Una Volta, in una Serenata Invernale

Una fredda sera dinverno

Allalba, Valentina uscì di casa. La neve cadeva leggera, i fiocchi grandi e silenziosi. Il cielo era coperto, quasi senza stelle; la luna tentava di sbirciare da lontano, ma non ci riusciva, già si intravedeva lalba. A mezzogiorno un raggio di sole si affacciò sopra il borgo di Montelupo.

Il giorno trascorse come gli altri, e al tramonto Valentina tornava a casa quando sul cielo comparvero nuvole grigie e un vento forte si scatenò.

Che cosa è succeduta, visto che era tutto tranquillo pensò Valentina, ancora non arrivata al portico, quando improvvisamente scoppiò una tempesta così fitta da non vedere nulla davanti a sé.

Per fortuna era quasi giunta al suo casale. Aprendo la piccola porta, si disse:

Per fortuna la neve non ha ancora seppellito i cumuli. Ma sembra proprio che linverno abbia deciso di scherzare Sentite quel fruscio! Il grande pino accanto al portone ondeggia da una parte allaltra. Grazie al cielo, sono riuscita a correre fino a casa. Entrai e chiusi la porta dietro di me.

Dopo cena si arrampicò sul fuoco, ascoltando i rumori fuori. Nella canna del camino il vento ululava, e Valentina, stanca, si addormentò. Ben presto, tra un sogno e laltro, udì un bussare insistente alla porta.

Chi porta notizie così a questora? pensò, scendendo dal fuoco e infilando i piedi nei mocassini di pelle, e si avviò verso lingresso.

Chi è là?

Signora, apra, lasciami ripararmi un attimo sentì una voce maschile.

E tu chi saresti?

Sono Giovanni, un autista. Sono fermo davanti a casa tua, la neve è talmente alta che non vedo la strada. È buio, una torbida bufera. Ho provato a spazzare con la pala, ma la neve non smette di arrivare. Fammi entrare, non ti farò male, lo giuro. Vengo dal villaggio vicino.

Valentina esitò; fuori era quasi notte, ma alla fine aprì lo sportello. Un uomo alto, ricoperto di neve, si infilò nel portico.

Va bene, entra, Giovanni, dal villaggio di San Pietro.

Grazie, signora. Credevo non apriresti; altrimenti avrei dovuto continuare a camminare disse sorridendo, sbattendo via la neve dal cappotto e dal cappello.

Vuoi una tazza di tè? propose Valentina.

Sarebbe ottimo, ho freddo, il vento è una bestia Grazie.

Valentina mise in tavola le focaccine appena sfornate il giorno prima, una tazzina su un piattino, e tirò fuori dalla stufa il bollitore ancora fumante.

Grazie disse Giovanni, e come ti chiami, signora?

Valentina, Valentina Rossi, ma se preferisci, senza titolo.

Vivi sola? Da quando?

Da cinque anni.

E il marito?

Il marito si è ingozzato di pere, è scappato in città con una ragazza.

E i figli?

Nessun figlio E tu? Hai una famiglia?

No, non ho famiglia rispose Giovanni con un velo di tristezza. Sono stato sposato una volta, ma non è andata bene non entrou più nei dettagli.

Capisco, anche io non ho trovato il lieto fine. Bevi il tè, mangia le focaccine, e ti preparo un letto sul fuoco.

Giovanni si sistemò sul fuoco e presto cominciò a russare. Valentina non riusciva a dormire. Una giovane donna, forte e indipendente, ma senza una famiglia né figli, sentiva il peso della solitudine come una nuvola scura.

Eccolo lì, un uomo che dorme sul fuoco. Un estraneo. Come sarebbe bello se fosse tuo, premuroso, affettuoso, un vero capo di casa

Alla fine della notte, sveglia allalba, Valentina doveva accendere di nuovo il camino. Lo fece, preparò delle frittelle sul fuoco e, al suono del crepitio, Giovanni si svegliò.

Ma che bontà, le frittelle di mattina! esclamò sorridendo.

Dopo colazione, Valentina si preparò per andare al lavoro.

Giovanni, non chiudere la porta; se torni, metti una serratura sulla chiave. Se ti congeli, il bollitore è ancora sulla stufa, e cè anche della patata lessa. Buon viaggio, magari non ci rivedremo più.

Arrivederci, Valentina. Grazie per lospite.

A pranzo, tornò a casa e trovò Giovanni accanto allauto, scavando nella neve. Non riusciva a muoversi.

Sei ancora qui?

Sì, sembra che la batteria si sia scaricata e la strada è quasi invisibile.

Vieni dentro, mangiamo qualcosa, anchio sono venuta per pranzo. La neve è tanta, ho faticato per arrivare.

Valentina, dove posso trovare un trattore? Non riesco a uscire finché non si pulisce la via.

Al capannone dei mezzi, ma aprono solo dalle 13 alle 14. Dopo allora possiamo andare, ora mangiamo

Valentina provò una strana sensazione di affinità con quelluomo sconosciuto. Accanto a lui si sentiva al sicuro, quasi a casa.

Sto sbrigando con la pala, finché la neve non si sposta, diceva Giovanni, mentre Valentina osservava i suoi capelli che mostravano qualche ciocca dargento e le rughe che si formavano intorno agli occhi quando sorrideva.

Ma è presto per i capelli bianchi, deve avere trentasei o trentasette anni Quanto è bello avere a casa un uomo gentile e premuroso, che è la felicità di una donna.

Accompagnò Giovanni al capannone e poi tornò al suo posto di lavoro.

Buon viaggio, Giovanni gli gridò.

Anche a te, Valentina!

Di sera, tornando a casa, il cielo si scuriva rapidamente. Avvicinandosi al casale, vide le luci accese nelle finestre. Il cuore le balzò, felice di essere attesa.

Entra, signora sorrise Giovanni, il bollitore è pronto.

Perché non sei andato via?

Domani al mattino arriverà il trattore. Oggi non cè nessun mezzo disponibile nei capannoni. Così mi hanno detto, ma domani promettono.

Dopo cena, finita la faccenda di casa, Valentina si coricò. Giovanni rimaneva sul fuoco, pensieroso. Allimprovviso si alzò e si sedette accanto a lei sul letto. Valentina, sorpresa, non sapeva cosa dire. Giovanni, senza parole, le si avvolse sotto la coperta e la stringe forte. Lei lo cercò con le braccia

Rimangono lì in silenzio per un lungo tratto. Alla fine, Valentina rompe il silenzio.

Sai, Giovanni, potrei passare tutta la vita accanto a te.

Lui, sorpreso, si rialzò di scatto.

Che significa? Devo sposarmi con te, vero?

E allora? chiese timidamente Valentina.

Giovanni, un po irritato, replicò:

Sposarsi non è una passeggiata, non credo alle donne. Sono stato sposato, la moglie è scappata con un altro, ho avuto altre donne, ma Tu non sei diversa. Non sei una moglie, ma stai qui sotto la coperta. Domani me ne vado, e tu ne prenderai unaltra.

Ma Giovanni, non ho mai avuto nessuno prima di te.

Cera, non cera. Non mi hai conosciuto, ormai è finita. Vuoi qualcosaltro?

Sì disse Valentina a gran voce voglio una famiglia, dei figli, curare mio marito e i miei bambini. Voglio la felicità da donna scoppia in lacrime.

Non piangere, decidi tu stessa, non ci conosciamo, che figli? Scusami

Valentina tace, si sente vergognata per aver confidato a uno sconosciuto. Rimane sveglia fino al mattino. Allalba, Giovanni si prepara a partire. Il trattore deve arrivare alle sei; Valentina lo accompagna fuori al portico.

Perdona, Valentina.

Addio, Giovanni, la prossima volta rimarrai bloccato, non aprirò più la porta ma dentro di sé vuole gridare che qualcuno la aspetti.

Giovanni parte. A pranzo lauto era sparita. Valentina lo aspetta un po, ma lui non ritorna. Il tempo passa e lei sente qualcosa cambiare. Lo confida a Nadia, la sua amica del paese.

Valentina, sei incinta! scoppiò a ridere Nadia esattamente, vai subito in città dal dottore.

Ringrazia Dio per la nuova vita. Valentina è felice. Torna dallospedale con la conferma della gravidanza, grata al caso che ha portato Giovanni nella sua vita.

Dà alla luce un maschietto nei tempi giusti.

Come lo chiamerai? chiese linfermiera mentre gli dava il biberon.

Lo chiamerò Stefano, e poi diventerà Stefano Jr. rispose Valentina.

Oh, non è ancora il momento di pensare alla vecchiaia, prima devi farlo crescere sorrise linfermiera e poi torni a farne altre

Se avessi avuto un marito, sarebbe venuto qui rispose Valentina.

Il giorno della dimissione, Nadia le dice che non potrà accompagnarla, ma le ha già lasciato dei soldi.

Come farò a prendere lautobus per tornare al paese con il bambino? si preoccupò Valentina, ma linfermiera le garantì il trasporto in ambulanza.

Al momento della dimissione, Valentina raccoglie qualche cosa, stringe il piccolo tra le braccia e sfila verso luscita, ma si blocca come se avesse avvertito un muro. Davanti a lei, Giovanni appare con un grosso bouquet di fiori, accanto a Nadia che sorride astutamente.

Valentina, questo Giovanni ha detto che è tuo marito e non permetterà a nessuno di portare via il tuo bambino.

Valentina affida il figlio a Giovanni, sorride felice e le lacrime le scendono dagli occhi. Lacrime di gioia.

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