Unamica mia è finita allospedale per una malattia che ormai tutti conoscono. La situazione era seria: entrambi i polmoni erano stati colpiti. Mentre era ricoverata, ha perso anche il lavoro. Quando finalmente ha potuto rientrare nella sua casa a Firenze, nessuno le ha chiesto di mettersi subito a cercare un impiego. Del resto, la situazione in Italia è complicata e tutti fanno di tutto per tenersi stretto il posto fisso. Trovare un lavoro ben pagato in una buona azienda ormai è impossibile, e andare a lavorare come cassiera al supermercato dopo una malattia del genere non è affatto fattibile. Così, la mia amica ha cominciato discretamente a vedere se trovava qualcosa legato alla sua professione, lavorando intanto da casa in modo tranquillo.
Visto che comunque doveva passare tanto tempo tra le mura domestiche, ha deciso di approfittarne e fare finalmente quella pulizia generale che rimandava da mesi. Mentre riordinava il caos sul tavolo del computer, ha trovato un quaderno. Questo la sorpresa: era sicura di non averlo mai visto prima tra le sue cose. Chissà cosa cera scritto dentro magari numeri e indirizzi degli ex fidanzati? Invece, aprendolo, è cascato fuori un mucchietto di scontrini. Ma quello che davvero lha colpita sono state le pagine, tutte scritte a mano dal marito: ogni singolo acquisto annotato con curacrema per il viso, vitamina D, iniezioni (2 cicli).
Le mani della mia amica hanno cominciato a tremare. Solo in quel momento ha capito che tutte le spese fatte dal marito per lei durante la malattia erano meticolosamente registrate, sommate ogni tanto in calce alle pagine. Così è venuta a sapere che, al momento, doveva quasi 100.000 euro a suo marito. Ogni spesa medica, e persino parte delle compere quotidiane, era annotata su quel quaderno!
Sono rimasta colpita dalla compostezza della mia amica. Non ha chiamato il marito subito gridando al telefono, non si è sfogata mettendogli del sale amaro nella pasta, ma ha aspettato pazientemente il suo ritorno. Gli ha preparato la cena, ha ascoltato come era andata la sua giornata e solo dopo, con tutta calma e con una cortesia impeccabile, lo ha interrogato sulla questione. Senza dire nemmeno una parola fuori posto.
E il marito, quasi stupito per la domanda, le ha risposto: ma cosa cè di male? Dopotutto, prima di sposarci avevamo ognuno il proprio portafogli, no? E ora, che stiamo vivendo con uno stipendio solo, è giusto che io tenga conto delle spese. Quando tornerai a lavorare, investirai anche tu di più, e in quel modo ti restituirai questa cifra poco a poco, proprio così. E con quei soldi che non spendo, mi prenderò finalmente un portatile nuovo, visto che il mio ormai non regge più nemmeno un aggiornamento.




