“Volete mio marito? È vostro!” disse la moglie con un sorriso rivolto alla sconosciuta apparsa alla sua porta.
“Aspetta un attimo, Sofia! C’è qualcuno alla porta. Ti richiamo appena scopro chi è e cosa vuole,” disse Giulia con riluttanza, chiudendo la telefonata con la sua amica d’infanzia. Sofia le stava raccontando, con dettagli divertenti, della festa di compleanno di sua suocera, e Giulia rideva senza sosta, come se stesse guardando uno spettacolo comico.
Giulia si avvicinò alla porta, guardò dal buco della serratura e rimase sorpresa. Si aspettava di vedere un vicino, dato che gli estranei non potevano entrare così facilmente nel loro condominio sicuro. Ma davanti alla porta c’era una giovane donna dall’aspetto insolito, che Giulia non aveva mai visto prima.
Decise di non aprireera meglio evitare interazioni con sconosciuti, specialmente in questi tempi pieni di truffatori. Giulia aveva un principio chiaro: niente conversazioni con persone sconosciute. I truffatori approfittavano dei creduloni, ma lei non era tra quelli.
Riprese il telefono per continuare la conversazione con Sofia, ma il campanello suonò di nuovo. La donna fuori era insistente, convinta che qualcuno fosse in casa e determinata a ottenere una risposta.
Giulia era sola nell’appartamento; suo marito, Marco, era uscito per aiutare un amico con alcuni lavori in giardino. Tornò alla porta e guardò di nuovo dal buco della serratura, osservando la sconosciuta con più attenzione.
Qualcosa in lei sembrava strano e al tempo stesso patetico, ma Giulia non percepiva alcun pericolo.
“Qual è il peggio che potrebbe succedere se apro e le dico di andarsene? Poi posso riprendermi il mio weekend in pace,” pensò Giulia. “Probabilmente si è persa o vuole vendermi chissà quale schifezza.”
Decisa, aprì la porta. La donna nell’ingresso si raddrizzò subito, sistemandosi nervosamente i capelli prima di parlare.
“Buongiorno! Lei è Giulia?” chiese, giocherellando con la sciarpa al collo. “Beh, certo che lo èperché lo chiedo ancora?”
“Interessante,” pensò Giulia. “I truffatori sono sempre più sofisticati. Sa persino come mi chiamo.”
“Chi è e cosa vuole? È qui da cinque minuti. Non l’ho invitata, quindi dica quello che deve dire e se ne vada!” disse Giulia con fermezza.
“Marco è a casa?” chiese la sconosciuta, cogliendo Giulia di sorpresa.
“Ah, questa è bella!” pensò Giulia, sospettosa. “Sa anche come si chiama mio marito. È chiaramente preparata.”
“È qui per Marco?” chiese Giulia, anche se voleva dire tutt’altro.
“No, sono venuta per parlare con lei. Ma se Marco fosse qui, sarebbe più difficile per me,” rispose la donna con una sincerità casuale.
“Più difficile per lei? Cosa sta succedendo?” si chiese Giulia, sempre più curiosa.
“Non è qui. Cosa vuole?”
“Forse sarebbe meglio entrare. È strano parlare di certe cose qui sul pianerottolo,” suggerì la donna, facendosi più audace.
“Niente da fare! Non la conosco e non faccio entrare sconosciuti in casa. Dica quello che deve dire e lo faccia in fretta,” replicò Giulia.
“Vuole davvero discutere dei dettagli intimi della mia relazione con Marco qui, davanti ai vicini?” disse la donna, sorridendo ironicamente.
“Cosa? Che relazione?” esclamò Giulia, con una voce più alta del previsto.
“Giulia, va tutto bene? Perché stai urlando?” chiese la signora Rossi, la vicina di piano, appena uscita dall’ascensore.
“Ah, buongiorno, signora Rossi! Tutto bene. Com’è il tempo oggi?” cercò di distrarre la vicina.
“Sembra che stia per piovere,” rispose la vicina, anche se non sembrava affrettarsi a rientrare, curiosa di capire cosa stesse succedendo.
“Entri,” disse Giulia a malincuore, facendo cenno alla donna di entrare.
Una volta dentro, la donna si guardò intorno con interesse, soffermandosi su vari oggetti.
“Ha cinque minuti. Parla,” disse Giulia, bloccandola prima che potesse avanzare verso il salotto. “Non siamo in un museo.”
“Mi chiamo Beatrice,” iniziò la donna, togliendosi la sciarpa e il cappotto. “Io e Marco siamo innamorati.”
“Oh, che cliché! Non poteva inventarsi qualcosa di più originale?” la interruppe Giulia, sorridendo sarcasticamente.
“Cosa c’è di cliché? Le persone si innamoranosuccede. Non è la prima moglie il cui marito se ne va,” replicò Beatrice con sicurezza, cercando di superare Giulia.
“Ed è sicura che lui non ami più me e ami invece lei?” chiese Giulia, ancora sorridendo.
“Assolutamente! Altrimenti non sarei qui,” rispose Beatrice con audacia.
“Beh, il problema è che mio marito non ama nessuno. Non sa come si fa. Quindi si sbaglia, cara,” disse Giulia con calma.
Beatrice cercò di replicare, ma in quel momento la porta si aprì e Marco entrò
ed entrò, sembrando sorpreso di trovare una sconosciuta nel loro ingresso.
“Beatrice? Cosa ci fai qui di sabato? È qualcosa di lavoro?” chiese, confuso.
“No, è qui per te,” disse Giulia, gustandosi la situazione.
“Per me? Cosa vuoi dire? È successo qualcosa in ufficio?” chiese Marco, sempre più perplesso.
“No, tesoro. È venuta a prenderti da me. Completamente,” rispose Giulia, sorridendo ironicamente.
Beatrice, visibilmente a disagio, si infilò in fretta il cappotto e cominciò a indietreggiare verso la porta.
“Te ne vai già? E Marco? Non eri venuta per lui? Sinceramente, sarei più che felice di lasciartelo,” scherzò Giulia, provocandola.
Ma Beatrice era già uscita, senza aggiungere altro.
“Di cosa parlava tutta questa storia?” chiese Marco, completamente confuso.
“Dimmelo tu! Perché è apparsa questa donna coraggiosa, chiedendo il divorzio e sostenendo che ti saresti trasferito con lei?” chiese Giulia, incrociando le braccia.
“Sei seria?” rispose Marco, sinceramente scioccato. “Non ho la minima idea di cosa stia succedendo. Ultimamente si comportava in modo strano al lavoro, ma non le ho mai dato alcun motivo. Sono stanco di queste stupidaggini. Te l’ho promesso, ricordi?”
“Bene. Perché mi conosci, Marcoio non tollero certe cose. Ma seriamente, le donne di oggi farebbero di tutto per sistemare le loro vite complicate,” disse Giulia, scuotendo la testa.
Marco si tolse le scarpe e si diresse verso la cucina, mentre Giulia rimase un attimo a riflettere. Si promise di non lasciare che simili incidenti turbassero la serenità della loro casa. Senza volerlo, sorrise al pensiero di quanto mal organizzato fosse stato l’intero “piano” di Beatrice.
Era chiaro che, nonostante i tentativi degli altri, la loro relazione era più solida di quanto chiunque avesse mai immaginato.






