Viviamo insieme io e mia mamma: lei ha 86 anni, io 57, senza marito né figli, ma ci sosteniamo a vicenda e ci godiamo la serenità delle piccole cose nella nostra casa italiana

Abitiamo insieme io e mia madre. La mamma ha ormai ottantasei anni.

Il destino ha voluto che non mi sia mai sposata, e non ho avuto figli. La mia vita si è svolta in modo strano, diverso da come avrei immaginato in gioventù. Ora ho cinquantasette anni. Da poco ho festeggiato il compleanno. Abbiamo celebrato solo io e lei, come al solito. Non ho nessuno da invitare; non ho amiche, e né io né mia mamma abbiamo parenti vicini.

Viviamo insieme e siamo sempre luna il sostegno dellaltra. Mia madre, nonostante letà, sta bene! Anche se lentamente la salute peggiora, lei non si arrende mai. Esce ancora da sola a passeggiare per i viottoli di Firenze, tra i profumi di ginestre e il chiacchiericcio dei vicini.

Sono in pensione ormai, ma continuo a lavorare, perché le nostre pensioni non ci permettono una vita agiata. Eppure non mi scoraggio. Sono felice di avere la mia adorata mammina accanto a me. In tanti, purtroppo, stanno molto peggio: cè chi non ha una casa, né una famiglia, né un soldo in tasca.

Io e la mamma invece conduciamo una vita tranquilla e serena. Alla sera ci sediamo vicino alla finestra, sorseggiando il tè, lavorando a maglia, guardando insieme i nostri film italiani preferiti o i vecchi sceneggiati in televisione. Nei fine settimana preparo una torta di mele o una ciambella, e invitiamo i vicini di casa. Si raccontano delle proprie famiglie, ci scambiamo ricette e storie di un tempo. Sono felice per chi è fortunato e ringrazio Dio ogni giorno, pregando che i problemi ci passino accanto senza fermarsi.

Così viviamo, io e mia madre, circondate dalla quiete della nostra casa fiorentina. Vorrei che questa vita continuasse ancora a lungo, per me e per la mia mammaA volte penso a come sarebbe stata la mia vita se avessi fatto scelte diverse. Ma poi guardo mia madre, le sue mani che ancora intrecciano la lana e il suo sorriso che illumina le sere, e capisco che qui, in questa semplicità, cè tutto ciò che mi serve. Le nostre piccole abitudini, il profumo del bucato steso sul balcone, il suono lontano delle campane che si diffonde tra i tetti al tramonto: sono questi i miei giorni preziosi.

Resto accanto a lei mentre le stagioni scorrono, insegnandomi che la felicità può essere silenziosa, discreta, nascosta negli angoli di una cucina, tra le pagine di un libro letto insieme, nel tepore di una coperta condivisa. Dallaltra parte della finestra, Firenze si muove, indaffarata e rumorosa, ma noi continuiamo a custodire la nostra pace, mano nella mano.

E ogni sera, mentre chiudo gli occhi e ringrazio per quello che ho, sento che anche se la vita non mi ha dato tutto, e anche se il mondo fuori cambia, la certezza dellamore che ci unisce rimarrà sempre: il filo invisibile che tiene insieme la nostra storia, giorno dopo giorno, come punti di maglia che non si sciolgono mai.

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