15 ottobre 2023
Oggi ho voluto annotare un episodio che ancora mi lascia senza parole. La nonna Giulia Bianchi vive ai margini di un piccolo borgo dellAbruzzo, dove le case di pietra si stringono attorno a strade di ciottoli e il silenzio sembra quasi una melodia. Dopo la morte del marito e il trasferimento dei figli a Milano, la sua quotidianità si è ridotta a caffè al limone, uncinetto, il giardino incolto e le notti alla RadioReteLocale.
Una mattina dautunno, con il cielo coperto da nuvole grigie e le foglie che cadevano come lettere bruciate, ho visto un’ombra dietro il cancello. Era un cane magro, sporco, con le costole sporgenti e occhi che tradivano una profonda tristezza. Non abbaiava, non ringhiava; mi fissava soltanto.
Ho portato un po di pane raffermo e una fetta di salame. Il cane, impaurito ma affamato, ha mangiato tutto e poi è scomparso. Il giorno dopo è tornato, e poi di nuovo, fino a che non lho chiamato Barone, anche se sembrava più un vagabondo che un nobile. Con il tempo ha cominciato a fidarsi di noi: scodinzolava, si strofinava alla mano di nonna Giulia e laccompagnava fino al pozzo del cortile.
Una notte, un forte latrato ha risvegliato tutti. Barone correva impazzito attorno al fienile. Quando sono uscito, ho sentito un rumore dentro la capanna. Ho preso la torcia, ho aperto la porta e quasi mi sono svenuto: dentro cera un ragazzino sporco, magro, con la giacca strappata e gli occhi pieni di terrore.
Per favore, non picchiatemi ha sussurrato.
Era un fuggitivo da un orfanotrofio della zona, scappato da un educatore crudele. Barone lo aveva trovato nel bosco, lo aveva scaldato con il suo corpo e lo aveva condotto a una persona di cui si fidava. Nonna Giulia non ha esitato: ha nascosto il ragazzo. Quando i carabinieri, allertati dal cane e dalla luce, sono arrivati, non lo ha subito consegnato. Dopo un breve colloquio con lunico agente del villaggio, ha scoperto che il ragazzo era ricercato da tempo e che leducatore era già stato licenziato. Il giovane è stato affidato a una nuova famiglia, ma prima di partire mi ha sussurrato:
Ora sei la mia nonna Posso scriverti?
Barone è rimasto, ma non più senza padrone: è diventato il vero custode del nostro cortile. Da allora, la nonna Giulia ha di nuovo una famiglia: un cane leale, lettere settimanali dal nipote e quella dolce sensazione che la vita, proprio come la coda di un cane, può tornare indietro allimprovviso per regalare gioia.
Lezione personale: a volte le svolte più inaspettate arrivano quando meno ce lo aspettiamo; basta aprire il cuore e lasciarsi guidare dal coraggio di chi, anche se piccolo, ha il desiderio di cambiare il mondo.




