Un giorno, uno sconosciuto ha bussato alla porta presentandosi come il padre di mio marito. È stata una scoperta sconvolgente perché mio marito è stato cresciuto dalla nonna, sua madre è morta tragicamente durante il parto e suo padre lo aveva abbandonato.

Nonostante un inizio degno delle tragedie napoletane, mio marito Filippo è cresciuto ed è diventato un uomo colto, brillante e di successo, tutto grazie allamore e alla premurosa attenzione della sua nonna, Susanna.

Quando ho incontrato la nonna di Filippo, sono rimasta senza parole davanti alla sua gentilezza e allenorme cuore che portava sotto il grembiule. Il suo affetto per Filippo si vedeva in ogni piccolo gesto della loro quotidianità. La nostra felicità ha raggiunto vette da Festival di Sanremo quando è nata nostra figlia, e non cè stato alcun dubbio sulla scelta del nome: Susanna, proprio in onore della nonna meravigliosa che aveva avuto un ruolo tanto speciale nella vita di Filippo.

La vita in famiglia era armoniosa, si respirava amore e rispetto insomma, talmente idilliaca che sembravamo usciti da uno spot di pasta fatta in casa. Poi, come nelle migliori commedie italiane, un bel giorno ci bussa alla porta un uomo alquanto strambo che si presenta come il padre di Filippo. Ci scarica addosso una sfilza di insulti e sciocchezze, senza nemmeno prendere fiato tra una parola e laltra. Ho chiamato subito mio marito, pregandolo di tornare di corsa a casa.

Filippo è arrivato, si è piazzato davanti al padre e con tutta la diplomazia di un barese al mercato gli ha detto di uscire dal nostro appartamento allistante. Ma la buffa telenovela familiare era lungi dallessere finita. Il padre e la sua nuova moglie si sono presentati in ufficio da Filippo, pretendendo un assegno di mantenimento in euro, ovviamente. Ovviamente la loro pretesa è stata respinta: dopotutto, il tale non aveva mai fatto parte della vita di Filippo, nemmeno alle elezioni condominiali.

Non soddisfatto, il padre si è ripresentato alla porta, stavolta con tanto di figli al seguito, in cerca di aiuto, forse aspettandosi un miracolo come quelli di San Gennaro. A quel punto, abbiamo installato le telecamere di sorveglianza non si sa mai, meglio avere un po di prova allitaliana, tra una tazzina di caffè e laltra. Fortunatamente, nei quattro anni successivi, non ha più fatto capolino dalle nostre parti, incapace di riscuotere anche solo un pizzico di compassione da parte nostra. Daltronde, aveva abbandonato il figlio ancora giovane e freschissimo di matrimonio in una casa che rischiava di sembrare la sala dattesa della stazione, senza un sostegno, senza una forchettata di pasta.

Nonostante tutte queste scene da film, la nostra famiglia è rimasta forte e unita grazie allamore e alla saggezza di nonna Susanna. Limpronta che ha lasciato nelle nostre vite è stata enorme, inestimabile, grata ogni giorno per la sua presenza rassicurante. Insieme abbiamo affrontato il passato con determinazione e un pizzico di ironia, focalizzandoci sullamore autentico che ci lega come solo una vera famiglia italiana sa fare.

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Un giorno, uno sconosciuto ha bussato alla porta presentandosi come il padre di mio marito. È stata una scoperta sconvolgente perché mio marito è stato cresciuto dalla nonna, sua madre è morta tragicamente durante il parto e suo padre lo aveva abbandonato.