Vicini Strani nella Scala B: La Coppia Misteriosa al Numero 222 Sconvolge la Vita Quotidiana di Due Famiglie Italiane tra Pettegolezzi, Mattinate Silenziose, Cene con Sussurri e Nuove Passioni nel Condominio di Via Leopardi 8

VICINI PARTICOLARI

Nel mio diario di oggi, racconterò di come sono cambiati i giorni in Via Leopardi 8, nellappartamento 222. Recentemente, sono arrivati dei nuovi vicini: una coppia di sposi poco più che cinquantenni. Entrambi di bassa statura, segaligni. Lui con la barba curata e un cappotto grigio che sembra uscito da una sartoria di Milano; lei, spesso vista con una gonna lunga e un basco a fiori, di quelli che portano ancora le signore eleganti. Persone gentili: in ascensore ti sorridono con calore e, se porti buste pesanti, ti tengono la porta con garbo.

E la cosa fondamentale, oggi che i muri sembrano fatti di carta, sono anche silenziosi. Almeno, così sembrava allinizio. Dopo due settimane, però, sia i Rinaldi del 221 che i Bianchi del 223 li hanno sentiti benissimo. Da lì sono nate le nuove conversazioni da tavola.

I Rinaldi sono una coppia di quarantanni, da venti insieme, abituati alla reciproca presenza.
Hai visto i nuovi vicini?
Sì, ieri in ascensore.
Che ne pensi?
Boh, normali. Gentili. Perché?
Diciamo che sono… focosi.
In che senso?
Quando tutti sono via e in casa regna il silenzio, loro… beh, si danno da fare. Giochi di adulti, da tre giorni filati.
Dai, sul serio?
Giuro! E con parecchia immaginazione. Sembrano scene da film, altroché!
Ah! Divertente!
Quando capiterà, sentirai anche tu. Però, se devo essere onesto, è fastidioso, difficile concentrarsi sul lavoro.
Non fare il moralista, su! Hanno la nostra età quasi, e si divertono.
Dentro di sé, pensai: Non come noi, ma a voce non ho detto nulla.

Nel fine settimana anchio sono diventato ascoltatore involontario delle loro recite. Stavolta era lo scenario classico: il finto giardiniere e la padrona di casa. Io e mia moglie ci guardavamo, un po imbarazzati.

*****

Nel frattempo, anche i Bianchi, la giovane coppia quasi trentenne del pianerottolo, sposati da cinque anni e in attesa del primo figlio, parlavano dei nuovi arrivati.
Mattia, hai visto i vicini nuovi?
Sì, li ho incontrati giù. Dimmi tutto.
Trovo siano davvero curiosi. Lei cucina ogni giorno qualcosa di speciale; sembra stare in un ristorante. E lui sempre con un regalo diverso. Ogni giorno!
Come lo sai?
Ogni volta che passo davanti alla loro porta, cè un profumo di cucina che fa girare la testa! Più di una volta lho visto tornare a casa con fiori o dolcetti. Corre come al primo appuntamento, credimi.
Chissà…
Forse non sono nemmeno sposati, magari sono amanti.
Non saprei… Però vivono insieme.
E in cucina li sento scherzare, ridere assieme. Se non fanno rumore con i piatti, sembra di sentire due ragazzi.
Ok, vado a vedere il telegiornale.
Il venerdì, Mattia Bianchi incontrò il vicino con un mazzo di rose rosse e una bottiglia di Chianti sotto braccio. Si vedeva che la serata sarebbe stata romantica.

*****

Il tempo passava. Ormai era un mese da quando quei vicini strani abitavano nel 222. Noi Rinaldi ci eravamo abituati ai suoni dietro la parete; apparentemente, non si stancavano mai, sempre nuove scenette o dolci sospiri, come se ogni giorno fosse lultimo insieme.

Una sera mia moglie, Lucia, lanciando uno sguardo complice, mi disse:
Sono andata al centro commerciale, ho dato unocchiata al reparto intimo. Vedi un po cosa ho preso!
E spalancò il vestito per mostrarmi la novità. Non nascondo che mi sono illuminato, mi sono morso il labbro.
E io sono passato dallerboristeria: ho comprato qualcosa di particolare… non so se ti piacerà.
Finché non si prova… arrossì Lucia.

*****
Dallaltra parte del muro, il vicino del 222 si mise allascolto, premendo lorecchio sulla parete.

*****

Mattia Bianchi, sentendo un certo languore, decise durante la pausa pranzo di entrare in una gioielleria. Non ricordava lultima volta che aveva fatto un regalo alla moglie. Una volta ogni settimana la sorprendeva; anche una tavoletta di cioccolato nello zaino bastava a farla felice. Allimprovviso vide una giacca familiare.
Chiara! chiamò sua moglie Ma cosa ci fai qui? Non sei lontana da casa?
Passeggiavo un po, amore… E tu?
Ho preso degli orecchini per te. Tieni.
Chiara si illuminò:
Grazie, Mattia! e lo baciò sulla guancia Stasera ti preparo le tagliatelle ai gamberi, come una volta. Ti ricordi?
Come dimenticare! Mi viene lacquolina.
Torna per le sette, che voglio servirle calde.
Va bene, magari passo anche dal fioraio.

*****
Come vanno le cose da loro? domandò luomo del 222.
Lei sta sperimentando in cucina sorrise la donna Anche lì il processo è avviato!

*****

Dopo un altro mese, i cambiamenti erano evidenti. Noi Rinaldi sembravamo più giovani di dieci anni. Non ci stancavamo di guardarci. Cercavamo sempre un momento per restare da soli. A volte persino ci concedevamo una notte fuori, in hotel, solo per stare insieme. Avevamo ritrovato complicità e nuovi discorsi.

I Bianchi, con il bambino in arrivo, uscivano di nuovo: cinema, ristoranti, mostre. Chiara aveva riscoperto il ricettario della nonna; Mattia continuava a sorprenderla, anche solo con il suo cioccolatino preferito. A malapena si ricordava del TG serale.

*****

Come vanno adesso? chiese la donna del 222.
Tutto tranquillo. Un po di scricchiolii serali, ma con i bambini in casa, niente di troppo vivace. Ma li tengo sempre docchio, per sicurezza.
E gli altri?
Anche loro felici. Sempre a ridere in cucina, e che profumo da loro!
Perfetto! Missione riuscita in tre mesi. Ancora un paio di settimane, poi cambiamo aria.
Sì, chi è il prossimo?
Simoncini, palazzo 4, scala B, interno 65. Di là, una famiglia che si è dimenticata i nomi, dallaltra soliti problemi da camera…
Ho capito. Per ora, continuo a lasciare le tue cassette dove sono, sii creativo ancora un po. Non cancello ancora la consegna dal ristorante, e per fortuna gli oli aromatici non sono finiti. Però le rose che curavi tanto sono ormai secche. Serve un altro mazzo.
Lo prenderò. Ora dammi una mano con la schiena… e poi a nanna.

Chiudo queste pagine col sorriso: a volte pensi che i cambiamenti debbano partire da fuori, invece basta un piccolo stimolo per ravvivare tutto ciò che avevi lasciato appassire. Basta davvero poco: attenzione, fantasia, magari un pizzico dincoscienza. Bisognerebbe ricordarselo più spesso.

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