Un mio amico passa spesso a trovarci a casa nostra.

Io e mia moglie, Alessandra, am risparmiato per anni ogni centesimo, sognando una casa nella quiete della campagna toscana. Finalmente, ce labbiamo fatta: con laiuto di mamma e papà, che ci hanno sostenuto con cuore e portafoglio, abbiamo acquistato un casale a pochi chilometri da Siena. Era la nostra conquista, la nostra felicità e subito ci siamo messi a ristrutturare con entusiasmo contagioso.

Abbiamo costruito una piccola serra vicino allorto per coltivare verdure anche dinverno, e in giardino io ho sistemato una vasca di sabbia e delle altalene per i nostri bambini, così che potessero giocare sorridenti sotto il sole. Fin dallinizio, amici miei e amici di Alessandra (quellallegra comitiva di Fiorentini e Sienesi) venivano a trovarci quasi ogni giorno; spesso ci ritrovavamo al fiume Ombrone, che scorre a qualche centinaio di metri dalla casa. Al tramonto, accendevamo il barbecue e grigliavamo carne e salsicce, tra risate e bicchieri di Chianti; la sera tardi alcuni tornavano in città, ma altri rimanevano a dormire, perché non tutti avevano la macchina.

I nostri conoscenti ci facevano mille complimenti per la scelta e noi eravamo orgogliosi. Ma dopo un anno, la novità svanì: quasi tutti capirono che per mantenere buoni rapporti occorre rispetto e moderazione. Ormai venivano da noi soltanto in occasioni speciali, quando li invitavamo noi; le feste, le cene destate.

Tranne una persona. Se Rosanna sente anche solo un accenno al casale, prepara subito la valigia, prende il regionale e si presenta da noi senza alcun preavviso, trascurando ogni cenno, ogni mio invito velato a lasciarci un po di tranquillità. Il suo desiderio è lunica cosa che conta: non importa se ospitare non è sempre comodo, se la casa è già piena, se i bambini dormono stanchi dai giochi.

Se fossi solo io e Alessandra, pazienza. Ma ci sono anche i miei genitori, i piccoli che sgambettano e chiedono attenzioni. Ho provato più volte, con gentilezza e persuasione, a farle capire che sarebbe meglio tornare a casa sua dopo qualche giorno ma nulla, Rosanna rimane. Ha passato con noi persino due mesi interi.

Non ha mai colto i miei segnali, i suggerimenti nascosti persino quando le ho detto che presto sarebbero arrivati anche i genitori di Alessandra e non ci sarebbe più stato spazio. Rosanna mi ha risposto che si sarebbe accontentata del pavimento, purché avesse una materasso.

Così ogni venerdì sera arriva: si sistema in salotto e si stende sul divano davanti alla TV per tutto il weekend, mentre io e Alessandra ci affanniamo tra lorto e le piante, annaffiamo, sistemiamo. Chiediamo aiuto? La sua risposta è sempre la stessa: Sono venuta qui per rilassarmi.

Né Alessandra né i miei o i suoi genitori mi hanno mai fatto un commento su questa situazione; sembra che solo io, pian piano, inizi a perdere la pazienza.

Linverno arrivò, portando il freddo tra le mura del casale. Una sera dinizio gennaio, ero in cucina a bere un caffè con Rosanna, e lei sospirò: Peccato che sia inverno Se fosse estate, sarei già qui da tempo. Mentre lo diceva, io mi irrigidii. Dentro di me pensavo: perché non riesco a dirle in modo diretto che la sua presenza ogni weekend mi mette ansia, che vorrei solo poter stare in pace con la mia famiglia? E se dovesse offendersi e sparire per sempre dalla mia vita?

Questo non voglio. Vorrei solo che smettesse di venire tutte le settimane; vorrei che capisse. Mi domando ancora: cosa posso fare?

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

9 + 4 =

Un mio amico passa spesso a trovarci a casa nostra.