Una sorpresa dall’ex marito o un’eredità inaspettata dalla suocera: la storia di Ela, costretta ad occuparsi della suocera dopo anni di silenzi e dolori, fino al colpo di scena nel testamento

In regalo dal marito alcolizzato, Elisabetta ricevette la responsabilità di occuparsi di sua suocera. Era divorziata da lui da dieci anni. Il matrimonio era finito non solo per il vizio del bere, ma anche perché amava alzare le mani su di lei. Hanno interrotto ogni rapporto molto tempo fa. Il loro unico figlio si era sposato e viveva ormai a Bologna, lontano da Roma, e non aveva più legami con il padre. D’altronde, chi vorrebbe un padre così? Anche il padre non mostrava alcun affetto verso il figlio.

Una domenica mattina, il telefono di Elisabetta squillò portando una notizia amara: il suo ex marito era venuto a mancare. Non c’era nessuno disposto a occuparsi della sepoltura, così lei e suo figlio si presero carico dell’organizzazione del funerale, garantendo una cerimonia dignitosa.

Ma restava ancora la suocera anziana e malata. Cosa farne? Se fosse stata una persona facile… Invece no, anche dopo tutti quegli anni, continuava a sorprendere con il suo carattere difficile. Da sempre aveva saputo solo mettere i bastoni tra le ruote.

La suocera viveva in una vecchia casa ai margini del paese. Dopo il funerale, il figlio tornò a Bologna dalla sua famiglia, e la cura della nonna scorbutica pesò sulle spalle di Elisabetta.

Cosa poteva fare? Andava a trovarla ogni settimana, faceva la spesa e naturalmente la suocera si lamentava sempre, anche se mangiava tutto volentieri. Si occupava anche di tagliare la legna per la stufa. Non era certo facile per lei, ma non se la sentiva di lasciarla sola. Come si fa ad abbandonare una persona indifesa?

Così passarono tre mesi e lanziana signora si spense. Solo dopo la sua morte Elisabetta scoprì che, nel suo testamento, la suocera le aveva lasciato la casa e una somma considerevole di euro raccolta in anni di risparmi. Questa era la sua maniera di dire grazie.

A volte la vera riconoscenza arriva in forme inaspettate, e la vita ci insegna che la bontà e la responsabilità, anche nei confronti di chi ci ha fatto soffrire, non vanno mai sprecate: il bene, prima o poi, trova sempre una via per tornare indietro.

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