Era poco dopo luna di notte quando Tommaso Bianchi, un bimbo di soli 7 anni, varcò con fatica la porta del pronto soccorso dellOspedale Santa Lucia, a Torino. Era scalzo, tremante per il freddo, e stringeva forte tra le braccia la sua sorellina Chiara, avvolta in una copertina gialla ormai sbiadita. Una raffica daria gelida entrò con loro, portando dentro un silenzio dattesa.
Al banco daccoglienza le infermiere rimasero senza parole. Elisa Marchetti fu la prima ad andare verso di lui. Il cuore le si strinse nel vedere quei lividi sulle braccia del piccolo, e un taglio sanguinante proprio sopra il sopracciglio sinistro.
Si abbassò davanti a lui.
Amore, ma ti sei fatto male? Dove sono la mamma e il papà?
Le labbra di Tommaso tremavano quando trovò il coraggio di rispondere:
Ho bisogno di aiuto… mia sorella ha fame. E… non possiamo tornare a casa.
Elisa lo accompagnò su una delle sedie di plastica blu. Sotto la luce forte del pronto soccorso, i segni delle botte erano ancora più evidenti. Chiara, che aveva a malapena otto mesi, si muoveva appena tra le sue braccia.
Ora siete al sicuro qui gli sussurrò Elisa . Come ti chiami?
Mi chiamo Tommaso. Lei è Chiara disse stringendo ancora più forte la piccola a sé.
Ho dovuto scappare non volevo che la facesse male
In pochi minuti arrivò il dottor Federico Greco, il pediatra di turno, insieme a una guardia giurata. Tommaso trasaliva ad ogni movimento troppo veloce, sempre pronto a proteggere Chiara.
Ti prego non portatela via supplicò con voce strozzata . Piange se non sono con lei.
Il dottor Greco gli parlò a voce bassa e rassicurante.
Nessuno ve la porterà via. Voglio solo capire come aiutarti. Cosè successo a casa?
Tommaso guardava verso la porta, con la paura negli occhi, come se temesse che qualcuno potesse entrare da un momento allaltro.
Il compagno della mamma mi picchia quando lei dorme Stanotte si è arrabbiato perché Chiara piangeva troppo. Ha detto che lavrebbe fatta zittire per sempre. Sono dovuto scappare con lei.
Quelle parole fecero gelare il sangue a tutti i presenti.
Il medico chiese subito che venissero chiamati i carabinieri e lassistente sociale.
La corsa per metterli al sicuro
Poco dopo arrivarono il commissario Salvatore Romano e lagente Lucia Valli. Avevano visto tanti casi difficili, ma mai avevano trovato a testimoniare e chiedere aiuto un bambino che era uscito da solo in mezzo a una notte gelida.
Tommaso dondolava piano Chiara mentre cercava di rispondere alle domande, con voce bassissima:
E luomo dovè adesso?
È a casa… ubriaco.
I due agenti si precipitarono allindirizzo di casa. Trovarono muri pieni di buchi, la culla distrutta e una cintura ancora sporca di sangue. Il compagno della mamma tentò di assalirli con una bottiglia rotta, ma fu bloccato in pochi secondi.
Non farà più male a nessuno comunicò Romano via radio.
Un posto sicuro
Mentre tutto questo succedeva, il dottor Greco curava le ferite di Tommaso:
Lividi vecchi e nuovi
Una costola rotta
Segni evidenti di maltrattamenti continui
Lassistente sociale, Francesca Moretti, gli si sedette accanto parlandogli con delicatezza.
Quello che hai fatto è da vero eroe gli disse con gli occhi luccicanti . Hai salvato la tua sorellina.
Tommaso la guardò, sempre spaventato.
Possiamo restare qui stanotte?
Potete restare quanto volete gli rispose Francesca rassicurandolo.
Solo qualche giorno dopo, davanti al giudice, tutte le prove erano chiare: condannarono luomo senza esitazione.
Tommaso e Chiara furono accolti da una famiglia bellissima, i Romano, che abitavano poco lontano dallospedale.
Lì Tommaso scoprì cosa voleva dire addormentarsi senza paura. Ritrovò il gioco, la serenità e quellinfanzia che gli era stata negata. Anche Chiara prese a crescere finalmente serena e sorridente.
Un anno dopo
Il dottor Greco e linfermiera Elisa fecero una sorpresa ai bambini partecipando al secondo compleanno di Chiara. Cerano palloncini, la torta e Tommaso che finalmente sorrideva davvero, stringendo forte la mano della sorellina.
Tommaso abbracciò Elisa quasi senza fiato.
Grazie per avermi creduto le disse.
Elisa faticò a trattenere le lacrime.
Sei il bambino più coraggioso che abbia mai visto.
Fuori, il sole illuminava il cortile mentre Tommaso spingeva la carrozzina di Chiara. Le sue cicatrici sbiadivano ogni giorno di più. Ma il suo cuore, invece, si faceva sempre più luminoso.
Il coraggio che ha cambiato due destini
Tommaso non si è solo tolto dal pericolo.
Non ha solo chiesto aiuto.
Ha salvato la vita della persona che amava di più al mondo.
Ci sono eroi che non cercano di esserlo.
E a volte non arrivano nemmeno al metro daltezza.






