REGALO
Allora, figlio mio, raccontami un po comè andata la giornata, tutto bene?
Rientrato dal lavoro, papà Riccardo sollevò e fece sedere accanto a sé sul divano il piccolo Andrea, cinque anni, spettinandogli con affetto i morbidi capelli castani. Mentre mamma Patrizia si dedicava alla cena in cucina, il padre si godeva le chiacchiere con il suo unico e amatissimo figlio. In casa faceva caldo, latmosfera era accogliente, e al centro della sala, tra il mormorio della TV e la libreria, brillava misteriosa una piccola ma elegantissima abete illuminato da luci colorate. Meno di ventiquattro ore a Capodanno.
Tutto ok, papà! proclamò il piccolo erede. Però il mio amico Marco oggi non sta bene.
Cosè successo a Marco? chiese Riccardo. Intendi Marco, quello del palazzo di fianco?
Sì, lui, annuì Andrea.
Gli hanno detto che oggi, alla festa di Capodanno allasilo, non riceverà il regalo, informò Patrizia, affacciandosi dalla cucina immersa nei profumi dellarrosto appena sfornato. Povero bambino Su, a lavarsi le mani, ragazzi, la cena è pronta.
Ma come, non glielhanno dato? si stupì Riccardo, alzandosi dal divano. A tutti sì, e proprio a Marco niente? Strano
Sì, a tutti sì, a Marco niente. confermò Andrea, scendendo dal divano dietro al padre. La Befana e Babbo Natale hanno distribuito i regali, a lui no. E lui aspettava
Che razza di Befana e Babbo Natale sono quelli che fanno soffrire un bambino? si infervorò Riccardo, sedendosi a tavola e trascinando la sedia a sé.
Non è colpa loro, scrollò le spalle Patrizia. Sicuramente la mamma di Marco si è dimenticata di pagare la quota regalo, oppure non poteva permetterselo. Succede, purtroppo. Andrea, le mani le hai lavate?
Sì, sì, insieme a papà, rispose Riccardo, che intanto tagliava il pollo dorato e ne distribuiva i pezzi nei piatti. Daccordo, magari non cera la quota. Ma la direttrice dellasilo come si chiama? Anna Rossi? Come ha potuto lasciare il bambino senza regalo davanti a tutti?
Anna Rossi era proprio la Befana, annunciò Andrea. E Babbo Natale era il bidello dellasilo.
Allora è ancora peggio! disse Riccardo, ancora agitato. Possibile che non abbiano pensato a recuperare un regalo e poi andare a parlarne coi genitori? Che freddezza!
A quanto pare no, sospirò Patrizia. Io, al loro posto, avrei trovato una soluzione per non lasciare Marco a mani vuote.
E i genitori di Marco? Perché hanno permesso una cosa del genere? continuò Riccardo, senza capacitarsi. Andrea!
Papà si rivolse al figlio, alle prese con il pollo.
Spero almeno che tu abbia condiviso il tuo regalo con Marco
Il bambino fissò il padre con unespressione grave.
Sì, papà, ci ho provato. Anche Sergio, Nicoletta, Alessio, pure altri. Ma lui non voleva da nessuno.
Orgoglioso, eh! si meravigliò Riccardo. Non mi dire che nemmeno si è messo a piangere per il regalo mancato.
Non lo so Non lho visto, rispose sinceramente Andrea.
Un vero ragazzo! Riccardo non poteva che ammirarlo. Non meritava quel trattamento.
Già, Marco mi fa davvero pena, commentò Patrizia con dolcezza. Chissà quanto gli è dispiaciuto
Propongo di ristabilire la giustizia! annunciò Riccardo tutto dun tratto, gli zigomi arrossati e gli occhi lucidi dentusiasmo.
E come? chiese Patrizia, pulendosi la bocca col tovagliolo, mentre anche Andrea lo guardava curioso.
Così! rispose Riccardo, con fare misterioso. Qualcuno sa in che appartamento abita Marco? Andrea, tu lo sai?
No, Andrea scosse la testa. Non sono mai stato a casa sua, giochiamo solo in cortile o allasilo.
Beh, posso informarmi io, disse Patrizia dopo una pausa. Ho unamica che praticamente conosce tutti nel nostro stabile. La chiamo e mi informo, ma perché?
Chiamala per favore. Ora. insistette Riccardo.
Va bene, acconsentì Patrizia. Ma allora voi sistemate la tavola e lavate i piatti!
Quelli vivono al trentacinquesimo, si chiamano Ferraro, comunicò Patrizia poco dopo. La mamma si chiama Valentina. Il papà non cè, o meglio, cera ma ha lasciato casa. Non si capisce se se nè andato lui o lei lha mandato via. Pare ne avesse motivo. Valentina vive sola col bambino.
Le solite informazioni di Alice, eh? ridacchiò Riccardo.
Non per niente la mia amica si chiama Alice, sa tutto di tutti! sorrise Patrizia. Seriamente, fa parte del comitato condominiale, quindi ha notizie su ogni vicino.
Ora mi è tutto chiaro, concluse Riccardo. Andrea, hai già finito il tuo regalo?
Non ancora, sospirò Andrea. La mamma dice che troppo dolce fa male.
Ha ragione, annuì Riccardo. Allora il sacchetto è ancora intero?
Sì, rispose Andrea. Lho aperto piano piano.
Ottimo, Riccardo gli accarezzò di nuovo i capelli. Puoi trasferire il resto dei tuoi dolci in un altro sacchetto, e quello del regalo me lo dai?
Perché? Andrea si insospettì, ma comunque andò nella sua cameretta e tornò con il sacchetto colorato, visibilmente alleggerito. Subito rovesciò il contenuto sul tavolo, dove rotolarono caramelle e biscotti in carta luccicante.
Mamma, che finora osservava in silenzio, intervenne:
Quindi, miei cari uomini di casa, volete cercare di portare un sorriso a Marco con un regalo? Quando? E chi ci va?
Meglio farlo stasera, secondo me! rispose Riccardo. Che ne pensi, Andrea?
Certo! Facciamolo oggi! il figlio si animò. metto qualche mia caramella per lui?
Se non ti dispiace, Riccardo gli sorrise.
Andiamo insieme da lui, papà? chiese Andrea, rimettendo qualche dolcetto nel sacchetto.
Ma oggi glielhai già offerte, e non ha voluto il papà era dubbioso. Sembra davvero orgoglioso. Facciamo una cosa diversa
Si ritirò in camera, e poco dopo ne uscì Babbo Natale! In valenki bianchi, cappotto rosso bordato di pelliccia, cappello, grande barba bianca, scettro in mano, e nella sinistra sacco rosso ricamato di stelle dorate vuoto, però.
Andrea lo guardava sbalordito, poi chiese:
Papà, eri tu Babbo Natale lanno scorso? E anche prima?
Sì, confessò Riccardo. Scusa se te lo dico solo ora. Sapevo che prima o poi lo avresti capito. Vedi, al mio lavoro mi hanno chiesto di essere Babbo Natale per i figli dei colleghi e mi è piaciuto. da tre anni ormai. Così ogni anno festeggio anche con te e la mamma. Babbo Natale ti è piaciuto, vero?
Tantissimo! rispose Andrea. È bello, ora abbiamo il nostro Babbo Natale di famiglia!
Corse ad abbracciare le gambe del padre.
Patrizia aggiunse qualche caramella, chiuse il sacchetto con un nastro colorato, Riccardo lo infilò nel sacco rosso dei doni.
Si sistemò la barba e disse:
Allora, posso andare a trovare Marco, il bambino triste?
Sììì! risposero insieme mamma e figlio.
Andrea chiese:
Posso venire anchio da Marco, papà?
Nel ruolo della Befana? scherzò Riccardo.
No, da Coniglio! esclamò Andrea e corse in camera. I genitori si guardarono e scoppiarono a ridere. Tornò vestito da coniglio bianco, come era stamattina alla recita dellasilo: tutina candida, orecchie dritte, ponpon sul sedere, e la solita mascherina di cartone con baffetti.
Va bene, andiamo, ma metti il giubbotto che fuori fa freddo, anche se sei un coniglio bianco! accettò Riccardo.
Partirono per il corridoio: Patrizia quasi non riusciva a trattenere le risate guardando il Babbo Natale altissimo accanto al coniglio piccolo con il sacco dei doni che strisciava per terra.
Dopo una decina di minuti Riccardo tornò a casa solo, visibilmente imbarazzato.
E Andrea? si agitò Patrizia.
Tranquilla, sta benissimo, è rimasto da Marco a giocare. Vado a prenderlo fra mezzora, disse Riccardo, asciugandosi il viso sotto la barba finta, caldo e sudato. Si lasciò cadere sul divano in abiti da Babbo Natale e sospirò:
Che serata!
Raccontò alla moglie che, quella sera, lui e Andrea erano già i sesti a portare un regalo di Capodanno al povero Marco! Forse nemmeno gli ultimi Prima di loro era appena uscita la direttrice, Anna Rossi, che si era profondamente scusata con Marco e la mamma per la brutta figura fatta davanti ai bambini.
Ti immagini, qualcuno ha girato un video della recita e lha pubblicato sul sito del Comune. In poche ore, migliaia di visualizzazioni e commenti!
Davvero? si stupì Patrizia. Devo vedere.
Ma non è quello il punto, continuò Riccardo. La mamma di Marco ha pagato la quota regalo in ritardo
Colpa sua, in parte, osservò Patrizia. Ma, poverina, vive sola, non sempre i soldi bastano. Allasilo avrebbero potuto inventarsi qualcosa
Hanno preferito escludere Marco dalla lista dei regali, Riccardo ancora indignato. Così un bambino innocente ci ha rimesso.
Se fossi la dirigente, avrei licenziato Anna Rossi seduta stante! esclamò Patrizia.
Forse succederà, Riccardo la rincuorò. O magari capisce e si corregge Chi lavora con i bambini non dovrebbe mai fare errori simili.
Rimase in silenzio massaggiandosi il mento, poi guardò la moglie e aggiunse:
Ah, e cè di più: è arrivato anche il papà di Marco! Con i regali, e la testa bassa, quasi piangeva
Ma davvero? Patrizia si illuminò.
E proprio in quel momento, suonarono alla porta. Era Andrea.
Sei tornato da solo? si sorprese Riccardo. Dovevo venire io
Non sono mica piccolo! protestò Andrea. E poi mi annoiavo lì.
E perché?
La mamma e il papà di Marco litigavano, poi piangevano tutti e due. Io e Marco siamo andati in cucina e li abbiamo trovati che si abbracciavano. Quando anche Marco è arrivato, si sono messi a piangere tutti e tre. Che strano! Non si sono nemmeno accorti che uscivo
Riccardo e Patrizia si scambiarono uno sguardo, poi scoppiarono a ridere di sollievo.
Allora, miei cari, prepariamo un bel tè propose Patrizia. E chi non si addormenta, festeggerà il Capodanno con noi. Che sia un anno felice per tutti!
Magari! concedette Andrea, generoso.



