Un armadio nel caos, montagne di vestiti sgualciti, minestrone acido nel frigo: questa è la nostra casa. Ho deciso di affrontare mia moglie con delicatezza su questi temi, ma alla fine sono stato io ad essere accusato. Da che parte stai tu in questa storia di famiglia italiana?

Un armadio in disordine, cumuli di vestiti stropicciati, minestrone avariato in frigo: questa è la nostra casa. Ho provato ad affrontare il discorso con mia moglie, ma invece di trovare comprensione, sono stato accusato anchio.

Mi sono innamorato di Alessia appena lho vista. Sin dal nostro primo incontro sono rimasto incantato dalla sua bellezza e dal suo fascino. Pensavo di essere davvero fortunato ad avere accanto una donna così brillante, attraente e ordinata, tanto che non ho esitato nemmeno un secondo a chiederle di sposarmi.

Abbiamo deciso di andare a vivere insieme e fin da subito Alessia mi ha detto che le faccende domestiche non fanno per lei; preferisce concentrarsi sulla sua carriera e dividere equamente i compiti in casa. Non ci vedevo niente di male e ho accettato subito questa idea. Mi sembrava tutto giusto e ragionevole, senza sapere però cosa ci avrebbe riservato davvero il futuro.

Abbiamo suddiviso le responsabilità di casa e Alessia mi ha rassicurato che sarebbe riuscita a gestire bene sia il lavoro che i doveri domestici. Mi sono fidato delle sue parole e non ho mai insistito per avere la meglio nella discussione.

Dopo sei mesi mi sono reso conto che le cose non andavano come avevamo pensato. La carriera di Alessia non progrediva come sperava. Lavorava part-time per una piccola azienda che le garantiva uno stipendio incostante e un orario sregolato. Quello che guadagnava, lo spendeva soltanto per sé. Nel frattempo, io lavoravo senza sosta tutto il giorno. Eppure, Alessia ricordava perfettamente la divisione dei compiti, a volte chiudendo un occhio sulle sue stesse responsabilità.

Allinizio si impegnava ad assolvere la sua parte, ma piano piano il suo entusiasmo è svanito. In casa, il disordine regnava sovrano, tra pile di vestiti non stirati e caos ovunque. Per giunta, lei dava la colpa a me, dicendo che dovrei aiutarla di più. Questa cosa mi ha ferito molto. È diventato quasi impossibile per me conciliare il lavoro e la gestione della casa. Avevamo concordato una suddivisione equa fin dal principio.

Credevo che le cose sarebbero cambiate alla nascita di nostra figlia, immaginando che durante il congedo di maternità Alessia avrebbe potuto occuparsi meglio della casa e della bambina. Invece, la situazione è peggiorata. A volte mi capita di pensare che sarei stato meglio da solo. Oltre ai nostri problemi, anche i litigi continui sono entrati a far parte della nostra quotidianità.

Sebbene cerchi di mettermi nei panni di mia moglie e di comprendere le sue ragioni, mi sento trascurato, come se i miei bisogni non contassero. Lavoro in ufficio e quando torno faccio anche il casalingo, incastrando ogni tipo di responsabilità. Non chiedo molto, solo un po di pace a fine giornata.

Mi sforzo di capire come passi la giornata Alessia nel suo congedo di maternità, che cosa le impedisca di preparare almeno una cena o di riordinare un po’. La nostra piccola ha solo due mesi e dorme quasi tutto il giorno. A mio parere, in quel tempo riuscirei a gestire qualche faccenda domestica. Non posso fare a meno di domandarmi come sarebbe se avessimo un secondo figlio. Credo nelluguaglianza e nel reciproco supporto, ma sembra che Alessia non condivida davvero questo principio.

Non vorrei mai distruggere la nostra famiglia, perché amo immensamente nostra figlia; tuttavia, sento di essere arrivato al limite della sopportazione. Non so più come andare avanti così. Chissà, forse la chiave sta nel dialogo e nel trovare, insieme, una nuova strada. Quello che ieri mi sembrava scontato oggi mi appare fragile e prezioso: il rispetto reciproco è davvero la base di tutto.

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Un armadio nel caos, montagne di vestiti sgualciti, minestrone acido nel frigo: questa è la nostra casa. Ho deciso di affrontare mia moglie con delicatezza su questi temi, ma alla fine sono stato io ad essere accusato. Da che parte stai tu in questa storia di famiglia italiana?