Un mio amico ha 35 anni e non ha mai lavorato. Ora si candida per una posizione dirigenziale con uno stipendio altissimo.

Cera una donna con cui avevo studiato al liceo. Diciamo che il suo nome era Assunta. Assunta, tra laltro, era sempre stata una vera diva, la regina di tutte le feste. Finito il liceo, si iscrisse alluniversità a Firenze per studiare legge. Poi improvvisamente decise che una laurea non era abbastanza: si iscrisse di nuovo, stavolta a Economia e Management a Bologna.

Lì, tra le aule inondate di sole e le chiacchiere nei corridoi antichi, conobbe un ragazzo e si sposarono. Il marito guadagnava molto bene, tanto che non le chiese mai di lavorare. Così Assunta terminò serenamente i suoi studi, sorseggiando ogni giorno il suo caffè senza fretta.

Dopo la seconda laurea, Assunta non cercò nemmeno un impiego. Rimase semplicemente a casa, tra il profumo di basilico e lenzuola stese al sole. Quando le amiche le chiedevano che fa tutto il giorno, lei rispondeva allegra che la sua vita era perfetta così, che il marito adorava una casa ordinata e profumata di bucato, e che con un lavoro fuori non avrebbe mai potuto regalargli tutto questo. Lui le dava euro a non finire, denaro per tutto ciò che desiderava: dal parrucchiere elegante in centro fino alle palestre esclusive dove le donne si salutano come vecchie nobildonne.

La loro vita scorreva lenta, rarefatta, come un sogno tra le colline toscane. Di tanto in tanto, raccontava Assunta, lui le sussurrava di quanto sognasse un bambino, ma lei cambiava discorso, infastidita. Non le interessava affatto diventare madre: la sua linea, la sua salute e il suo tempo libero erano sacri, intoccabili.

Dodici anni passarono così, tra cene a lume di candela e viaggi a Venezia fuori stagione. Poi un giorno, senza rumore, decisero di separarsi. Assunta non spiegò mai i veri motivi e io non ho mai avuto il coraggio di chiederle. Dopo il divorzio, il marito smise di mantenerla.

Adesso a darle qualche euro è il padre, un vecchio ingegnere ancora in attività, ma i soldi non bastano mai e di certo non può mantenere lo stesso stile di vita a cui Assunta era abituata. Ogni domenica lui le ripete che dovrebbe trovarsi un lavoro, che non è più una ragazzina: trentacinque anni, ormai una donna fatta.

Così Assunta ha chiesto ai compagni di scuola di aiutarla. Uno di noi ha un piccolo negozio di scarpe in un centro commerciale e le ha proposto di diventare commessa. Ma Assunta ha storto il naso, dicendo che con la sua laurea non si abbassa certo a sistemare scatole o gestire resi.

Tutto surreale, mi sembra di sognare a occhi aperti. Mai lavorato un giorno, eppure le sue pretese sono sopra le nuvole: solo incarichi da dirigente e stipendi alti.

Ma davvero, mi chiedo nel sogno: che tipo di lavoro può trovare una trentacinquenne che non ha mai timbrato il cartellino in vita sua?

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Un mio amico ha 35 anni e non ha mai lavorato. Ora si candida per una posizione dirigenziale con uno stipendio altissimo.