Un dolce messaggio dalla moglie — Amore, mi vieni a prendere al lavoro? — Giulia chiamò il marito, sperando che, dopo una lunga giornata, non avrebbe dovuto affrontare quaranta minuti stipata sul bus. — Sono occupato, — rispose secco Marco. Ma in sottofondo si sentiva chiaramente la TV: Marco era a casa. Giulia sentì le lacrime salire. Il matrimonio era ormai a pezzi e solo sei mesi prima Marco sembrava innamorato perso di lei. Cosa era cambiato in così poco tempo? Lei si prende cura del suo aspetto, passa molto tempo in palestra, cucina divinamente — non per niente lavora in un ristorante rinomato. Non ha mai chiesto soldi, non fa scenate, è sempre pronta ad accontentare il marito… — Gli passi troppo tutto, — scuoteva la testa la madre ascoltando gli sfoghi della figlia. — Non si può accontentare sempre un uomo. — Lo amo, — rispondeva Giulia, abbozzando un sorriso. — E lui mi ama… ****************************** — Alla fine gli sono venuta a noia… — Giulia si mordeva le labbra mentre spiava la cronologia del browser. Marco passava tutto il tempo libero su siti di incontri, chattando con diverse ragazze. — Perché non potevi semplicemente parlarne con me? Avrei capito, l’avrei lasciato andare. A che serve vivere insieme se non mi ami più e farmi soffrire così? Divorzio, dunque. Pazienza, Giulia è forte e se la caverà. Ma non lo lascerà andare senza una piccola vendetta. Se l’è meritata… La sera stessa si iscrive sullo stesso sito del marito, trova il suo profilo e gli scrive. Usa una foto trovata sul web, un po’ ritoccata — sicura che Marco ci sarebbe cascato. Non si sbagliava. Iniziano una conversazione appassionata. Marco le racconta di essere single, pronto a una relazione seria e a dei figli. Si vanta del suo carattere “meraviglioso”, facendo ridere Giulia fino alle lacrime: lei sa bene quanto sia difficile sopportarlo! — Vediamoci, — scrive Giulia, trattenendo il respiro. — Con piacere, — risponde Marco dopo pochi secondi. — Solo che a casa mia c’è mia sorella per gli esami… Vediamoci in un posto neutro, poi magari potremmo finire la serata in hotel. — Davvero? — quasi sbotta Giulia. — E ti aspetti pure che qualcuno accetti di andare subito in hotel con te? Chiunque si sentirebbe comunque offesa! Ma per me va benissimo… — Allora perché non vieni da me? Abito sola in una villetta fuori città, nessuno ci disturberà… — E pensava, chissà se accetta? — Ottima idea! — Marco sembrava contento, forse all’idea di non spendere per l’hotel. — Scrivimi indirizzo e ora, arrivo volando! — Via **** 25, alle dieci di sera. Va bene? — Certo! Aspettami. Verso le nove Marco finge di essere stato chiamato di corsa al lavoro. Non trova le chiavi dell’auto e chiede, controvoglia, alla moglie: — Erano sul comodino, — risponde lei con sguardo sincero, stringendo le chiavi in tasca. — Forse il gatto le ha spostate? — Pazienza, prendo un taxi. Non aspettarmi, vai pure a letto. Ma Giulia non lo aspettava affatto. Ne approfittò per raccogliere le sue cose — per fortuna aveva un suo appartamento, ereditato dalla nonna. L’unica cosa che lasciò fu la richiesta di divorzio, in bella vista sul tavolo. Marco tornò solo al mattino, furioso. Non solo aveva perso un’ora di viaggio, ma la famosa “Angela del sito” non c’era. L’indirizzo esisteva, così pure la casa, ma ad aprirgli la porta fu una donna grande tre volte lui, in accappatoio trasparente. Marco avrebbe dato qualunque cosa per cancellare quell’immagine! Ce l’ha fatta a scappare giusto in tempo, chiamando un taxi dopo una lunga attesa gelata al freddo. Pure l’autista sembrava strano e, per sbaglio, lo portò fuori strada… Insomma, una serata da incubo. Solo entrando in casa, vedendo la richiesta di divorzio sul tavolo, capì chi gli aveva organizzato tutto quello “spettacolo”. Là vicino, con il rossetto, era scritto: Questa dolce vendetta…

Un saluto dalla moglie

Carlo, vieni a prendermi al lavoro? domandò a voce bassa Alessia, sperando di evitare lennesima odissea di quaranta minuti tra autobus affollati e signore scandalizzate dallaria condizionata.

Non posso, sono impegnato, tagliò corto lui. In sottofondo si sentiva la telecronaca di una partita. Eh sì, Carlo era beatamente sul divano.

Ad Alessia venne da piangere dalla rabbia. Il matrimonio sembrava sul punto di sbriciolarsi, e pensare che solo sei mesi prima Carlo non aspettava altro che portarla in braccio ovunque. Cosa era successo in così poco tempo? Alessia non sapeva darsi risposta.

Lei si teneva in forma, passava buon tempo in palestra. Sapeva cucinare da favola daltra parte, lavorava come chef in una trattoria famosa! Non aveva mai chiesto soldi, niente scenate isteriche, sempre pronta a esaudire ogni desiderio del marito

Così lo vizi troppo, sospirava la mamma, ascoltando le confidenze di Alessia. Gli uomini non vanno sempre assecondate in tutto e per tutto.

Ma io lo amo, rispondeva con una mezza risata malinconica Alessia. E pure lui mi ama almeno credo.

******************************

Gli sono diventata insopportabile, mormorava Alessia, sfogliando la cronologia del browser di Carlo. Scoprì così che il marito trascorreva tutto il tempo libero su siti di incontri, messaggiando con almeno due o tre ragazze contemporaneamente. Ma non poteva semplicemente parlarmene? Avrei capito. Si può mica vivere con una persona che nemmeno ti sopporta?

Cioè, si va di divorzio. Va bene, almeno non le mancava il carattere! Ma lasciarlo andare così, senza nemmeno una rivincita? Eh no. Una piccola vendetta se la meritava!

Quella stessa sera Alessia si iscrisse allo stesso sito frequentato dal marito, trovò il suo profilo e gli scrisse. Aveva pescato una foto da Instagram, ritoccata quanto basta, certa che Carlo avrebbe abboccato. E infatti abboccò.

Scoppiò una conversazione focosa. Lui, felicissimo single dedito alle relazioni serie e pronto alla paternità. Si autocelebrava come se fosse il principe delle colazioni a letto, facendo ridere Alessia fino alle lacrime: chi, se non lei, sapeva di che pasta era fatto?

Vediamoci, propose lei con il cuore che rullava tamburi, in attesa della risposta.

Volentierissimo! Solo che mia sorella è accampata da me per preparare lesame di maturità. Meglio vederci in un posto neutro, poi continuiamo in hotel.

Ma davvero? le scappò una risata ad Alessia. Che sicurezza: mica una va in albergo con uno appena conosciuto! Ma pensandoci, questa fa al caso mio

Allora vieni tu da me? Ho un villino fuori Milano, vivo sola. Nessuno può disturbarci Avrà il coraggio di accettare?

Idea brillante! rispose Carlo, felice come un bambino davanti al gelato probabilmente per non dover spendere troppo. Mandami indirizzo e orario. Arrivo volando sullamore!

Via delle Magnolie 25, alle dieci di sera. Va bene?

Perfetto! Aspettami.

Allora di cena Carlo inscenò una partenza improvvisa per emergenza lavorativa. Girò per casa come un matto cercando il mazzo di chiavi, poi chiese ad Alessia se lavesse visto.

Era sulla credenza, rispose lei con unespressione degna della migliore attrice. Intanto, stringeva le chiavi ben nascoste in tasca. Forse il gatto le ha fatte sparire!

Pazienza, chiamo un taxi. Non aspettarmi sveglia.

E lei, ovviamente, non ci pensava minimamente. Doveva aspettarlo per cosa? Anzi, ne approfittò per fare le valigie: tanto una casa tutta sua ce laveva, ereditata da nonna. Lasciò solo una cosa: la domanda di separazione, bella in vista sul tavolo.

Carlo rientrò solo la mattina dopo, furibondo. Non solo aveva fatto unora abbondante di taxi, ma allappuntamento non trovò nessuna Angela dalle foto truccate.

La via esisteva, la casa pure, ma aprì la porta una signora grande il doppio di lui, in vestaglia semitrasparente e sguardo da battaglia. Carlo avrebbe pagato in euro sonanti per cancellare quella visione.

E dovette pure difendersi dalle attenzioni della signora! Altra corsa in taxi (dopo lunga attesa, gelando in giacchetta), e per finire lautista lo scarrocciò a chilometri dalla destinazione. Notte da incubo degna di uno sceneggiato Rai.

Solo quando rientrò e vide il foglio della separazione sul tavolo, capì chi era la regista di tutta la commedia. Lì, scritto con rossetto rosso lampone sulla tovaglia, cera scritto solo:

Questa sì che è vendetta dolcePer un po rimase fermo, stordito, davanti alla carta ufficiale. Poi si lasciò cadere sul divano, quello che aveva preferito alla moglie, il telo della sera prima sgualcito e stanco quanto lui.

Sul cellulare, il profilo di Angela era sparito. Nessun messaggio, nessun segnale. Qualche foto truccata che non avrebbe mai potuto decifrare meglio, adesso.

Gli parve di sentire una risata sommessaleggera, lontana, come un profumo di torta appena sfornata che sa di domeniche felici. Solo che adesso, quella risata non era per lui.

Alessia, intanto, alzava le tapparelle della sua nuova cucina luminosa. Un barattolo di caffè, la moka sui fornelli, un messaggio sorridente di un collega che le chiedeva di andare a correre quel pomeriggio.

Si guardò nello specchio della credenza: occhi ancora stanchi, ma vivi. La libertà aveva il sapore delle cose che si aspettano troppo a lungo e quando arrivano sono meglio di quanto si potesse immaginare.

Sorrise a se stessa, finalmente complice del proprio destino. Poi mandò un piccolo, ironico messaggio a Carlo: “Un saluto dalla moglie. P.S. La colazione a letto la faccio solo a chi se la merita.”

E con un gesto leggero, chiuse il passato dietro la porta di casa, pronta a ricominciare, stavolta per davvero.

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Un dolce messaggio dalla moglie — Amore, mi vieni a prendere al lavoro? — Giulia chiamò il marito, sperando che, dopo una lunga giornata, non avrebbe dovuto affrontare quaranta minuti stipata sul bus. — Sono occupato, — rispose secco Marco. Ma in sottofondo si sentiva chiaramente la TV: Marco era a casa. Giulia sentì le lacrime salire. Il matrimonio era ormai a pezzi e solo sei mesi prima Marco sembrava innamorato perso di lei. Cosa era cambiato in così poco tempo? Lei si prende cura del suo aspetto, passa molto tempo in palestra, cucina divinamente — non per niente lavora in un ristorante rinomato. Non ha mai chiesto soldi, non fa scenate, è sempre pronta ad accontentare il marito… — Gli passi troppo tutto, — scuoteva la testa la madre ascoltando gli sfoghi della figlia. — Non si può accontentare sempre un uomo. — Lo amo, — rispondeva Giulia, abbozzando un sorriso. — E lui mi ama… ****************************** — Alla fine gli sono venuta a noia… — Giulia si mordeva le labbra mentre spiava la cronologia del browser. Marco passava tutto il tempo libero su siti di incontri, chattando con diverse ragazze. — Perché non potevi semplicemente parlarne con me? Avrei capito, l’avrei lasciato andare. A che serve vivere insieme se non mi ami più e farmi soffrire così? Divorzio, dunque. Pazienza, Giulia è forte e se la caverà. Ma non lo lascerà andare senza una piccola vendetta. Se l’è meritata… La sera stessa si iscrive sullo stesso sito del marito, trova il suo profilo e gli scrive. Usa una foto trovata sul web, un po’ ritoccata — sicura che Marco ci sarebbe cascato. Non si sbagliava. Iniziano una conversazione appassionata. Marco le racconta di essere single, pronto a una relazione seria e a dei figli. Si vanta del suo carattere “meraviglioso”, facendo ridere Giulia fino alle lacrime: lei sa bene quanto sia difficile sopportarlo! — Vediamoci, — scrive Giulia, trattenendo il respiro. — Con piacere, — risponde Marco dopo pochi secondi. — Solo che a casa mia c’è mia sorella per gli esami… Vediamoci in un posto neutro, poi magari potremmo finire la serata in hotel. — Davvero? — quasi sbotta Giulia. — E ti aspetti pure che qualcuno accetti di andare subito in hotel con te? Chiunque si sentirebbe comunque offesa! Ma per me va benissimo… — Allora perché non vieni da me? Abito sola in una villetta fuori città, nessuno ci disturberà… — E pensava, chissà se accetta? — Ottima idea! — Marco sembrava contento, forse all’idea di non spendere per l’hotel. — Scrivimi indirizzo e ora, arrivo volando! — Via **** 25, alle dieci di sera. Va bene? — Certo! Aspettami. Verso le nove Marco finge di essere stato chiamato di corsa al lavoro. Non trova le chiavi dell’auto e chiede, controvoglia, alla moglie: — Erano sul comodino, — risponde lei con sguardo sincero, stringendo le chiavi in tasca. — Forse il gatto le ha spostate? — Pazienza, prendo un taxi. Non aspettarmi, vai pure a letto. Ma Giulia non lo aspettava affatto. Ne approfittò per raccogliere le sue cose — per fortuna aveva un suo appartamento, ereditato dalla nonna. L’unica cosa che lasciò fu la richiesta di divorzio, in bella vista sul tavolo. Marco tornò solo al mattino, furioso. Non solo aveva perso un’ora di viaggio, ma la famosa “Angela del sito” non c’era. L’indirizzo esisteva, così pure la casa, ma ad aprirgli la porta fu una donna grande tre volte lui, in accappatoio trasparente. Marco avrebbe dato qualunque cosa per cancellare quell’immagine! Ce l’ha fatta a scappare giusto in tempo, chiamando un taxi dopo una lunga attesa gelata al freddo. Pure l’autista sembrava strano e, per sbaglio, lo portò fuori strada… Insomma, una serata da incubo. Solo entrando in casa, vedendo la richiesta di divorzio sul tavolo, capì chi gli aveva organizzato tutto quello “spettacolo”. Là vicino, con il rossetto, era scritto: Questa dolce vendetta…