Una Sera Che Ha Cambiato Tutto

Stasera la cena in famiglia comincia come tutte le altre, ma termina in un modo che mi lascia completamente sconvolta. Lorenzo, mio marito, ha invitato sua madre, Maria, a casa nostra; come al solito, mi adopero per rendere latmosfera accoglienteapparecchio la tavola, preparo la sua insalata di pollo preferita e stendo la tovaglia più elegante. Pensavo che avremmo chiacchierato un po e magari organizzato qualcosa per il fine settimana. Invece mi ritrovo intrappolata in una conversazione assurda e orribile. Maria mi guarda dritta negli occhi e mi dice: Ginevra, se non fai quello che ti chiediamo, Lorenzo chiederà il divorzio. Rimango impietosa, forchetta in mano, senza credere a quello che ho appena sentito.

Lorenzo ed io siamo sposati da cinque anni. Il nostro matrimonio non è perfettonessuno lo èabbiamo avuto litigi e incomprensioni, ma ho sempre creduto di essere una squadra. È gentile, premuroso e, anche nei momenti più difficili, troviamo una via duscita. Maria è sempre stata presente nella nostra vita. Viene spesso a trovarci, ci chiama per sapere come stiamo, e anche se i suoi consigli a volte sembrano ordini, ho cercato di rispettarla. Poi, stasera, ha oltrepassato il limite e, peggio ancora, Lorenzo non la fermala sostiene.

Tutto parte quando ci sediamo a tavola. Allinizio è tutto leggeroMaria parla della sua amica appena in pensione, Lorenzo scherza sul lavoro. Poi lumore cambia. Maria mi fissa e dice: Ginevra, Lorenzo ed io dobbiamo parlare seriamente con te. Mi preparo, pensando a qualcosa di piccolomagari una questione di casa o aiuto al giardino. Invece lei vuole che ci trasferiamo nella sua abitazione.

Scopriamo che Maria ha deciso che la sua casa a due piani in campagna è troppo grande per stare da sola, e vuole che ci viviamo noi con lei. Cè spazio a sufficienza, ci dice. Vendereste il vostro appartamento, mettereste i soldi in ristrutturazioni o in qualcosa di utile. Sarebbe praticoio mi prenderò cura di voi e voi di me. Sono senza parole. Lorenzo ed io abbiamo appena finito di ridipingere il nostro accogliente bilocale in centro a Roma. È la nostra casa, il nostro spazio, dove costruiamo la nostra vita. Trasferirci con lei significherebbe perdere quellindipendenza, senza contare che vivere sotto il suo tetto sarebbe beh, lasciatemi dire che non sono pronta per quella prova.

Cerco di spiegare con dolcezza che apprezziamo lofferta ma non pensiamo di trasferirci. Dico che amiamo il nostro appartamento e che siamo felici di aiutarla come possiamo. Maria non accetta. Mi interrompe, affermando che non valuto la famiglia, che i giovani pensano solo a sé stessi, e che Lorenzo merita una moglie che ascolti sua madre. Poi arriva la minaccia del divorzio. Lorenzo, finché finora silenzioso, interviene allimprovviso: Ginevra, sai quanto conta per me la mamma. Dobbiamo sostenerla. Sento il pavimento crollare sotto i piedi.

Non so cosa dire. Fisso Lorenzo, sperando in una battuta, ma lui distoglie lo sguardo. Maria continua, sostenendo che è per il nostro bene, che vivere insieme è una tradizione di famiglia, e che dovrei essere grata per lopportunità. Rimango in silenzio, temendo di piangere o di dire qualcosa di cui potrei pentirmi. La cena si chiude in un silenzio assordante, e poco dopo Maria se ne va, mentre Lorenzo la accompagna al taxi.

Al suo ritorno le chiedo: Lorenzo, stai davvero suggerendo di trasferirci da lei? E quella minaccia di divorzio? Lui sospira e dice che non vuole litigare, ma che sua madre ha davvero bisogno di noi e che dovrei essere più flessibile. Rimango sbalordita. È davvero disposto a rischiare il nostro matrimonio per questo? Gli ricordo come abbiamo scelto insieme lappartamento, come sognavamo di avere il nostro spazio. Lui alza le spalle e dice: Pensaci, Ginevra. Non è così male come la fai sembrare.

Non riesco a dormire tutta la notte, ripercorrendo quel dialogo. Amo Lorenzo, e lidea che possa scegliere sua madre al nostro futuro mi spezza il cuore. So però che non posso sacrificare la mia indipendenza solo per renderla felice. Maria non è una cattiva persona, ma le sue pressioni e i suoi ultimatum sono eccessivi. Non voglio vivere in una casa in cui ogni mio gesto è sorvegliato, né voglio che il nostro matrimonio dipenda dal cedere alle sue richieste.

Oggi decido di parlare di nuovo con Lorenzo, stavolta con calma. Ho bisogno di capire quanto è serio e se è disposto a trovare un compromesso. Forse potremmo farle visita più spesso o aiutarla in altri modi senza trasferirci. Se però lui continua a spingere, non so più cosa fare. Non voglio perdere la nostra famiglia, ma non voglio perdere me stessa. Stasera ho scoperto crepe nel nostro matrimonio che non avevo mai notato. Ora devo capire come proteggere la nostra felicità senza distruggere lamore che provo per lui. giochi di famiglia.

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