Vedere con i propri occhi Dopo una terribile tragedia – la perdita in un incidente del marito e del…

Vedere con i propri occhi

Dopo una terribile tragedia il marito morto in un incidente insieme alla figlia di sei anni Francesca rimase a lungo come svuotata. Per quasi sei mesi fu ricoverata in una clinica, senza volere vedere nessuno. Solo la madre, la signora Graziella, aveva la pazienza di starle accanto, parlando piano ogni giorno. Finché un giorno, con quella dolcezza tutta italiana da mamma, le disse:

Franci, lazienda di tuo marito sta andando a rotoli, è solo grazie a Riccardo che ancora si regge in piedi. Mi ha chiamato, voleva te. Per fortuna Riccardo è un bravo ragazzo, ma…

Quelle parole smossero qualcosa dentro Francesca.

Sì, mamma. Bisogna darsi da fare, forse a Davide avrebbe fatto piacere sapere che continuo il suo lavoro. Per fortuna mi faceva già partecipare, come se lo sapesse

Così Francesca tornò a gestire lazienda di famiglia e, tra mille grattacapi, riuscì a salvarla. Ma se il lavoro riprendeva a girare, lei sentiva un vuoto enorme per la mancanza della sua bambina.

Figlia mia, disse un giorno la mamma, dovresti pensare ad adottare una bimba dallorfanotrofio. Magari una che ha avuto meno fortuna. Aiuteresti lei ma sarebbe anche la tua salvezza.

Francesca ci pensò a lungo e capì che, forse, sua madre aveva ragione. Prese appuntamento allistituto dei piccoli a Firenze, anche se in cuor suo temeva che nessuna bambina avrebbe mai potuto davvero sostituire sua figlia.

Alla Casa della Stella, incontrò Lucia. Lucia era nata quasi cieca. Non appena il medico aveva pronunciato quella diagnosi, i genitori colti, raffinati, milanesi DOC erano spariti, dimenticandola lì come una valigia difettosa. Evidentemente, certe vigliaccherie non guardano in faccia ai titoli.

Fu così che Lucia finì allorfanotrofio. Lì le misero nome Lucia, ironia della sorte. Crescendo, vedeva solo ombre, ma imparò a leggere e si innamorò delle favole. Davvero credeva che una fata buona, un giorno, sarebbe arrivata anche per lei.

A quasi sette anni, ecco la sua fata: bella, elegante, vestita alla moda e disperatissima. Certo, Lucia non riusciva a vederla bene, ma sentì subito che Francesca aveva un cuore buono. La direttrice dellistituto, costernata, chiese con discrezione:

Ma signora, è sicura di voler proprio una bambina con disabilità?

Francesca evitò di spiegare troppo, rispose solo che aveva i mezzi e il desiderio di poter aiutare una bimba speciale. Leducatrice accompagnò Lucia dalla nuova mamma. Francesca la guardò e capì in un attimo: questa è la mia bambina. Un angioletto, coi boccoli dorati e due grandi occhi azzurri, profondi ma senza luce.

E lei chi è? chiese Francesca, senza staccarle lo sguardo di dosso.

È Lucia, la nostra piccola principessa, rispose leducatrice con tenerezza.

Lucia è mia, decise Francesca, senza dubbio.

Da quel momento, Francesca e Lucia divennero insostituibili luna per laltra. La vita di Francesca prese finalmente un senso nuovo. Dopo mesi dincontri coi migliori oculisti, scoprì che una delicata operazione avrebbe potuto restituire a Lucia parte della vista; sarebbe però dovuta crescere ancora un po e portare sempre gli occhiali.

Francesca si aggrappò con tutte le forze a questa speranza e, prima che Lucia iniziasse la scuola, la sottoposero a un primo intervento. Andò meglio del previsto, ma la bimba vedeva comunque pochissimo. Lalternativa era attendere ancora. Intanto la vita scivolava via: Francesca si dedicava anima e corpo alla figlia; il lavoro andava a gonfie vele; e gli uomini potevano tranquillamente aspettare, che in famiglia di mascalzoni ce nerano già abbastanza.

Lucia, crescendo, divenne una bellissima ragazza roba da copertina, nemmeno fosse uscita da una pubblicità della Nutella. Si laureò, nonostante la sfortuna, rimanendo sempre umile e riconoscente. Lavorava ormai nellimpresa della madre, che, attenta come una chioccia nervosa, vigilava su ogni frequentazione: i corteggiatori non mancavano, e un patrimonio in euro faceva gola a ogni furbetto del quartierino. Bastava poco e Francesca metteva subito in chiaro: Figliolo, qui non ti arricchisci sulle spalle di mia figlia, eh!

E poi, ecco che Lucia sinnamorò per davvero. Francesca lo conobbe, questo Andrea, e non notò nulla di strano. I due ragazzi erano affiatati, e poco dopo Andrea si fece coraggio e le chiese la mano. Allora via coi preparativi per il matrimonio! Loperazione decisiva agli occhi era fissata sei mesi dopo le nozze.

Andrea era gentile, premuroso, a tratti fin troppo. Francesca, ogni tanto, coglieva una strana insincerità, ma si convinceva che erano solo paranoie materne. Così, i promessi sposi andarono fuori Firenze dalle parti di Fiesole dove dovevano accordarsi per lallestimento della sala del ricevimento. Era pomeriggio, il locale semi-deserto.

Entrati nel salone, Andrea posò il telefono sul tavolo. Poi, unallarme della macchina lo richiamò fuori. Lucia rimase sola: il cellulare iniziò a squillare insistentemente. Allinizio fece finta di nulla, ma alla fine rispose. Non fece in tempo a dire Pronto che una voce tonante ruppe il silenzio: era la madre di Andrea, la famigerata Signora Germana.

Amore di mamma, ho trovato il modo per sbarazzarci di quella poveraccia di Lucia dopo il matrimonio. Ho chiesto alla mia amica dellagenzia viaggi di tenerci pronte due vacanze sulle Dolomiti. Dopo la cerimonia, tu la porti su in quota, le dici che vuoi vedere il panorama e, una volta su, fai in modo che cada giù Poi vieni giù tu, chiami i carabinieri, piangi, batti i piedi e racconti che si è allontanata da sola. Dici che avete litigato. Nessuno controllerà! Tanto, allestero mica simpicciano di queste cose. Poi fai la vittima e ci guadagni il malloppo. Perché, figliolo, se qui le fanno lintervento e ci vede, è finita: addio eredità. Muoviti, mi raccomando. Ora chiudo, bacio!

Lucia rimase pietrificata col telefono in mano, come se le avessero rovesciato addosso una pentola di espresso bollente.

Quindi la madre vuole uccidermi. E lui? Che pensava di fare?

Fino a un attimo prima era la promessa sposa più felice dItalia, e adesso? Lucia gelò. Andrea rientrò serafico, ancora ignaro di tutto.

Mah, strano, deve essere passata una gatta: non cè un graffio sulla macchina e in quel momento il suo telefono squillò ancora, lui prese la chiamata. Certo, arrivo subito, Romolo vuole vedermi in ufficio, urgente.

Vai tranquillo, sussurrò Lucia, aspetto mamma così sistemiamo qui.

Adesso scappo, a dopo tesoro!

Appena fu sola, Lucia chiamò la mamma con voce che tremava come la panna montata al supermercato.

Mamma, corri subito al ristorante ti prego, riuscì solo a dire, soffocando le lacrime.

Che succede? Sto venendo!

Quando la raggiunse nel locale, Francesca la trovò sconvolta. Lucia si buttò nelle sue braccia:

Mamma, vogliono uccidermi! Andrea e la madre. Ho sentito tutto al telefono. Gli ha detto di portarmi in montagna e spingermi giù

Francesca sbiancò come un tovagliolo di lino. Sei sicura, Lucia? Stai bene?

Sì, mamma. Lho sentito con le mie orecchie. Andrea era fuori, lei non si è accorta che a rispondere ero io.

Mentre erano ancora sconvolte, Andrea chiamò:

Allora, Lucia, la mamma è arrivata? State decidendo per il ricevimento?

Fu Francesca a prendere la linea.

Andrea, buongiorno caro. Sai, abbiamo appena ricevuto una notizia molto interessante sui tuoi piani in montagna dopo il matrimonio Sappi che la polizia può recuperare TUTTE le telefonate dai cellulari. Capisci cosa intendo?

Ci fu un istante di silenzio glaciale.

Non sono stato io è stata mia madre io

Certo, scarica su tua madre Addio, Andrea. Non farti più vedere.

Il giorno dopo Andrea sparì da Firenze, accusando la madre Germana di averlo rovinato, arraffando quei quattro soldi che poteva e dando la colpa a tutti tranne che a se stesso. Anche Germana se la diede a gambe, rifugiandosi da una cugina a Verona.

Lucia, a quel punto, aveva bisogno di una scossa. La seconda operazione fu fissata in una clinica oculistica di Milano. Francesca era al fianco della figlia, ancora più ansiosa di lei. Il giovane dottor Matteo, assistente del celeberrimo professor Gennari, fu delicatissimo con Lucia e, come avrebbe poi notato Francesca, rapidamente incantato da lei.

Quando, dopo loperazione, tolsero la benda, Matteo si presentò con un enorme mazzo di rose. Lucia fu sopraffatta dallemozione: finalmente poteva vedere, e il primo volto che vide fu proprio quello di Matteo alto, biondo, con due splendidi occhi grigi da attore del cinema!

Sono così felice Vedo! esclamò, scoppiando a piangere. Matteo corse a consolarla, più spaventato di lei.

Certo, da allora Lucia deve sempre portare gli occhiali, ma rispetto a prima è niente!

Passò qualche tempo: il matrimonio di Lucia e Matteo fu degno di una villa sulle colline toscane. Dopo un anno arrivò anche una bellissima bambina dagli occhi grigi proprio come il papà. Lucia era felice, finalmente, e sapeva di potersi fidare ciecamente del marito (stavolta in tutti i sensi).

E così, care lettrici e cari lettori, questa storia si conclude come tutti speriamo: tra risate, rinascite e uninsalata di montagne russe emotive. Alla prossima, e mi raccomando: sempre occhi aperti, e cuore ancora di più. Buona fortuna a tutti!

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