„Vuoi mio marito? È tutto tuo!” disse la moglie con un sorriso rivolto alla sconosciuta apparsa alla…

Vuoi mio marito? È tutto tuo! disse la moglie con un sorriso rivolto alla sconosciuta che si era presentata alla sua porta.

Aspetta un attimo, Caterina! Qualcuno sta suonando al campanello. Ti richiamo appena scopro chi è e cosa vuole, disse Giulia con una punta di esitazione, chiudendo la chiamata con la sua amica dinfanzia. Caterina le stava raccontando, tra mille risate, della festa di compleanno della suocera e Giulia rideva di gusto, come se stesse guardando uno spettacolo comico a teatro.

Giulia si avvicinò alla porta, guardò dallo spioncino e rimase sorpresa. Di solito erano i vicini a bussare, poiché nella palazzina di Milano dove abitava era quasi impossibile per gli estranei entrare. Ma davanti alla sua porta cera una donna giovane, dallaspetto insolito, che Giulia non aveva mai visto prima.

Decise di non aprire: meglio evitare contatti inutili con estranei, specie coi tempi che corrono. Giulia aveva una regola doro: niente conversazioni con sconosciuti. I truffatori prosperano sulla credulità della gente, ma lei non era certo tra quelli.

Rimise mano al telefono per riprendere la chiamata, ma il campanello squillò di nuovo. La donna fuori era determinata, convinta che qualcuno fosse in casa, e pareva risoluta a ottenere risposta.

Giulia era sola in casa; suo marito, Marco, era andato ad aiutare un amico a sistemare il giardino. Tornò quindi alla porta e osservò di nuovo dallo spioncino, scrutando meglio la sconosciuta.

Cera qualcosa di strano e quasi pietoso in lei, ma Giulia non avvertiva alcun reale pericolo.

Cosa ho da perdere se apro la porta e le dico di andarsene? Poi potrò continuare il mio weekend in santa pace, pensò Giulia. Probabilmente si è persa o vuole vendermi qualche sciocchezza.

Si fece coraggio e aprì la porta. La donna nel corridoio si raddrizzò subito, aggiustandosi nervosamente i capelli prima di parlare.

Buongiorno! Lei è Giulia? chiese, giocando con la sciarpa che aveva al collo. Beh certo, ovvio che è lei perché sto chiedendo?

Mh, interessante, pensò Giulia, i truffatori sono sempre più abili. Conosce anche il mio nome!

Chi è lei e che cosa desidera? È qui da cinque minuti. Non lho invitata, quindi dica quello che deve dire o se ne vada! incalzò Giulia con fermezza.

Marco è in casa? domandò la donna, cogliendo Giulia di sorpresa.

Ma guarda! Sa pure come si chiama mio marito. Chiaramente è venuta preparata, ragionò Giulia, sempre più sospettosa.

È qui per Marco? chiese Giulia, pur pronta a parlare daltro.

No, sono venuta a parlare con lei. Ma se Marco fosse qui sarebbe più complicato per me, rispose la donna, con una disarmante sincerità.

Più complicato? In che senso? si chiese Giulia, ormai incuriosita.

Non è in casa. Che cosa vuole?

Forse sarebbe meglio parlare dentro. È strano discutere di certe cose in corridoio, disse la sconosciuta, mostrando più audacia.

Assolutamente no! Non la conosco e non faccio entrare sconosciuti in casa. Parli qui e sia breve, replicò Giulia.

Vuole davvero che parliamo dei dettagli intimi della mia relazione con Marco qui, davanti ai vicini? sorrise la donna, ironica.

Come, che relazione? esclamò Giulia, la voce più alta di quanto avesse voluto.

Tutto bene, Giulia? Perché urli? chiese la signora Verdi, la vicina che stava uscendo dallascensore.

Ah, buongiorno, signora Verdi! Nessun problema. Comè il tempo fuori? provò Giulia a cambiare discorso.

Mi sa che sta per piovere, rispose la vicina, non troppo propensa ad andarsene, curiosa della scena.

Entri pure, disse Giulia a malincuore, facendo un cenno allospite di entrare.

Entrata in casa, la donna si guardò attorno con interesse, soffermandosi su vari oggetti darredo.

Ha cinque minuti. Dica, ordinò Giulia, bloccandola sulla soglia del soggiorno. Non stiamo mica al museo.

Mi chiamo Martina, iniziò la donna, togliendosi sciarpa e cappotto. Marco e io ci siamo innamorati.

Oh, che cliché! Non poteva inventarsi qualcosa di più originale? la interruppe Giulia, con un sorriso sardonico.

Cosa cè di tanto strano? La gente si innamora, succede. Non è la prima moglie a cui il marito se ne va, ribatté Martina, tentando di farsi strada oltre Giulia.

Ed è sicura che lui non ami più me e adesso ama lei? chiese Giulia, mantenendo il sorriso.

Assolutamente. Altrimenti non sarei qui, rispose Martina con sicurezza.

Beh, il problema è che mio marito non è capace di amare nessuno. Non sa come si fa. Si sbaglia di grosso, cara, rispose pacata Giulia.

Martina tentò una replica, proprio mentre la porta si apriva e Marco entrava in casa

Marco restò di sasso nel trovare una sconosciuta nellingresso.

Martina? Che ci fai qui di sabato? È qualcosa del lavoro? domandò, stupito.

No, è qui per te, dichiarò Giulia, gustandosi la scena.

Per me? Cosa vorresti dire? È successo qualcosa in ufficio? insistette Marco, sempre più confuso.

No, caro. È venuta a prenderti. Sul serio, dice che vuole portarti via da me, rispose Giulia, con un sorriso beffardo.

Martina, evidentemente in imbarazzo, si rimise in fretta il cappotto e si affrettò verso la porta.

Te ne vai già? Ma come, non sei venuta proprio per Marco? Davvero, sarei più che felice di cedertelo, la stuzzicò Giulia.

Ma Martina aveva già oltrepassato la soglia senza rispondere.

Ma che storia è stata questa? chiese Marco, completamente disorientato.

Dovresti dirmelo tu! Per quale motivo questa ragazza ha avuto tanto coraggio da venire qui e chiedere il divorzio, sostenendo che andresti a vivere con lei? domandò Giulia, a braccia conserte.

Ma sei seria? rispose Marco, sinceramente stupito. Non ho la minima idea di cosa succeda. Da un po si comporta stranamente al lavoro, ma non le ho dato alcun motivo. Sono stanco di queste storie. Ti ricordi quello che ti ho sempre promesso?

Certo. Mi conosci bene, Marco: io queste cose non le tollero. Ma davvero, oggigiorno certe donne sarebbero disposte a tutto per sistemarsi, commentò Giulia, scuotendo la testa.

Marco si tolse le scarpe e si diresse verso la cucina, mentre Giulia rimase un attimo assorta. Si promise di non permettere a certe situazioni di turbare la pace della loro casa. Le venne da sorridere ripensando a quanto goffo fosse stato tutto il piano di Martina.

Era evidente che, nonostante i tentativi degli altri, il loro rapporto era molto più forte di quanto chiunque avrebbe mai potuto immaginare.

E imparò che, quando la fiducia e la sincerità abitano una casa, nemmeno le tempeste improvvise possono davvero spezzare ciò che conta davvero.

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