Il padre ha notato un livido sotto l’occhio della figlia e ha fatto una telefonata – la vita del genero è stata distrutta.

Il padre vide un livido sotto locchio della figlia e fece una telefonatala vita del genero fu distrutta.

Maddalena era sulluscio, salutando i genitori con il suo solito sorriso gentile. Solo un occhio nero e lucente tradiva largomento che non voleva affrontare.

«Mamma, tutto a posto, non ci fare caso», disse in fretta, notando lo sguardo attento della madre.

Maria Elisabetta sospirò profondamente. «È affare tuo, figlia mia. Devi vivere la tua vita…»
Suo padre non salutò nemmeno il genero. Si avvicinò lentamente alla finestra e fissò nel vuoto, come se non avesse sentito la figlia mormorare qualcosa sullarmadio e il buio.

«È che… ieri sera sono inciampata per sbaglio. Dai, mamma, sto bene io e sta bene anche Luca!»

Bene? Maddalena ricordava perfettamente cosa era successo il giorno prima. Luca, sempre furioso, non si era limitato a urlarle contro. Quando aveva osato dirgli che ne aveva abbastanza, laveva afferrata per il colletto della vestaglia così forte da farle uno strappo sul petto.

«Che, puttana, non ti ricordi a chi devi di essere viva e di non pensare a niente?!», aveva gridato, scuotendola. «Hai dimenticato come ti riportavo a casa dalle osterie, quando scappavi da me per quellAndrea? Hai dimenticato chi ti ha amato, stupida? Ti ho portata in braccio!»

E poi un pugno forte. Da uomo, un colpo secco. Stelle le danzarono negli occhi, poi il dolore la travolse… E Luca, che continuava a urlare qualcosa di volgare.

«Sì, figlia, ho capito. Armadio… buio», borbottò la madre, anche se sapeva benissimo cosa era successo.

E si sentiva in colpa. Era stata lei a spingere Maddalena a sposare Luca! Era stata lei a allontanare Andrea dalla figlia, convinta che fosse una cattiva influenza.

«E il tuo armadio, figlia, a quanto pare, ha i pugni», disse Maria Elisabetta con sarcasmo, lanciando unocchiata al genero.

Giovanni non si voltò mai dalla finestra. Uscì sul balcone a fumare. A differenza della moglie, non aveva mai sostenuto Luca. Sembrava… distante. Egoista e insipido. Sì, veniva da una famiglia benestante, con appartamento, macchina, contatti e prospettive. Ma era marcio dentro.

E ora quella marcescenza era emersaun livido sotto locchio di sua figlia.

Certo, Giovanni avrebbe potuto afferrare il genero per il bavero e dargli uno schiaffo che lo avrebbe stordito. Ma non avrebbe portato a nulla, se non a un litigio. E non ne aveva nemmeno voglia. Si era trattenuto… Così era uscito sul balcone.

Sapeva che avrebbe risolto il problema a modo suo. E sapeva già come.

Aveva parlato a lungo al telefono su quel balcone…

Intanto, Maddalena aveva comprato un caffè alla madre e chiacchieravano del più e del meno. Mezzora dopo, i genitori se ne andarono.

Luca, che si aspettava rimproveri e scenate, si rilassò finalmente. Si risedette sul divano, aprì una birra e persino sorrise. Nella sua mente, il silenzio dei suoceri era un assenso. La famiglia è famiglia, e i lividi fanno parte della vita. Nessuno gli avrebbe pestato i piedi. Sicuro!

«Vedi, Maddalena, te lavevo detto che tutto si sarebbe sistemato!», disse lentamente, soddisfatto. «I tuoi genitori sono persone normali, ragionevoli. Non come te… Ieri mi hai attaccato con le tue scuse! Ho festeggiato, ho bevutoe allora?»

Prese un sorso di birra e allungò la mano verso i patatine.

La gioia non durò a lungo.

Non era passata nemmeno mezzora quando qualcuno bussò alla porta. Non suonò il campanello, bussò. Deciso e fermo. Quel rumore sicuro fece raggelare Luca.

Si avvicinò alla porta, guardò dallo spioncino… e impallidì.

Andrea era sulluscio. Il suo rivale. Lex di Maddalena. Lo stesso che quasi laveva sposata, ma laveva lasciata andare. Bello, alto, sicuro di sé. In un cappotto costoso e con quellespressione che faceva tremare le donne e voleva far alzare le mani agli uomini.

«Che vuoi?», ringhiò Luca, aprendo la porta giusto quanto bastava per mostrare la sua irritazione, senza lasciare entrare nessuno.

«Si è fatto da parte», disse Andrea con calma, spingendolo semplicemente via con una spalla.

Luca indietreggiò come un burattino di pezza.

Maddalena si alzò dal divano, gli occhi sgranati.

«Andrea…»

«Su, su, preparati», disse lui, breve. «Se vuoi, veniamo da me. Se vuoi, dai tuoi genitori. Ma che te ne fai di questo fallito?»

«Chi chiami fallito, idiota?», esplose Luca, ma rimase nellangolo come inchiodato.

Aveva le sue ragioni per aver paura di Andrea.

«Ti ho chiamato, Lucino. Proprio te», sorrise Andrea con calma. «Non volevo immischiarmi, non volevo mettere il naso nella tua vita. Ma quando il padre di Maddalenaun uomo a posto, tra laltromi ha chiamato e mi ha detto che la picchiavi… allora ho preso il testimone.»

«Di che… di che stai parlando?!», biascicò Luca.

«Be, non lho presa proprio così, ovvio», rise di nuovo Andrea. «Solo che il locale che affitti per il tuo club appartiene a un mio amico. Un amico molto stretto. Comunque, riceverai una notifica di mancato rinnovo del contratto. Capito? Ti è già arrivata in ufficio.»

Luca si raddrizzò come se fosse stato colpito.

«In più, ho calcolato gli arretrati dellaffitto per sei mesi. Ti ricordi, ti avevano avvertito: laffitto sarebbe aumentato quando il club avesse iniziato a fare profitto? Be, è aumentato sei mesi fa. E la notifica è rimasta sul tuo tavolosemplicemente non lhai letta. Io e Michele abbiamo taciuto, aspettando che il debito crescesse. Più penali, interessi… Mi segui? Ora hai ufficialmente un debito. Uno grosso e sgradevole. Vuoi che ti dica la cifra?»

Andrea si chinò verso Luca:

«E so che non hai un soldo bucato per pagare quel debito. Avresti dovuto passare meno tempo a bere con le squillo.»

Luca collassò sulla sedia come un limone spremuto.

«Questa… questa è una trappola!», borbottò, gli occhi sgranati. «Tu… tu hai messo quei documenti!»

«Pensa quello che vuoi», alzò le spalle Andrea. «Potresti anche fare causa. Ma il tuo avvocato, come vedi, si è dimesso. O forse lhai licenziato? Chi ti difenderà ora? Il tuo barista col piercing al naso?»

Luca voleva dire qualcosa, ma aprì solo la bocca.

«Maddalena, andiamo. Non serve che prendi le tue cose. Ti compro tutto quello che ti serve. E quello che hai qui… non lo meriti. Solo stracci da mercatino.»

«Andrea, aspetta», disse Maddalena, confusa. «Tutto questo sta succedendo… troppo in fretta. Non capisco…»

«In fretta è quando prendi un pugno in un occhio e cerchi ancora scuse per chi te lha dato

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