15 aprile 2025
Oggi mi sento ancora più sopraffatta dal peso di quello che è accaduto nella nostra casa di Milano. Mio marito Marco e io, ormai nonni, abbiamo sempre creduto che bastasse un solo figlio per non gravare troppo sul portafoglio. Alessandro è ormai adulto, ha una famiglia sua e noi ci siamo ritenuti fortunati ad aver potuto dare al nostro unico bambino unistruzione decente e una vita stabile.
Quando Alessandro e la sua giovane moglie Cinzia (che porta il nome della nostra nonna, un nome che solo noi italiani usiamo con tanto affetto) ci hanno annunciato la nascita di Matteo, il piccolo nipote, le cose sono precipitate. La coppia non possedeva ancora un appartamento: hanno chiesto un mutuo per comprare una casa in periferia di Bologna e, con mia sorpresa, noi abbiamo cominciato a coprire le rate mensili.
Allinizio sembrava che funzionasse; Cinzia mi chiedeva comera possibile riuscire a nutrire due bambini e a pagare il mutuo, e io le rispondevo, se ce la fanno loro, tanto meglio per tutti. Poi, poco dopo, Cinzia ha perso il lavoro e Alessandro è stato licenziato dalla sua posizione alla fabbrica di automobili. Disperati, hanno deciso di trasferirsi nella nostra abitazione in affitto, chiedendo a Marco di aiutarli a estinguere il debito. Così, per un intero anno, abbiamo pagato noi le rate del mutuo, convinti di essere una sorta di ancoraggio per loro.
Solo di recente ho scoperto che le rate sono rimaste in arretrato di sei mesi. Dove sono finiti i soldi? Marco è furioso, dice di non avere più la forza di sostenere questa ingiustizia. Io, invece, mi sento come una barca alla deriva, senza sapere che parole dire o che gesto compiere. Abbiamo dato loro il nostro aiuto, ma ora ci trovano con il peso di una spalla che non smette di farci male. Cosa fare? Non riesco a trovare una risposta, ma spero di riuscire a trovare la forza per affrontare questo nuovo ostacolo, per il bene di tutti noi.



