Valeria lavava i piatti in cucina quando entrò Ivan. Prima di farlo, aveva spento la luce dicendo: «…

Beatrice stava lavando i piatti in cucina quando entrò Federico. Prima di entrare, aveva già spento la luce.
Cè ancora abbastanza luce. Non serve sprecare elettricità, brontolò lui con il suo solito tono severo.
Volevo mettere su una lavatrice, disse piano Beatrice.
Aspetta stanotte, replicò asciutto Federico. Di notte la corrente costa meno. E quando apri lacqua, non serve farla correre così forte. Consumi troppa acqua, Beatrice. Troppa. Non puoi andare avanti così. Non capisci che così risparmi quello che abbiamo messo da parte?
Federico ridusse il getto dellacqua. Beatrice lo guardò con tristezza. Spense il rubinetto, si asciugò le mani e si sedette a tavola.
Federico, ti sei mai guardato da fuori? chiese.
Tutti i giorni mi guardo da fuori, rispose lui, quasi ringhiando.
E cosa pensi di te? proseguì Beatrice.
Come persona? si assicurò Federico.
Come marito e padre.
Sono come tutti gli altri, rispose lui. Marito normale, padre normale, nella media. Nulla di speciale. Non vedo il problema.
Quindi tutti i mariti e i padri sono come te? domandò Beatrice.
Che vuoi da me? Vuoi litigare? sbottò Federico.
Beatrice capiva che non si poteva tornare indietro: questa conversazione doveva continuare. Finché lui non avesse capito che vivere con lui era solo un tormento.
Sai, Federico, perché non te ne sei ancora andato? domandò piano.
E perché mai dovrei andarmene? rispose lui, con un sorriso storto.
Almeno perché non mi ami, rispose Beatrice. E nemmeno i nostri figli.
Federico stava per replicare, ma lei proseguì.
E non dire che non è vero. Non ami nessuno, Federico. E non perdiamoci in discussioni, tanto sarebbe tempo sprecato. Voglio parlarti di altro. Del vero motivo per cui non ci hai mai lasciati, me e i bambini.
Sentiamo, perché allora? chiese lui.
Per avarizia, disse Beatrice. Perché sei così tirchio che lasciarmi significherebbe, per te, una perdita economica immensa. Sai da quanto stiamo insieme? Quindici anni? E cosa abbiamo ottenuto in questi anni? A parte il fatto che siamo sposati e abbiamo avuto dei figli. Quali risultati abbiamo raggiunto in questi quindici anni?
Abbiamo ancora tutta la vita davanti, disse Federico.
Non tutta, Federico, rispose Beatrice. Solo quella che resta. In tutti questi anni non siamo mai andati in vacanza al mare. Mai. Non parlo nemmeno di viaggi allestero! Nemmeno in Italia, mai un viaggio. Ogni anno la vacanza la passiamo qui in città. Nemmeno una gita a cercar funghi fuori Milano. E sai perché? Perché costa troppo.
Perché stiamo risparmiando, insistette Federico. Per il nostro futuro.
Stiamo? Beatrice ridacchiò. Forse tu risparmi.
Lo faccio per voi! protestò Federico.
Per noi? domandò Beatrice seria. Davvero credi che da quindici anni metti via ogni mese i tuoi soldi e i miei per me e per i bambini?
Certo, per chi altrimenti? ribatté Federico. Grazie a me, sai quanti soldi abbiamo messo da parte?
Abbiamo? Beatrice alzò le sopracciglia. Forse tu hai dei risparmi, io no. Però… vediamo un po… Allora, dammi dei soldi, così compro a me e ai bambini dei vestiti nuovi. Sai, da quindici anni indosso sempre le stesse cose che portavo il giorno del matrimonio o che mi ha passato la moglie di tuo fratello. E i nostri figli uguale, sempre i vestiti smessi dai cugini. E soprattutto! Voglio affittare finalmente una casa tutta mia. Sono stanca di vivere con tua madre.
Mia mamma ci ha dato due stanze, rispose Federico. Non dovresti lamentarti. E per la roba dei bambini… Perché preoccuparsi di vestiti nuovi? I figli di mio fratello sono cresciuti e i vestiti vanno benissimo anche ai nostri.
E io? domandò Beatrice. Per me vanno bene i vestiti usati della moglie di tuo fratello?
Per chi ti devi vestire? rispose Federico con sarcasmo. Suvvia, hai trentacinque anni, sei madre di due figli! Pensa ad altro, non a queste sciocchezze.
Cioè, a cosa? replicò Beatrice.
Al senso della vita, fece Federico. Ci sono cose più importanti di abiti e sciocchezze varie. Pensa a cose di valore, spirituale.
E quindi? fece Beatrice.
Penso alla crescita spirituale spiegò Federico. Dovresti elevarci al di sopra della frenesia di vestiti, case e oggetti.
Chiaro, disse Beatrice. Così tieni tutti i soldi solo sul tuo conto in banca e a noi non dai nulla. Così cresceremo spiritualmente, no? Ho capito bene?
Perché a voi non si può affidare nulla, urlò Federico. Li spendereste subito tutti. E se succede qualcosa, con cosa vivremo? Ci hai pensato?
Ci hai pensato tu a come dovremmo vivere? chiese Beatrice. Dimmi: quando cominceremo davvero… a vivere? Non lo vedi che già viviamo come se quel tuo se succede qualcosa fosse già successo?
Federico taceva, lanciandole occhiatacce.
Risparmi anche sul sapone, sulla carta igienica e sui tovaglioli, proseguì Beatrice. Porti a casa il sapone e la crema per le mani dallufficio.
Un euro risparmiato è un euro guadagnato, rispose Federico. Si comincia dalle piccole cose. Spendere su roba costosa è da sciocchi.
Almeno dammi un termine: quanto devo ancora aspettare? Dieci anni? Quindici? Venti? Quando finirai di accumulare, così da poter finalmente vivere un po come si deve? Con della carta igienica decente. Ho trentacinque anni: non è ancora tempo?
Federico taceva.
Provo a indovinare continuò Beatrice, quaranta? Inizio a vivere a quarantanni?
Federico non rispose.
Capisco fece Beatrice. Che stupida. Chi mai comincia a vivere a quarantanni? È ancora troppo presto, hai ragione. E a cinquanta? A cinquanta posso iniziare a vivere?
Silenzio.
Anche cinquantanni è troppo presto disse Beatrice, con tono di comprensione. E se poi succede davvero qualcosa e restiamo senza niente perché abbiamo comprato della buona carta igienica troppo presto? A sessantanni forse? Allora avremo un bel gruzzoletto. Potrò comprare vestiti nuovi a me e ai bambini finalmente?
Silenzio.
Senti, Federico, la voce di Beatrice tremava leggermente, sai che mi viene un dubbio? E se a sessantanni nemmeno ci arriviamo? Non è così improbabile. Mangiamo male, solo roba da discount, perché tu sei tirchio, e ne mangiamo troppa solo perché costa poco e ne possiamo mangiare tanta. Mai pensato che sia pericoloso per la salute? E non è nemmeno questa la cosa più grave. Siamo sempre di cattivo umore. Hai notato? E con quel malumore costante, non si vive a lungo.
Se andiamo via da mia madre e vogliamo vivere bene, non possiamo mettere via soldi precisò Federico.
No, non possiamo, convenne Beatrice. E proprio per questo me ne vado. Non voglio più risparmiare. A te piace accumulare soldi, a me no.
E come pensi di vivere? domandò Federico, scioccato.
In qualche modo me la caverò, sorrise Beatrice. Di certo non peggio di ora. Prenderò un appartamento in affitto per me e i bambini. Il mio stipendio vale quanto il tuo. Bastano per casa, da mangiare e anche qualche vestito nuovo. Ma soprattutto, basta con le tue ramanzine su elettricità, gas e acqua. Userò la lavatrice di giorno, se mi va. E non mi preoccuperò se dimentico la luce accesa in bagno o in cucina. Comprerò la carta igienica migliore, sempre tovaglioli di carta sulla tavola, e farò la spesa dove voglio, senza aspettare le offerte.
Ma non metterai via nulla! gridò Federico.
Perché no? ribatté Beatrice. Metterò via i tuoi alimenti, quelli per i nostri due figli. Anche se, a dir la verità, non lo farò. Ma non perché non posso. Non voglio proprio. Li spenderò tutti, fino allultimo centesimo. Vivrò da uno stipendio allaltro. E nei weekend porterò i bambini da voi, da te e tua madre. Pensa che risparmio! In quei giorni andrò a teatro, al ristorante, alle mostre. E destate andrò al mare. Non so ancora dove, ma ci andrò. Appena sarò libera da te, deciderò.
A Federico si annebbiò la vista. Sentiva una paura tremenda. Non per Beatrice, né per i figli. Solo per se stesso. Si mise subito a calcolare mentalmente quanto gli sarebbe rimasto dopo gli alimenti e i costi per i bambini nei weekend. Ma soprattutto gli bruciava lidea che Beatrice potesse spendere i suoi soldi in viaggi al mare. Per Federico, non era solo denaro gettato, era *il suo* denaro.
Non ti ho detto la cosa più importante, disse Beatrice. Quel conto dove tieni i soldi, lo divideremo.
Come divideremo? chiese Federico, confuso.
A metà, rispose Beatrice. E li spenderò anchio. Quanti sono lì, dopo quindici anni? Una bella somma, direi. E li spenderò tutti. Non risparmierò per vivere, Federico. Voglio vivere adesso.
Federico apriva e chiudeva la bocca, senza riuscire a dire nulla. Lo sgomento lo paralizzava.
Sai qual è il mio sogno, Federico? concluse Beatrice. Vorrei che, quando sarà il mio momento di andarmene per sempre, il mio conto sia a zero. Solo così saprò di aver speso tutto per me, in questa vita.

Due mesi dopo, Federico e Beatrice divorziarono.

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