Una settimana fa ho scoperto qualcosa che non avrei mai potuto immaginare. Passeggiavo per il centro di Milano quando, del tutto per caso, incontro una mia ex compagna di scuola…

Una settimana fa ho scoperto qualcosa a cui non avrei mai potuto pensare. Camminavo per il centro di Bologna quando, per puro caso, incontro una mia ex compagna di liceo che non vedevo da anni. Ci siamo salutate, abbiamo scambiato due chiacchiere, ci siamo aggiornate sulle nostre vite e, tra una parola e laltra, mi racconta di lavorare ora come infermiera in una casa di riposo al paese vicino. Le ho detto quanto mi sembra nobile quel lavoro, anche se sicuramente è pesante.

Proprio in quel momento, lei ha lasciato scappare:
«Sai che vedo tua madre ogni ultimo venerdì del mese lì nella casa di riposo?»

Mi sono bloccata sul posto. Le ho chiesto come mai, che cosa ci faccia mia madre lì, e lei, come se fosse la cosa più naturale del mondo, mi risponde:
«Non lo sapevi? Porta sempre qualcosa di buono da mangiare per tutti i nonni e le nonne. Ogni mese, senza mai mancare. È davvero una cosa bellissima.»

Non sapevo cosa dire. Mi vergognavo ad ammettere che mamma non mi aveva mai raccontato nulla, che non ne avevo la minima idea. Lei pensava che stessi scherzando, ma quando ha visto la mia faccia ha aggiunto:
«Tua madre è una donna molto riservata. Arriva, saluta tutti gentilmente, lascia le cose e se ne va.»

Quella sera appena rientrata a casa, glielho chiesto dritta in faccia:
«Mamma, perché non mi hai mai detto che ogni mese passi dalla casa di riposo?»

Lei stava spazzando il soggiorno e nemmeno si è fermata troppo:
«E perché avrei dovuto dirtelo?»

Ho insistito:
«Perché è una cosa bellissima, perché è importante»

Ha appoggiato la scopa al muro, mi ha guardata tranquilla e ha detto:
«Non credo che si debba parlare delle cose buone che si fanno. Si fanno punto e basta. Dio vede tutto a me basta così.»

Mi ha raccontato che, due anni fa, dopo la morte di una sua cara amica, ha sentito il bisogno di fare qualcosa di buono per qualcun altro. Un giorno è passata davanti alla casa di riposo, ha visto alcuni anziani seduti fuori e ha deciso di entrare. Ha parlato con lassistente sociale e le ha chiesto di cosa potessero aver bisogno.
Da quel giorno, ogni ultimo venerdì del mese, mia madre compra succhi di frutta, merendine, biscotti e li porta lì. A volte aggiunge salviettine umidificate o prodotti per ligiene personale dipende da come va il mese con i soldi.

Mi ha detto che non voleva coinvolgere nessuno perché non vuole che la gente pensi che sta cercando attenzione o applausi. Preferisce aiutare in silenzio, a modo suo.
«Quando vuoi aiutare, aiuti. Se non vuoi, non è obbligatorio. Ma non devo raccontarlo a nessuno. Io so cosa faccio io.»
Questo mi ha detto, mentre sistemava i piatti della cena.

Quella notte non sono riuscita a smettere di pensarci. Mia madre una donna semplice, modesta, con pochi mezzi, che spesso rinuncia a qualcosa per sé ogni mese porta un po di gioia a persone che nessuno più va a trovare. Mi sono sentita tanto orgogliosa di lei, ma anche un po triste per aver lasciato che portasse tutto sulle sue spalle, da sola.

Adesso sto pensando che il prossimo venerdì andrò con lei. Ma ancora non so come dirglielo, per non farle pensare che «mi intrometto» o che le tolgo qualcosa di suo.

So solo una cosa vedere mia madre fare qualcosa di così grande e così silenzioso mi ha cambiato il cuore.

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