente familiare. Era la storica fabbrica di orologi dove Arcadio Manfredi aveva lavorato quasi cinquanta anni.
Fissava la facciata del fabbricato, convinto di conoscerlo, ma incapace di ricordare il perché, né chi fosse lui stesso, finché una mano si posò sulla sua spalla, arrivando silenziosa alle sue spalle.
Manfredi! Zio Arcadio, ti sei fatto vedere? Ci mancavi! Proprio laltro giorno parlavamo di te, che maestro e guida sei stato per tutti noi. Non mi riconosci? Sono io, Jurio Acquarone sei stato tu, Manfredi, a farmi diventare un uomo!
Qualcosa scattò nella testa di Arcadio Manfredi, il vuoto si dissolse e finalmente ricordò tutto. Grazie al cielo, si disse…
Jurio si illuminò di gioia, abbracciando il suo vecchio mentore. Mi hai riconosciuto? Ho rasato i baffi, per questo non sembro più io. Che dici, Manfredi, entri a salutare gli altri uomini? Sarebbero felici!
Magari unaltra volta, Jurio, sono proprio stanco oggi, ammise Arcadio Manfredi.
Ma ho la macchina qui, ti porto volentieri, mi ricordo ancora lindirizzo! esclamò Jurio.
Così lo riaccompagnò a casa, e da allora la signora Natalia Berardi non lasciò mai più uscire il marito da solo, anche se la memoria gli era tornata normale. Ormai andavano sempre insieme al parco, dal medico, al mercato.
Un giorno, però, Arcadio si ammalò, febbre e una tosse terribile. Natalia dovette andare da sola in farmacia e poi al negozio, anche se si sentiva lei stessa stranamente debole. Prese medicinali e poche provviste, ma una stanchezza incredibile la colse: quel sacchetto sembrava pesare una tonnellata. Natalia si fermò a prendere fiato, poi riprese la sporta e proseguì verso casa.
Fece appena qualche passo e dovette fermarsi di nuovo. Posò la borsa sulla neve fresca e, improvvisamente, si accasciò dolcemente sulla via che portava al portone. Lultimo pensiero fu: ma chi me lo ha fatto fare di comprare tutto insieme, evidentemente sono vecchia davvero!
Per fortuna alcuni vicini uscirono proprio allora dal condominio, videro Natalia sdraiata sulla neve, si precipitarono e chiamarono subito lambulanza…
Natalia Berardi fu portata via in ambulanza, mentre i vicini raccolsero la spesa e i farmaci, tornando indietro per suonare alla sua porta.
Il marito, Arcadio, starà a casa malato, sono giorni che non lo vedo, ipotizzò la signora Nina Malatesta. Dormirà, Natalia mi diceva che anche lui non si sentiva mai troppo bene. Eh, la vecchiaia non è proprio una gioia… passerò più tardi.
Arcadio Manfredi sentì il campanello.
La tosse però gli tagliava il respiro, voleva alzarsi ma la febbre e la debolezza gli davano le vertigini, mancò poco che cadesse…
La tosse si fermò e Arcadio si smarrì in uno strano sonno, simile a uno stato di veglia. Dovera la sua Natalia, perché ci metteva così tanto a tornare?
Restò immobile a lungo, semiaddormentato, finché udì dei passi leggeri. Allimprovviso vide davanti a sé sua moglie, la sua Natalia che gioia rivederla accanto a lui.
Arcadio, dammi la mano, vieni, forza, lo chiamava Natalia. E lui si alzò, aggrappandosi alla sua mano fredda e debole.
Ora apri la porta, sbrigati, sussurrò lei piano.
Perché? chiese Arcadio, sorpreso, ma obbedì, e subito entrarono la vicina Nina Malatesta e Jurio, il giovane collega di lavoro.
Manfredi, perché non aprivi? Abbiamo suonato e bussato più volte!
Natalia, dovè Natalia? Era proprio qui poco fa… chiese Arcadio Manfredi con le labbra rese pallide dalla febbre, non capendo dove fosse svanita sua moglie.
Ma Natalia è in ospedale, in rianimazione! rispose stupita la signora Nina.
Forse delira… intuì Jurio e riuscì appena in tempo a reggere il vecchio amico che, sfinito, stava per svenire…
Vicina e Jurio chiamarono di nuovo i soccorsi, era uno svenimento per la febbre…
Passarono due settimane e Natalia Berardi fu finalmente dimessa dallospedale.
Jurio la riaccompagnò in auto, mentre in quei giorni lui e la vicina avevano aiutato Arcadio Manfredi, che anche lui stava lentamente guarendo.
Limportante erano ancora insieme.
Quando finalmente Arcadio Manfredi e sua moglie rimasero soli, entrambi trattennero a stento le lacrime.
Fortuna che il mondo è pieno di brave persone, Arcadio, Nina è proprio una donna in gamba, ricordi i suoi figli che correvano qui dopo scuola? Li nutrivamo, li aiutavamo coi compiti, poi lei veniva a prenderli dopo il lavoro…
Sì, non tutti ricordano il bene, ma Nina è rimasta generosa, e questo vale tanto, concordò Arcadio Manfredi.
E anche Jurio, era ancora un ragazzo giovane, lo ho seguito come mentore, gli ho dato una mano a crescere. I giovani dimenticano presto i vecchi, ma lui vede, non mi ha lasciato solo.
Fra qualche giorno è Capodanno, Arcadio, che fortuna essere di nuovo insieme, disse Natalia abbracciando forte suo marito.
Natalia, spiegami solo questa cosa: come mai quando stavi in ospedale sei venuta qui, mi hai fatto aprire la porta ai nostri salvatori? Senza di te sarei rimasto qui, forse…
Temeva che la moglie lo prendesse per pazzo, ma Natalia lo guardò stupita:
Allora è successo davvero? Mi hanno detto che ho avuto un arresto cardiaco… forse in quel momento, come in un sogno, sono venuta da te? Lo ricordo anchio, mi sono vista in rianimazione, poi ho lasciato lospedale e ti ho raggiunto…
Strani miracoli accadono nella vecchiaia ma ti amo come allora, forse più di prima, disse Arcadio Manfredi stringendo forte le sue mani. E restarono seduti così a lungo, guardandosi negli occhi, come se temessero di separarsi ancora…
La sera, proprio prima di San Silvestro, passò Jurio con una cesta di dolci sua moglie aveva sfornato crostate per tutti.
Dopo arrivò anche Nina, e fecero insieme merenda con tè e dolci, e il cuore era colmo di gratitudine.
Arcadio Manfredi e Natalia Berardi accolsero il nuovo anno insieme.
Sai, ho pensato che se festeggiamo questo Capodanno vicini, allora il nuovo anno è nostro. E viveremo ancora, disse Natalia sorridendo al marito.
Rise anche lui, illuminato da quella speranza.
Ancora un anno di vita insieme è tantissimo, è felicità vera.






