Elena perse il colloquio di lavoro per salvare un anziano che stava per cadere in un affollato vicolo di Napoli! Ma quando entrò in ufficio, quasi svenne per ciò che vide
Elena aprì il portafoglio, contò i pochi biglietti stropicciati allinterno e lasciò sfuggire un sospiro pesante. I soldi stavano per finire e trovare un lavoro decente a Napoli si era rivelato più difficile di quanto avesse mai immaginato. Fece un veloce calcolo mentale delle provviste rimaste, cercando di calmare il cuore affannato. Nel freezer cerano due petti di pollo e qualche hamburger surgelato. In dispensa restavano riso, pasta e una scatola di bustine di tè. Per il momento, poteva farcela con solo un litro di latte e una pagnotta comprata dal negozio allangolo.
“Mamma, dove vai?” La piccola Sofia corse fuori dalla sua cameretta, i grandi occhi castani pieni di preoccupazione.
“Non preoccuparti, tesoro,” disse Elena, forzando un sorriso per nascondere la tensione. “La mamma ha solo un colloquio. Ma indovina un po? La zia Lucia e il piccolo Matteo verranno presto a tenerti compagnia.”
“Verrà Matteo?” Il viso di Sofia si illuminò, e le mani si unirono in un battimani felice. “Portano anche Minù?”
Minù era il gatto tigrato di Lucia, una palla di pelo affettuosa che Sofia adorava. Lucia, la loro vicina, si era offerta di badare alla bambina mentre Elena si recava al colloquio in unazienda alimentare nel centro. Arrivarci significava un lungo viaggio, con più tempo su autobus e treni rispetto alla durata del colloquio stesso.
Erano ormai due mesi da quando Elena e Sofia si erano trasferite nella città partenopea. Elena si rimproverava ancora per quella decisione impulsiva: sradicare la loro vita con una figlia piccola, spendere quasi tutti i risparmi nellaffitto e nelle spese, sperando di trovare subito un lavoro. Ma il mercato del lavoro a Napoli era spietato. Nonostante i suoi due diplomi e la determinazione, trovare un posto fisso sembrava come inseguire un miraggio. Nel loro paesino in provincia di Avellino, sua madre, Rosa, e sua sorella minore, Giulia, contavano su di lei come su un pilastro. Senza di lei, facevano fatica a cavarsela.
“Minù rimarrà a casa, cucciola,” disse Elena dolcemente. “Non gli piacciono i viaggi in macchina. Ma presto andremo a casa della zia Lucia, e potrai coccolarlo quanto vuoi.”
“Anchio voglio un gatto!” Sofia fece il broncio, incrociando le braccia.
Elena scosse la testa con un sorriso indulgenElena scrollò le spalle con affetto, ma il suono del campanello la distrasseLucia e Matteo erano alla porta, con un vassoio di biscotti appena sfornati e un sorriso che le ricordò che, anche nei momenti più difficili, lamicizia e la famiglia erano la vera ricchezza.






