Una nuova famiglia vale più della vecchia
Mamma, ti presento Giulia, la mia fidanzata annunciò Matteo sulla soglia, abbracciando con dolcezza la ragazza visibilmente imbarazzata. Oggi abbiamo presentato la richiesta di pubblicazione in comune.
Congratulazioni rispose confusa Antonella, asciugandosi le mani nel grembiule. Stava finendo di preparare la cena. Entrate, non restate sulla porta.
La donna era rimasta spiazzata. Matteo era il suo orgoglio, la sua ragione di vita Un bravo ragazzo, sempre rispettoso e premuroso, e tutto a un tratto la mise davanti al fatto compiuto del matrimonio.
Antonella si sentiva terribilmente ferita nellaver saputo la notizia per ultima. Come se fosse una sconosciuta, incapace di capire il desiderio del figlio di creare una famiglia! Anzi, si sarebbe rallegrata per lui, gli avrebbe dato una mano con le nozze…
Mamma, scusami se non te lho detto prima cercò di giustificarsi il figlio, abbracciandola con goffaggine. È successo tutto così in fretta… Mi sono innamorato perdutamente! È stato un colpo di fulmine.
Sei ancora un ragazzino, venticinque anni non sono niente sorrise Antonella, celando la delusione nel profondo del cuore. Ma parliamo piuttosto del futuro. Dove andrete a vivere?
Per ora da noi, se a te va bene sospirò sollevato Matteo, capendo che sua madre non era arrabbiata. Più avanti vedremo di comprare qualcosa.
E perché dovrei essere contraria? Antonella fu persino stupita dalla domanda. Abbiamo un appartamento grande, cè spazio per tutti.
Giulia, in disparte, sorrise timidamente e si premurò subito di mantenere un’espressione neutra. Il suo obiettivo per il momento era piacere alla futura suocera; il carattere avrebbe potuto mostrarlo dopo il matrimonio.
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Il matrimonio fu una vera festa. Antonella, per il suo adorato figlio, aveva svuotato anche il salvadanaio custodito gelosamente per anni. Pagò persino una settimana al mare agli sposi, così avrebbero potuto rilassarsi come si deve. E a breve non ci sarebbe stato tempo: Giulia aveva appena annunciato di essere incinta.
Antonella, in realtà, non aveva nulla contro la scelta del figlio Ma quella ragazza le sembrava piuttosto sospetta. Sempre accomodante, sempre con quel sorriso gentile a tutto
La sorella di Antonella, Francesca, non la prendeva troppo sul serio.
Dovresti ringraziare di avere una nuora così! E aspetta a giudicare. Quando si sentirà padrona di casa, cambierà. Poi cambiò tono, diventando improvvisamente seria. Ma tu tienila docchio, se hai un cattivo presentimento. Chissà comè davvero. Ora fa langelo davanti a Matteo, ma magari è un demonio sotto sotto.
Le parole di Francesca si rivelarono profetiche. Giulia, ottenuto il tanto agognato timbro sul libretto di famiglia, cambiò radicalmente. Approfittando dellassenza di Matteo, che lavorava molto, iniziò pian piano a rendere la vita di Antonella insopportabile.
Giulia non aveva remore a dire apertamente che non cera posto per estranei nella loro casa. Antonella, alla prima di queste uscite, quasi cadde dalla sedia dall’incredulità. Lei, una estranea, nella sua stessa casa! Quella sera stessa andò dal figlio a chiedere di mettere in riga la moglie.
Mamma, hai frainteso la liquidò Matteo, incapace di credere che la sua amata potesse essere così. È una brava ragazza, buona e la migliore che ci sia!
Giulia, sentendo le parole del marito, sorrise soddisfatta. Il suo piano stava funzionando.
Poi, qualche giorno dopo, la ragazza accorse verso Matteo in lacrime al suo rientro. Singhiozzava dicendo che aveva paura a restare in casa con Antonella, che lei aveva tentato di avvelenarla.
Sai che sono gravemente allergica al miele piangeva. Stanotte non riuscivo a dormire e volevo aiutare tua madre con la colazione. La trovo in cucina che mette il miele nellimpasto delle crêpes! Temo per la mia vita!
Matteo perse la testa e corse a chiarire con la madre. Le urlò contro che ormai era adulto, che avrebbe deciso della sua nuova vita e non avrebbe mai permesso che facesse del male alla sua famiglia.
Antonella, pallida, non capiva il motivo di quellattacco. Qualsiasi spiegazione veniva respinta e accendeva ancora più ira. Strinse una pastiglia nella mano tremante, ma Matteo non parve accorgersene e continuò a urlare.
Antonella non resistette. Prese il cappotto e andò dalla sorella. Non riusciva a capire cosa avesse sbagliato, perché il suo ragazzo si comportasse così Il dolore era grande, quasi insopportabile.
Si fermò a pochi passi dal portone di Francesca, ma con ogni minuto che passava si sentiva sempre peggio, finché svenne.
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Dalla morte di Antonella erano passate solo due settimane. Matteo ormai sembrava unombra, tormentato dal rimorso. Giulia cercava di tranquillizzarlo, sempre pronta a offrirgli un bicchiere dacqua.
Tesoro, capisco che stai soffrendo, ma dobbiamo pensare ai vivi gli diceva, accarezzandosi il pancione che ormai cominciava a farsi vedere. Vederti così sta male anche a me.
Matteo taceva e questo rendeva Giulia ancora più nervosa. Il suo piano aveva funzionato, anche se non avrebbe mai voluto arrivare a tanto. Sperava solo che lei e Antonella avrebbero scambiato gli appartamenti e basta. Ma forse era andata persino meglio così.
Improvvisamente, qualcuno entrò in casa. Era Francesca, che aprì la porta con le sue chiavi.
Ma come osate entrare a casa nostra come se niente fosse?! sbottò Giulia contro lintrusa.
Mi sembra giusto, questa casa è mia ribatté Francesca con un sorriso freddo. Non lo sapevi? Lappartamento appartiene a me.
Il bicchiere cadde dalla mano tremante di Giulia. Come poteva essere? Aveva investito così tanto per questa casa, tutto per nulla?
Matteo, che significa tutto questo? domandò isterica.
Quello che senti rispose lui, ormai indifferente. Mamma voleva comprare lappartamento da zia Francesca, aveva messo da parte i soldi
Che poi ha speso per le vostre nozze! concluse la zia. In realtà era mia intenzione intestare la casa a vostro figlio, ma adesso non se ne parla. Vi do tre giorni per andarvene. Se restate, chiamo i carabinieri.
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P.S.
Matteo rimase a vivere nellappartamento della zia. Solo. Giulia, quella sera stessa, raccolse tutte le sue cose e, dicendo che il bambino non era mai stato suo, se ne andò per sempre.






