Durante una passeggiata sulle colline vicino a Firenze, io e mio figlio siamo rimasti sbalorditi quando, tra la neve alta, abbiamo scorto un cervo bloccato, incapace di muoversi. Invece di passare oltre lasciando lanimale selvatico al suo destino, ci siamo rimboccati le maniche e, armati di pale e mani, abbiamo iniziato a liberare il cervo da quella prigione bianca. Era davvero emozionante vedere mio figlio scavare con così tanto impegno accanto a me!
Proprio mentre stavamo finendo, abbiamo notato, poco distante, un altro cervo in evidente difficoltà, anchesso imprigionato nella neve. Dopo averlo aiutato a liberarsi, abbiamo capito che probabilmente quei due animali erano venuti alle mani per del cibo ma fortunatamente, entrambi si sono salvati grazie al nostro intervento.
Il nostro cuore però si è gelato quando, tornando verso la macchina, abbiamo trovato una piccola scatola di cartone accanto ad un bidone dellimmondizia. Dentro cerano sei gattini appena nati: quattro erano ormai senza vita, stroncati dal freddo, mentre due respiravano a fatica. Senza pensarci troppo, abbiamo preso la scatola e siamo corsi a casa. Ho chiamato mia moglie subito, mentre mio figlio prendeva asciugamani, acqua calda e una borsa dacqua calda per cercare disperatamente di scaldare i micetti.
Con tanta pazienza e un po damore, i due gattini sono miracolosamente riusciti a riprendersi! Finalmente, una luce in quella mattina gelida.
Ancora oggi, la gatta randagia che lasciava nei paraggi viene spesso davanti a casa mia: sembra ringraziarmi ogni volta per il cibo e la coperta che le lascio nellangolo del portico. Ma nei giorni più freddi vedo che anche lei sta male, colpita dal gelo pungente. Quelle immagini dei piccoli indifesi nella neve resteranno per sempre nel mio cuore: ma almeno, questa volta, la storia ha avuto un lieto fine.





