Ehi, dove stai andando?

«Giorgio, dove vai?» Giulia si affacciò dalla cucina, asciugandosi le mani sul grembiule e fissando il marito con aria interrogativa.

Giorgio, uomo di quarantacinque anni, dirigente di un’importante azienda edile, aveva deciso di agire. Mentre la moglie preparava la colazione, lui aveva riempito una valigia e ora era fermo nell’ingresso del loro ampio appartamento nel centro di Milano.
Giulia aveva sempre dedicato le mattine a cucinare per la famiglia. Per lei, una colazione abbondante era sinonimo di salute e buona fortuna per la giornata. Quando i figli erano piccoli, si alzava all’alba per sfamare quella piccola folla rumorosa. Con tre figli da crescere, non aveva mai lavorato fuori casa, ma Giorgio aveva sempre guadagnato abbastanza da garantire alla famiglia una vita agiata.

Lui la osservò in silenzio. Venticinque anni insieme, eppure adesso era certo: doveva essere deciso.
Giulia era cambiata. Aveva perso la vivacità di un tempo, quel fuoco negli occhi che l’aveva sedotto. Da mesi, ormai, il suo cuore batteva per Elena, una brunetta energica incontrata a un evento aziendale. Intelligente, ambiziosa, coraggiosa: tutto ciò che lui amava. Per questo, ora, la valigia era pronta.
*Basta!* I figli—Marco, Luca e Sofia—erano grandi. Marco e Luca lavoravano, Sofia era all’ultimo anno di università. Perché continuare a mantenere una moglie che non amava più? Elena glielo ripeteva sempre: «È ora di lasciarla. Dividete la casa: che viva in un bilocale e si cerchi un lavoro!»

«Giorgio, parti?» chiese Giulia, calma. «Perché non me l’hai detto? Ti avrei preparato dei panini. Non puoi viaggiare a stomaco vuoto.»
«Ma smettila con sta storia del cibo!» sbottò lui, irritato dal proprio tentennamento. «Ormai si trova da mangiare ovunque! Sei rimasta al Medioevo, a trastullarti in cucina come se non esistesse altro!»
«Hai avuto problemi al lavoro?» replicò lei, gentile. «Sembri teso.»
Sapeva della tresca. Aspettava solo il momento giusto.

«Io… ti lascio!» esplose lui. «Vado da un’altra! Lei non è come te, non spreca tempo ai fornelli!»
«Ah, hai trovato una donna così? Complimenti.»
«Credi non ne sia capace?»
«Certo che sì. Sei un uomo di successo, Giorgio. Intelligente, affascinante…»
«E… la casa la divideremo,» aggiunse lui, improvvisamente imbarazzato.
«Giusto. Faremo tutto secondo legge,» assentì lei, sorridendo.

«Grazie per la comprensione. Temevo un dramma.»
«A che pro? Se non ci amiamo più, è giusto. Non siamo i primi.»
«E… trovati un lavoro. Non posso mantenerti per sempre.»
«Un lavoro? No. Ho altri piani.»
«Quali?»
«Mi risposerò. Mio marito mi manterrà.»

«Cosa?!» Giorgio si strozzò col tè. «E chi ti vorrebbe, alla tua età?»
«Oh, non hai idea!» rise Giulia. «Mi sono iscritta a un sito d’incontri. Le donne mature come me sono ricercatissime. Uomini seri cercano compagnia stabile, non ragazzine volubili. E poi… ho scritto che so cucinare e avrò un appartamento mio dopo il divorzio. Gli aspiranti sposi fanno la fila!»

Giorgio ingoiò un secondo pancake, amareggiato. Perché quel fastidio? Gelosia?
«Beh, io… ho una riunione,» borbottò. «Riprenderò la valigia domani. E tu non fissare appuntamenti così in fretta! Non è rispettoso.»

In ufficio, i dubbi lo assalirono. Elena lo tempestò di chiamate: «Hai visto la casa? Dobbiamo scegliere l’arredo e pagare il viaggio alle Maldive!»
«Cosa prepari per cena?» la interruppe lui.
«Niente… siamo a dieta! Possiamo ordinare qualcosa.»

Giorgio riattaccò. Pensò alla cena calda che lo aspettava a casa, alla quiete della sera. E all’idea di un altro uomo che chiamava Giulia «moglie».
*Mai.*
La valigia rimase nell’ingresso.

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