14 marzo
Questa mattina pensavo di potermi godere finalmente un po di tranquillità: era il mio giorno libero, potevo dormire senza nessuna sveglia. Era ancora presto quando un suono mi ha riportato alla realtàil campanello di casa ha squillato allimprovviso. Chi mai può essere a questora? Mi sono trascinato verso la porta, assonnato e infastidito, aspettandomi magari il portinaio o qualcuno che avesse sbagliato indirizzo.
Quando ho aperto, davanti a me si è trovata una donna anziana. Non lavevo mai vista, il suo sguardo era spaesato e impaurito.
“Mi scusi, signora, sta cercando qualcuno?” ho chiesto, cercando di essere cortese.
“Figlio mio… non riconosci tua madre?” ha risposto lei, con voce tremante.
Mi ci è voluto qualche secondo per capire, mi sono bloccato: “Mamma? Sei… tu?” le ho detto, sommerso da vecchi ricordi.
Come potrei dimenticare quel giorno brutale in cui mi hanno portato via da lei? In istituto, aspettavo sempre che venisse a riprendermi, sperando che si ricordasse di me. Alla fine ho smesso di soffrire. Mi sono diplomato, ho studiato a Milano e da solo sono riuscito a aprire la mia attività. Quando mi chiedevano dei miei genitori, dicevo che erano morti. Ho imparato a cavarmela da solo, ho fatto fortuna, nessuno avrebbe immaginato che ero cresciuto in orfanotrofio.
Lei, la mia madre, probabilmente non ricorda nemmeno quando le hanno tolto la patria potestà. Da ragazza beveva troppo, tra i vizi e la confusione mentale non cera spazio per nulla. E in carcere, dove è finita per qualche truffa di poco conto, pare abbia pensato a me. Ma la verità è che non mi ha mai amato: forse un po di compassione, ma amore mai.
Quando è nato il suo secondo figlio, allimprovviso è cambiata. Sarebbe stata disposta a tutto per lui, anche a commettere follie. Per me non aveva mai tempo, ma con il più giovane ha sempre fatto di tutto perché fosse felice.
Il fratello minore è cresciuto seguendo le sue orme. Ha girato diverse comunità e a quindici anni ha avuto la sua prima condanna con la condizionale. Dopo poco si è ritrovato in carcere. Mia madre, conoscendo la vita dietro le sbarre, tenta ora di salvarlo in ogni modo. Quando ha saputo che io sono diventato qualcuno, ha iniziato a cercarmi subito.
Ed eccola qui, seduta nella mia casa, che piange e cerca di abbracciarmi. Mi racconta quanto ha pregato Dio per riavermi vicino, quanto ha pianto ogni giorno, che non ha mai smesso di cercarmi. Volevo crederle, ma dentro di me qualcosa mi diceva di stare attento. Tuttavia, non ho resistito a darle una mano: le ho trovato un piccolo appartamento a Torino, le ho dato qualche migliaio di euro e promesso che lavrei aiutata se avesse avuto bisogno. Ma io comunque dovevo capireera tornata per me o cera sotto altro?
Prima di Pasqua sono tornato a quellistituto di Genova dove sono cresciuto. Ogni tanto porto lì giochi e cibo per i bambini. Lì mi ha fermato la responsabile, la signora Giovanna.
“Tua mamma voleva sapere dove abiti.”
“Lo so. Grazie per averla aiutata.”
“Stai attento, Luca. La verità è che vuole solo aiutare il suo figlio minore, ha bisogno dei tuoi soldi. Non fidarti troppo: la donna non ti ha mai amato, non lo farà mai.”
“Ho un fratello?” ho sussurrato.
“Chiedi a lei,” mi ha detto. Mi sono sentito soffocare, quasi non respiravo. Possibile che mia madre sia tornata solo per deludermi di nuovo?
Ho affrontato il dolore e sono andato da lei per chiederle la verità. Non si aspettava di essere messa alle strette e ha evitato di parlarmi di mio fratello, temendo che mi rifiutassi di aiutarlo.
Qualche giorno dopo, sono stato aggredito sotto casa. Tre uomini mi hanno picchiato senza pietà. Dopo che li hanno presi, i carabinieri hanno scoperto che era stata mia madre a mandarli: voleva eliminare me per ottenere la mia eredità e garantirsi così il futuro dorato del suo figlio prediletto.
In tribunale ha chiesto scusa, ha pianto, mi ha chiesto di perdonarla. Ma non mi è servito molto per capire come stanno le cose.
“Ho vissuto senza una madre, e continuerò a farlo,” ho sussurrato piangendo.
E questa cicatrice rimarrà per sempre, anche qui in Italia.






