Non può più vivere qui, non è nessuno per noi – sento la figlia di mio marito spiegare a voce alta al fratello che devo essere sfrattata dalla casa dove ho vissuto gli ultimi 15 anni. – Aspetta, Marina. Non è così semplice. Dove andrà ora la zia Tamara? – dice Giulio, figlio di mio marito, che ho sempre ritenuto più umano e onesto della sorella; dopo 15 anni di vita insieme ho iniziato a vedere le cose. Il mio marito è recentemente scomparso. Sono arrivati i suoi figli dal primo matrimonio e hanno subito iniziato a spartire l’eredità, che non è piccola: casa, giardino, garage, auto. Non rivendicavo nulla, ma, ad essere sincera, non immaginavo che mi sarebbero cacciata via così in fretta.

Non può restare qui, non è nostra, sento la figlia del mio ex marito spiegare a voce alta al fratello che devo lasciare la casa dove ho vissuto gli ultimi quindici anni.

Aspetta, Tiziana. Le cose non sono così semplici. Dove andrà la zia Tiziana adesso? interviene Luca, il figlio del mio ex, che ho sempre considerato più corretto e gentile della sorella. Dopo quindici anni di convivenza ho già visto abbastanza.

Il mio ex è venuto a mancare da poco. I figli del suo primo matrimonio sono arrivati subito a reclamare leredità. Il patrimonio non è poco: una casa, un orto, un capannone, una macchina.

Io non speravo a nulla, ma a dire il vero non mi aspettavo di essere cacciato fuori così in fretta.

Lho conosciuto Alessandro quando entrambi eravamo già nella terza età, con matrimoni finiti alle spalle e figli cresciuti. Io avevo due figlie, Alessandra e Ginevra; lui una figlia e un figlio.

Avevo appena festeggiato il mio cinquantesimo compleanno e avevo dato in sposa la figlia più grande, Alessandra. Lei aveva portato a casa suo marito Marco, mentre la più piccola, Ginevra, ancora non era sposata. Non avrei mai creduto di riuscire a tenere tutto insieme in un appartamento così piccolo.

Poco dopo, Alessandro, cinque anni più grande di me e da tempo convivente da solo, ha bussato alla mia porta. I suoi figli erano già adulti, sposati, e lui aveva potuto comprare una casa, perché in passato aveva ricoperto posizioni dirigenziali e guadagnato bene.

In poche parole, Alessandro non ha perso tempo e mi ha proposto di trasferirmi da lui. Ho riflettuto a lungo e ho pensato: perché no? Era un uomo di buona famiglia e mi trattava con rispetto.

Così mi sono trasferito nella sua villa di campagna, a qualche chilometro da Firenze. Gestivamo la fattoria insieme: cera lorto, i polli, i conigli, e per un po abbiamo anche avuto una mucca e un maiale.

I figli venivano spesso a trovarci, sia i miei che i suoi, e li accoglievamo sempre con il pane appena sfornato e le conserve di casa, senza mai farli uscire a mani vuote.

Alessandro e io non eravamo sposati legalmente; allinizio ne parlavamo, ma poi, a quelletà, il timbro sul passaporto non sembrava più fondamentale.

Furono quindici anni felici, e non rimpiango nulla.

Nel frattempo la figlia più giovane, Ginevra, si è sposata. Le due sorelle hanno quasi litigato su chi dovesse occuparsi dellappartamento di famiglia. Alessandra, che già viveva lì, non voleva condividere né far entrare la sorella con il marito. Così ha pagato a Ginevra una somma di denaro come compenso, e pareva che tutto fosse sistemato.

Un anno fa però Ginevra ha divorziato e, con il figlio, è tornata a casa. Alessandra non è affatto contenta, e di nuovo le tensioni tra le sorelle sono aumentate.

Io speravo ancora che si riconciliassero, ma per ora non è successo.

Ora il mio ex non cè più, e devo tornare alla vecchia casa. Ma so che lì ci starei stretta.

Zia Tiziana, se volete, potete restare qui finché non troviamo acquirenti mi ha proposto Luca la mattina successiva.

Lofferta mi ha fatto sorridere, finché non è intervenuta Ginevra, precisando le condizioni: dovevo continuare a gestire la fattoria, ma da solo.

Dunque dovrei diventare una mano dopera gratuita per loro, semplicemente perché non pagherò più laffitto?

Lidea non mi convince. In campagna è difficile gestire orti e bestiame da soli, soprattutto a sessantacinque anni.

Mi trovo in una situazione complicata: resto qui e divento un dipendente dei figli, che a un momento qualsiasi potranno cacciarmi via se trovano acquirenti, oppure ritorno allappartamento, che di diritto è ancora mio, ma lì anchio sarò superfluo.

Che devo fare? Forse qualcuno ha una prospettiva diversa.

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Non può più vivere qui, non è nessuno per noi – sento la figlia di mio marito spiegare a voce alta al fratello che devo essere sfrattata dalla casa dove ho vissuto gli ultimi 15 anni. – Aspetta, Marina. Non è così semplice. Dove andrà ora la zia Tamara? – dice Giulio, figlio di mio marito, che ho sempre ritenuto più umano e onesto della sorella; dopo 15 anni di vita insieme ho iniziato a vedere le cose. Il mio marito è recentemente scomparso. Sono arrivati i suoi figli dal primo matrimonio e hanno subito iniziato a spartire l’eredità, che non è piccola: casa, giardino, garage, auto. Non rivendicavo nulla, ma, ad essere sincera, non immaginavo che mi sarebbero cacciata via così in fretta.