Vedova Nera – La storia di Lilia, bella e brillante giornalista, tra celebrità, matrimoni falliti, amori tormentati, tradimenti e tragici lutti: da una carriera di successo in TV fino al vero amore, passando per uomini potenti, una fedele domestica e la misteriosa “aura nera” che sembra segnare il destino dei suoi compagni

Vedova nera

Bellissima e brillante, Ludovica stava per laurearsi alla Facoltà di Giornalismo dellUniversità di Bologna quando conobbe Valentino, decisamente più anziano di lei. Fu lui, Valentino Romano, a notarla per primo: slanciata, delicata, occhi pieni di sogni. In città era una figura nota, cantautore le cui canzoni spesso passavano in radio locale, amate dai bolognesi.

Valentino era considerato di casa ovunque, sulla TV regionale conosceva tutti. Così, non gli fu difficile far assumere Ludovica come conduttrice del suo programma. Dopo poco debuttò con la sua prima trasmissione, Confidenze di cuore. Invitò uno dei più famosi psicologi di Bologna e altri ospiti illustri. Il programma era fatto di domande e risposte, con esempi presi dalla vita di tutti i giorni.

Brava, Ludovica, la lodò Valentino dopo la puntata, questo va festeggiato.

Valentino Romano, quarantacinque anni, tre matrimoni alle spalle, amava la compagnia e la vita movimentata, per nulla adatta alla routine familiare. Creativo, si considerava quasi un compositore di stato. Passava ore tra ristoranti, trattorie, terme. Ovunque benvoluto, spesso con un bicchiere in mano.

Col tempo, Ludovica divenne una dei volti più riconoscibili in città. Sposò Valentino, la sua trasmissione riscosse grande seguito. Appariva sempre impeccabile, sorridente, educata. Non aveva nulla di perfido o inquietante, era la bellezza televisiva di cui tutti parlavano. Ma presto capì daver sposato luomo sbagliato: Valentino era quasi sempre ubriaco.

Dai, Valentino, trattala bene, gli consigliò una sera lamico Simone, questa ragazza ti darà filo da torcere, quando lui, alticcio, stava per umiliare Ludovica.

No, Simone, non ho mai scelto donne intelligenti, rispose lui, convinto dessere il cervello della casa, e pizzicò la moglie sulla guancia, nel solito bar.

Allinizio, per conquistarla, Valentino era attento e premuroso: fiori, regali, due canzoni scritte solo per lei, ascolto. Ma appena Ludovica divenne sua moglie, cambiò tutto. La trattava come la gatta di casa, con bruschi rimproveri.

Che ingenua sono stata, pensavo di diventare una stella grazie a lui, rifletteva Ludovica.

Ma la realtà si rivelò diversa. Alluniversità aveva studiato francese certo, non la lingua più utile in viaggio. Valentino non smetteva mai di pungolarla:

Impara linglese, sembri una paesana quando siamo allestero. In palestra vai, ma ti manca il tempo per linglese?

Infastidita, Ludovica si ostinava a non studiare inglese per ripicca. Poi, un giorno, durante una cena, Simone colto e intelligente disse:

Per una donna brillante, linglese è come il tacco alto: indispensabile.

Il giorno dopo, Ludovica si iscrisse a un corso serio di lingue.

Vedi, Simone, hai avuto più impatto tu di me! rise Valentino. Tra libri di testo e CD, in macchina ormai ascolta solo lezioni dinglese!

Ludovica e Valentino vivevano in un grande appartamento ereditato da suo nonno, medico illustre. Avevano una domestica, Vera, donna solitaria di quarantatré anni, abile a nascondere la sua invidia. Vera era sempre presente, poteva vedere tutto quello che accadeva nella casa.

Una mattina, Ludovica si svegliò: il marito non era vicino, aveva dormito sul divano del suo studio dopo essere rientrato tardi, ubriaco. In cucina trovò Vera, una bottiglia di grappa vuota in mano:

Ieri sera era piena. Cosa gli do appena si sveglia?

Brodo di carne, grugnì Ludovica, andando sotto la doccia.

Sette anni di matrimonio con Valentino e nessun figlio: lui non ne voleva, aveva già un figlio dal primo matrimonio. Ludovica ormai dubitava della vita con lui. Preferiva investire nella carriera. Dopo colazione, mandò Vera nello studio di Valentino. Lui era disteso a pancia sotto, la federa macchiata di rosso.

Ludovica! gridò Vera, bisogna chiamare lambulanza!

Cosha?

Non lo so.

Quindici minuti dopo, Ludovica era in ambulanza con il marito verso lospedale. Dal pronto soccorso, Valentino fu subito trasferito in terapia intensiva. Il verdetto medico arrivò poco dopo:

È grave. Non possiamo promettere nulla.

La sera, la chiamata devastante:

Suo marito è deceduto.

Non… non posso crederci, sussurrò Ludovica. Non era nemmeno vecchio.

Il funerale fu sontuoso. Simone diede tutto se stesso, la folla era immensa: Valentino era molto conosciuto. Anche durante il commiato, Simone arringò gli amici:

Non piangiamo. Valentino ha vissuto una vita piena e merita la pace. Ora è libero.

Ha avuto tutto, Ludovica ascoltò sussurrare.

Il vuoto in casa la tormentava. Vera la guardava con attesa, pronta a farsi licenziare. I colleghi non si lasciarono scappare i commenti:

Ludovica, non hai di che crucciarti. Sei giovane, libera, e soprattutto benestante.

Due conti correnti cospicui erano stati divisi tra il figlio di Valentino e Ludovica. Ma anche lei ormai guadagnava bene. Cercava incontri, non tollerava la solitudine, andava spesso nei caffè vicini.

Un pomeriggio, dopo una registrazione, si accomodò in un caffè sotto casa, sorseggiando lentamente un calice di vino rosso spagnolo, persa nei pensieri. Un uomo robusto le si avvicinò con un sorriso gentile, chiedendo di sedersi:

Posso? lei annuì. Innocenzo, si presentò. Ma perché così triste una donna tanto bella?

Oggi mi sento malinconica.

Sui quarantanni, Innocenzo era un omone castano, non bello, dai tratti marcati, che subito ricordò a Ludovica un orso di peluche, facendola ridere.

Posso offrirle qualcosa? Vino, cocktail, un dolcetto… ciò che desidera.

Grazie, solo un dolce, sorrise, non era golosa.

Innocenzo, seppur non attraente, fu irresistibilmente simpatico, maestro di storie sagaci, dotato di umorismo. Ludovica si divertì molto; lui poi la riaccompagnò a casa. Promisero di rivedersi.

La mattina dopo, Ludovica informò Vera:

Non avrai più bisogno di lavorare qui, mi gestisco da sola cucino, lavo i panni, basta.

Ludovica, ma dopo tutti questi anni mi mandi via? Dove andrò?

Troverai un altro posto, magari una famiglia o farai la portinaia.

Mi mandi via… Vera scoppiò a piangere. Ormai siete la mia famiglia, ho perso Valentino e ora anche te…

Che non mi rovino, almeno niente finestre e bagni da pulire, pensava Ludovica.

Vide Vera asciugarsi le lacrime.

Va bene, resta se proprio ci tieni, concesse. Vera, felicissima, le stampò un bacio sulla guancia.

Vi ho voluto bene come a dei parenti, ora uno se ne è andato, e tu vuoi cacciarmi.

Così continuarono a vivere insieme, con Innocenzo che Ludovica, affettuosamente, chiamava Inno spesso ospite. Lui la adorava, e dopo tre mesi si sposarono. Le nozze furono semplici, comaveva voluto Ludovica, ma per il viaggio di nozze Innocenzo la portò alle Maldive: era un imprenditore, poteva permetterselo.

Ludovica pensava sarebbe stato una vacanza media, come con Valentino volo diretto, hotel dignitoso, attrazioni turistiche standard. Ma il suo orso di peluche aveva altri piani: volarono in prima classe, allarrivo li attese uno staff dedicato su uno yacht privato. Sullisola furono accolti come VIP tra fuochi dartificio, cocktails e danze locali.

La villa era meravigliosa: quattro camere, due bagni, una piscina nel giardino, spiaggia privata.

Non voglio immaginare quanto abbia speso il mio orso, pensava Ludovica.

Non le interessava la sua ricchezza, sapeva che aveva mezzi. Innocenzo era dolcissimo e premuroso, la copriva con la coperta, la carezzava spesso sulla testa. Ogni mattina si assicurava che facesse colazione abbondante, non solo caffè.

Valentino era sempre pungente, mi umiliava, pretendeva di portarmi al suo livello. Inno invece, anche se tuttaltro che bello, vive per me e mi ascolta: lo adoro, pensava lei.

Vera valorizzava anche lei Innocenzo, contenta di vivere con loro nella villa fuori città. Cera una sola nota dolente: un giorno Ludovica vide per caso il marito iniettarsi qualcosa.

Che fai?! si allarmò.

Solo insulina, ho il diabete, ma non è grave: sto benissimo.

Alle Maldive Ludovica si concedeva il lusso della felicità.

Ho pescato il numero fortunato?

Le piaceva la vacanza da sogno, anche se le dispiaceva passare il tempo con quel marito impacciato anziché con un istruttore di surf o un atletico maestro di tennis.

Devo mettere il mio orso di peluche a dieta, pensava, e portarlo in palestra.

Ne parlò con lui, ma Innocenzo si rabbuiò:

Posso provarci, se lo vuoi tu, ma il mio metabolismo è compromesso e non potrò mai essere Adone. Sono insulino-dipendente.

Capisco, va bene così, decise Ludovica.

Dopo il viaggio tornò al lavoro. Ma spesso si sentiva svuotata, preda della malinconia chissà se troverò mai lamore vero. Non amava il marito. Sognava di conoscere la vera passione, sentimenti forti, un uomo muscoloso accanto a sé la notte. Sul lavoro i colleghi scherzavano:

Ma davvero non tradisci il tuo orso? Sei così virtuosa?

Ma di virtù ce nera poca: solo non aveva voglia di ferire il suo bravo marito. Durante la festa di Capodanno, tra drink e balli, il collega Costantino chiamò il suo amico Arturo per accompagnarla a casa.

Ludovica, ti diamo un passaggio, propose Costantino alticcio, e lei accettò.

Arturo la fece salire vicina a sé:

Costantino, perché non mi hai mai presentato Ludovica? scherzò. Lei rimase rapita da lui.

Bellissimo, guida un SUV, occhi fissi su di lei. Dopo aver lasciato Costantino, Arturo la accompagnò fin sotto casa. Le chiese il numero, poi la cinse improvvisamente, la spinse contro il fuoristrada e la baciò con passione. Lei non si tirò indietro, quel bel tipo rude le piaceva.

Arturo fu amante perfetto. A casa, Ludovica incantava il suo Innocenzo, mentre Arturo non perdeva tempo con le carezze. La accoglieva nel suo appartamento da scapolo e si lanciava su di lei. Dopo restava tranquillo e diceva solo:

Che bello stare con te.

A entrambi bastava così. Innocenzo tornava dal lavoro tardi, affari allinizio dellanno, non sospettava nulla. Un giorno Ludovica corse da Arturo era già a letto quando il campanello insistente li interruppe.

Ora lo strozzo, borbottò Arturo, andando ad aprire.

Ludovica sentì due voci note: Arturo e suo marito. Saltò su, si rivestì. Innocenzo già sulla soglia della stanza, muto. Sarebbe stato meglio se avesse urlato.

Inno… Innocenzo… non è come sembra…

Arturo stava zitto, poteva anche non lasciar entrare il marito.

Chi mi ha tradita? chiese Ludovica.

Che importa ormai? Non ci credevo, ma ho voluto controllare.

Il volto di Innocenzo era terreo, sudato, barcollò.

Lei si alzò, sentì il suo respiro affannoso,

Chiama lambulanza!

Arturo chiamò. Ludovica cercò la penna-siringa di insulina che Innocenzo portava sempre con sé. Lo iniettò.

Ecco, lo salverà. Dovrebbe riprendersi. Ma non si svegliava. Arrivò lambulanza, il medico disse:

È morto.

Ludovica si riprese solo dopo varie ore. Arturo la portò a casa. Vera la accolse:

Ludovica, cosè successo? Sei pallida…

Tra sé, Ludovica pensò:

Forse è stato Vera a spifferare… odia Arturo, ha sempre voluto sapere di lui, ma tacque: tanto non avrebbe confessato.

Dopo il funerale, la causa della morte fu arresto cardiaco. Passò molto tempo per ritornare normale. Poco dopo si presentò la figlia di Innocenzo, nata dal primo matrimonio, avvocato: cacciò Ludovica di casa, minacciando che in tribunale non avrebbe comunque ottenuto né la villa né il business. Le gettò un grosso pacco di euro e le diede tre giorni per andarsene con Vera.

Ludovica non cercò il contenzioso: rinunciò a tutto. Tornò con Vera nel grande appartamento lasciatole da Valentino Romano.

Il tempo passava. Ludovica si rialzò, Arturo la aiutò, uscivano insieme ma lui non propose mai matrimonio. Lei capiva che marito non sarebbe mai stato, ma continuò a vederlo. Un giorno, Costantino la chiamò:

Ludovica, siediti… Arturo è morto, incidente stradale. Sul colpo…

Lei si bloccò,

Perché tutti i miei uomini muoiono? Sembro una vedova nera. Presto mi chiameranno così. Sarà che ho laura nera, per questo se ne vanno tutti.

Con il tempo, durante una puntata, arrivò un giovane ospite, Matteo. Ludovica si accorse che la osservava, dopo la registrazione la invitò al bar a parlare.

Daccordo, accettò lei, era ora di riprendersi.

Matteo conquistò il suo cuore, Ludovica si innamorò davvero, si sentiva felice come mai.

Ecco comè la vera passione! Non riesco neanche a respirare senza Matteo, figuriamoci vivere… però ho paura che anche a lui succeda qualcosa.

Matteo contraccambiava. Erano affiatati, Ludovica si trovava bene con lui. Non pensava a chi fosse veramente, sapeva solo che non aveva fratelli, né sorelle, cera solo il padre ma non si frequentavano. Matteo viveva con Ludovica, andava al lavoro, lei quel giorno sarebbe partita per la TV solo nel pomeriggio. Le venne la curiosità di sapere di più su Matteo. Non era mai stato sposato, niente figli.

Accese il computer, fece una ricerca online, e la prima voce la travolse: Matteo, semplice e gentile, era tra gli uomini più ricchi dItalia, nella top mille. Rimase scioccata, era davvero milionario.

Non posso crederci, scoppiò in una risata isterica. Incredibile! E se succedesse anche a lui qualcosa?

Si calmò, andò al lavoro. Verso sera chiamò Matteo, che quel giorno non aveva detto nulla. Non rispose. Chiamò lufficio.

Buongiorno, vorrei parlare con Matteo.

Chi lo cerca? chiese la segretaria.

Sono Ludovica…

Lhanno portato in ospedale… e le comunicò dove.

Ludovica corse in ospedale.

Che cosa è successo? urlò appena vide il medico.

Il dottore la rassicurò:

Calma, niente di gravissimo, vivrà. Solo un infarto, tutto sotto controllo.

Posso vederlo? Soltanto pochi minuti…

Sì, va bene dieci minuti.

Ludovica entrò piano nella stanza. Lui la stava aspettando, le sorrise. Lei si accomodò accanto, lui le prese le mani.

Andrà tutto bene, ti amo. Uscito di qui, ti sposo. Speriamo che tu voglia.

Altroché, lo baciò. Ci aspetta una vita intera, finalmente vera felicità.

Grazie per aver letto questa storia, per il tuo supporto e la tua fiducia. Che la fortuna ti sorrida nella vita!

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Vedova Nera – La storia di Lilia, bella e brillante giornalista, tra celebrità, matrimoni falliti, amori tormentati, tradimenti e tragici lutti: da una carriera di successo in TV fino al vero amore, passando per uomini potenti, una fedele domestica e la misteriosa “aura nera” che sembra segnare il destino dei suoi compagni