Mi chiamo Elena Bianchi e vivo a Lucca, dove la Toscana mostra la sua storia e la sua incantevole campagna. Conosco da sempre Alberto, un uomo che ha sempre adorato la vita spensierata e le donne. Tuttavia, il destino gli ha giocato un brutto tiro ed ora si trova intrappolato in un pasticcio che si è creato da solo.
Sua moglie, Chiara, da due anni lavora duramente in Svizzera. Ha lasciato a lui i loro due figli – già adulti e indipendenti – per andare a guadagnare. Torna solo una volta all’anno, d’estate, per una o due settimane, non di più – le ferie non glielo permettono. Però, ogni mese, con puntuale regolarità, mette soldi sul conto comune, da cui Alberto può attingere. Di recente ci siamo incontrati casualmente per strada, e lui mi ha invitato a prendere un caffè. Con una tazzina in mano mi ha raccontato la sua storia – amara come un espresso senza zucchero, e così assurda che ancora non riesco a comprendere come sia finito in questa situazione.
Quando Chiara se n’è andata, Alberto ha sopportato la solitudine per un anno, cercando di colmare il vuoto con brevi avventure con vecchie amiche. Ma poi ha deciso che bastava. Desiderava calore, passione, qualcuno accanto a lui nel letto. “Si vive una volta sola!” si ripeteva. Così ha puntato gli occhi su una giovane, Giulia, che lo attirava da tempo. Lei faceva l’offesa, si mostrava inaccessibile, ma alla fine ha ceduto – ed è diventata la sua amante. Bella come un’immagine, ma dal carattere impossibile – capricciosa, isterica, con richieste insaziabili. E Alberto, gentile e benevolo, si piegava a ogni suo desiderio.
Capiva perfettamente: da amanti così non c’è da aspettarsi del bene, soprattutto se sei debole, pronto a tutto pur di vederle sorridere. Giulia lo ha spogliato di tutto. Prima i soldi per i vestiti e le bollette, poi per ristrutturare casa sua e le sue vacanze, per la festa di laurea del figlio, per un nuovo televisore. È arrivato al punto di comprarle un’auto usata. E quando i suoi risparmi sono finiti, ha preso i soldi dal conto della moglie – prelevando migliaia di euro, pensando che nessuno se ne sarebbe accorto. Ma i segreti vengono sempre a galla. Chiara ha scoperto il tradimento – le “anime pie” hanno diffuso la voce anche oltre confine. Lo ha investito di furia tramite videochiamata, urlando così forte che sembrava che i vetri potessero rompersi. Minacciava di raccontare tutto alle figlie – adoravano il padre, lo consideravano un eroe, ma per un tradimento del genere l’avrebbero abbandonato per sempre. Disse che sarebbe tornata e che avrebbe chiesto il divorzio se lui non avesse lasciato quella ragazza.
E Giulia si era attaccata a lui come una zecca. Non intendeva rinunciare a un “sugar daddy” così generoso. All’inizio recitava la parte della ragazza incinta – giurava che avrebbe avuto un bambino, faceva leva sulla compassione. Alberto, disperato, l’ha portata in una località turistica per convincerla a cambiare idea. Lei ha accettato di interrompere la gravidanza, ma ha presentato un conto – 10 mila euro, che lui non aveva. Ha dovuto chiedere un prestito, sommergendosi di debiti fino al collo. Appena ha tirato un sospiro di sollievo, pensando che l’incubo fosse finito, Giulia ha iniziato una relazione con il suo capo. E ora il direttore, sotto il suo incantesimo, si diverte a tormentare Alberto sul lavoro – lo umilia, minaccia di licenziarlo. E se perde il lavoro, come pagherà il debito? Alberto è all’angolo: il lavoro è sul filo del rasoio, i soldi stanno svanendo, e la coscienza lo divora come un cane affamato.
Mi ha confessato che sta pensando di fuggire da Chiara in Svizzera – lasciare tutto, gettarsi ai suoi piedi, implorare perdono. Forse, così, salverà almeno i brandelli della sua vita? Prima di andarsene, ha fatto un sorriso amaro: “Sapevo che il formaggio gratuito non esiste, ma il mio pezzo si è rivelato troppo salato.” E se n’è andato a capo chino, e io sono rimasta a sedere, fissando la tazzina vuota. Alberto si è cacciato in questo inferno da solo – per una passione a buon mercato, per una ragazzina che gli ha prosciugato tutto: soldi, orgoglio, famiglia. Chiara lavora come un mulo in un paese straniero affinché i loro figli possano vivere dignitosamente, e lui l’ha barattata per una capricciosa sanguisuga. Le figlie, se venissero a sapere la verità, lo maledirebbero – e se lo meriterebbe.
Vedo come sta affondando, ma non posso fare a meno di pensare: e poi? Giulia lo spremerà fino all’ultima goccia e lo butterà via come un involucro vuoto. Il capo lo licenzierà, e lui resterà senza niente – senza famiglia, senza casa, con un debito che lo soffocherà fino alla fine dei suoi giorni. Pensava che la giovinezza si potesse comprare, che l’amore fosse un giocattolo in una bella confezione. E ora sta pagando – amaramente, solitariamente, a mani vuote. Chiara potrebbe anche accoglierlo di nuovo, ma lo perdonerà? Io non lo perdonerei. Ha tradito non solo lei, ma anche i figli, i futuri nipoti che avrebbero potuto allietare la sua vecchiaia. E invece, una giovane strega che ride di lui alle sue spalle. Era un uomo felice – ora è solo l’ombra di se stesso; e questa lezione non la dimenticherà mai.




