Una donna di cinquantasei anni ha iniziato a invecchiare. E non c’è nulla di sorprendente in questo, è del tutto normale. Il momento è arrivato.

Una donna di cinquantasei anni aveva cominciato ad invecchiare. È un evento naturale, nulla di strano: arriva per tutti, prima o poi. Ma lei, guardandosi allo specchio, si spaventava. Linvecchiamento sembrava procedere a passi veloci, come se ogni giorno qualcuno le rubasse un po di giovinezza e bellezza, aggiungendo una patina di vecchiaia al suo viso.

Eppure, solo poco tempo prima aveva un aspetto splendido! Ricordo bene come il vecchietto che sedeva sempre sulla panchina sotto il portico, con la sua immancabile sciarpa anche in piena estate, le dicesse con un sorriso: “Signora, quanto è bella! Una vera signorina!”. Passava ogni giorno davanti a lui, lui si toglieva il berretto, la salutava galantemente e ripeteva sempre le stesse parole: “Che bella signora, che ragazza affascinante!”.

Lei si affrettava verso il lavoro, sorridendo per quellomaggio. E, durante la giornata, non erano pochi a farle dei complimenti: la sua bellezza non passava inosservata a nessuno.

Un giorno però si accorse di non aver più visto il vecchietto sulla sua panchina da alcune settimane. La cosa la sorprese; chiese notizie ai vicini, e scoprì che il signor Benedetto Rinaldi, così si chiamava, era stato portato in una casa di riposo appena fuori Firenze. I parenti erano lontani e i figli vivevano ormai in altre città: nessuno poteva più occuparsi di lui. Aveva novantanni, aveva bisogno di cure continue.

Quella notizia portò la mia mente lontano dai timori sulla vecchiaia. Pensavo solo al signor Benedetto. Decisi di informarmi sullindirizzo, presi alcune scatole di biscotti e della frutta fresca, e la domenica andai a trovarlo nella casa di riposo. Eccolo lì: seduto su una poltrona vicino alla finestra, mangiava il suo semolino annaffiato con una noce di burro, guardando il cortile.

Quando mi vide, si illuminò: “Ah, che piacere rivederla! Ma come sta bene! Davvero, sembra una ragazza di ventanni!”. Mi colpiva sempre la dolcezza delle sue parole. E non fu lunico: anche altri ospiti della casa si avvicinarono, dandomi il benvenuto, facendo complimenti sinceri e affettuosi.

Quella sera, rientrando a casa, mi guardai allo specchio con occhi diversi. Le guance avevano ritrovato colore, gli occhi brillavano, i capelli sembravano più morbidi e fluenti; le rughe si erano mitigate. Ero diventata proprio una bella donna, persino più giovane della mia età! Come se la giovinezza fosse tornata a trovarmi. Una vera magia…

Da quel giorno, ogni domenica tornai nella casa di riposo, portando un po di allegria a quegli anziani. Iniziai anche a tenere corsi di ballo; non lo facevo per restare giovane, ma perché mi faceva sentire bene poter essere utile a qualcuno. Era bello vedere come mi accoglievano, come se fossi una figlia o una nipote, e sentire dire: “Sei davvero una donna affascinante!” così, con il cuore.

Mi sono reso conto che le persone sono il nostro specchio, ma non uno specchio qualunque, uno magico. Basta lincontro con la persona giusta e ci si sente rinvigoriti, si cammina più dritti, lo sguardo si fa luminoso, sulle labbra sboccia un sorriso. Al contrario, basta una parola sbagliata, una persona amara, ed ecco che ci sentiamo vecchi dentro e fuori, come se ci portassimo addosso una montagna di anni.

Per questo, bisogna custodire con cura gli specchi magici della nostra vita: le persone buone e sincere che ci dicono una parola gentile dal profondo del cuore. E soprattutto, rispettare i nostri anziani: finché ci saranno loro, resteremo anche noi un po giovani e capaci di dare qualcosa. Così pensa la donna che ha saputo ritrovare la sua bellezza e la sua giovinezza. E, devo ammetterlo, penso abbia proprio ragione.

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Una donna di cinquantasei anni ha iniziato a invecchiare. E non c’è nulla di sorprendente in questo, è del tutto normale. Il momento è arrivato.