Una mia amica ha invitato ospiti al nostro casale di campagna per il suo compleanno senza nemmeno chiedere il permesso
Sei anni fa, io e mio marito ci siamo concessi una meravigliosa pazzia: abbiamo comprato un rustico sulle colline toscane. Tutte le ristrutturazioni le abbiamo fatte noi con le nostre mani (mai più!), abbiamo sistemato il giardino e cerchiamo, tra la spesa e il traffico, di andarci almeno ogni weekend o almeno una volta ogni due settimane.
Non è che abbiamo ambizioni da contadini modello: al massimo un piccolo orticello con cetrioli, pomodori, basilico, cipolle, zucchine, peperoni Insomma, lindispensabile, ma niente che ci faccia vincere il premio Agricoltore dellanno.
Abbiamo acquistato la casa con già qualche cespuglio di lamponi, ribes e mirtillo che fiorivano alla grande. E cera anche unaiuola di fragole più attiva di me la mattina. Spesso portavo questi frutti in ufficio per offrirli alle colleghe (così almeno volevano parlarmi, almeno a merenda). Come potete immaginare, erano tutte felicissime.
Questanno, nel nostro team, è arrivata una certa Giulia trasferita da un altro ufficio. Sembrava una tipa simpatica, educata. Quel giorno avevo portato delle fragole freschissime e ovviamente gliene ho regalata qualcuna.
Lei le ha divorate e ha cominciato ad elogiarne il sapore come se fossero arrivate direttamente dal giardino delle Esperidi. E ha iniziato a farmi mille domande: Ma dove le coltivi? Ma la casa dovè? Ma è grande? E io, orgogliosissima, le ho raccontato tutto del mio piccolo paradiso.
Dopo qualche giorno, Giulia si è presentata alla mia scrivania con la richiesta delle richieste: voleva le chiavi del nostro casale. Sosteneva che sua figlia, in maternità, desiderava passare qualche settimana al verde coi suoi bambini, che in centro a Firenze respiravano più smog che aria. E poi, diceva, tanto noi quel weekend non ci andavamo!
Naturalmente, ho rifiutato. Lei cè rimasta male oddio, che peccato! ma alla fine ha lasciato perdere.
Passano due settimane: una tipa dellufficio di Giulia, la Stefania, si avvicina chiedendomi indicazioni per arrivare al mio casale. Perché? Ecco la bomba: Giulia laveva invitata, insieme ad altre colleghe, a una fantastica festa di compleanno organizzata proprio nel mio casale! Ognuna doveva arrivare per conto proprio eh beh!
Non ci potevo credere.
Sono andata da Giulia a chiederle spiegazioni. Lei, con la faccia più innocente dItalia, mi fa: E che sarà mai? Dai, è solo un giorno! Nessuno si ferma lì a vivere. Un compleanno tra amici mica vorrai fare lavara, vero?
Eccome se mi dispiace! Mi dispiace per tutta la fatica fatta a sistemare quel fazzoletto di terra, mi dispiace per il prato che magari sarebbe diventato uno stadio da calcetto, mi dispiace per le mie aiuole e i miei cespugli che non hanno fatto niente a nessuno!
E poi, nota di colore: nemmeno mi aveva invitata. ZERO permessi chiesti!
Ho detto di no. E ovviamente lei si è offesa. Ma chi se ne importa. Da anni offro frutta fresca a mezzo ufficio, ma nessuna era mai riuscita a essere così sfacciata.
Che dire: tutto il mondo è paese, ma almeno il mio paese me lo tengo stretto e con le chiavi in tasca!






