La nipotina “inutile” ma indispensabile

– Guarda, eccola lì! Te lo dico io, è proprio lei! sussurrò una donna elegante a un uomo dallaspetto semplice. Aspettiamo qualche minuto e osserviamo.

Una bambina di cinque anni giocava tranquilla nella sabbia, costruendo un vero castello per una principessa. Lopera, a dire il vero, assomigliava più a una grossa montagnola, ma Bianca rifiutava qualsiasi aiuto dagli adulti. Ce la voleva fare da sola! Non doveva dimenticare di scavare il fossato intorno alle mura e poi la grotta del drago! Qualcuno doveva pure proteggere il regno!

Era unafosa giornata destate, e Bianca se ne stava ben al riparo dal sole, sotto un tendone montato sopra la sabbiera. Lei stava benissimo, a differenza dei suoi genitori. Temendo un colpo di calore, la mamma si era allontanata verso lombra, mandando il marito a comprare gelati e bibite fresche. Assorta in una telefonata, Caterina perse di vista la figlia solo per un attimo. Ai due strani osservatori lì vicino bastò quellattimo.

– Ciao piccolina, una donna sconosciuta si sedette accanto a Bianca, costringendo la bambina a indietreggiare spaventata. Perso lequilibrio, Bianca cadde distruggendo il castello che aveva appena innalzato. Le lacrime affiorarono subito nei suoi occhi: tanto lavoro perduto! Non piangere, è solo sabbia! Se vuoi, ti aiuto io a fare un vero castello.

– MAMMA! gridò Bianca a squarciagola, ricordandosi di tutto quello che le avevano insegnato al nido e i suoi genitori.

Senza perdere un istante, si tirò su e uscì dalla sabbiera. Schivò per miracolo le braccia di uno strano uomo che cercava di afferrarla.

Caterina, sentendo il grido disperato, corse dalla figlia gettando per terra il telefono. Nella cornetta si sentiva ancora la voce preoccupata dellinterlocutore.

– Amore mio! strinse Bianca tra le braccia. Cosa è successo, piccolina?

– Lì… singhiozzava la bambina, aggrappandosi forte al collo della mamma. Cera una signora strana! Anche un signore! Lui voleva prendermi! Mamma ho paura!

Arrivò subito anche il padre. Esaminò la bambina, si rassicurò che stesse bene e scrutò sospettoso le persone che la avevano spaventata.

Una donna intorno ai sessantanni, le labbra strette in una piega di sdegno, osservava la scena di famiglia. Quella bambina Nessun dubbio: era sua nipote! Il colore dei capelli, degli occhi, la forma del viso Identica a Matteo da piccolo! Certo, con qualche sfumatura femminile in più.

– Sei andata davvero lontano, cominciò la donna con tono sprezzante, fissando lex nuora. E come hai osato portare via mia nipote fino allaltro capo dellItalia?

– Marco, porta Bianca a casa, qui ci penso io, disse Caterina, passando la bambina al marito. E chiama magari papà, che mandi qualcuno dei suoi.

– Ehi, ferma! Voglio conoscere mia nipote! sibilò la donna, senza però muoversi per fermare Marco. Due metri daltezza, spalle larghe Come avrebbero potuto opporsi! Chissà perché non si erano informati prima se Caterina avesse risposato…

– Signora Tommasina, disse Caterina, guardando la donna con unespressione disgustata. Ma cosa va blaterando? Che nipote? O ha qualche vuoto di memoria? Glielo ricordo io allora…

********************

– Allora, come sta il mio futuro nipotino? domandò ansiosa la donna al figlio e alla nuora, appena tornati dalla clinica.

– Avremo una bambina, glielho già detto, rispose Caterina forzando un sorriso. Sperava che la suocera se ne andasse, ma ormai questa passava a casa loro solo per dormire. Dovevano nascondersi in stanza con la scusa di sentirsi poco bene.

– Il medico si sbaglia di sicuro, decretò Tommasina. Nella famiglia dei Bellini nascono solo maschi!

– Per questo ha rinnegato suo figlio maggiore? Solo perché da lui è nata una bambina? sussurrò stanca Caterina, esausta dei soliti discorsi della suocera. Ormai era una litania quotidiana.

– Ma quella non era figlia sua! scattò la donna, non sopportando di ricordare quella vecchia storia. Quella là lha preso in giro, e lui ci è cascato! A me però non voleva dar retta! Si è fatto infinocchiare da una ragazzina! sibilò lultima parola, a stento trattenendo la rabbia.

– Emma ha in mano il test del DNA, lei lo sa benissimo. Glielha fatto controllare cinque volte! Cercava di convincere Luca che fosse falso.

– Era falso! Come osi dubitare di me? Insolente mocciosa… ringhiò quasi Tommasina, trattenendo a stento la voglia di fare una scenata. Per il momento era meglio evitare… Un altro stress poteva compromettere la gravidanza. Un nipote maschio serviva eccome! Tutte le amiche già nonne, solo lei no…

– Vado a sdraiarmi, se non le dispiace. Mi gira un po la testa.

Caterina si rifugiò in camera, chiudendo la porta a doppia mandata. Sempre più spesso si domandava se avesse fatto bene a sposare Matteo. Sì, lo amava, non era in discussione. Ma sopportare una suocera del genere… proprio no. Aveva ragione mamma, che continuava a dire che sarebbero dovuti andare a vivere più lontano da quella parente fuori di testa.

Ne aveva parlato con Matteo, ma lui era stato categorico.

Come si fa? Lasciare la mamma così? E il papà? Una statua sul divano, non fa niente! Il fratello? Sai bene che ha litigato con la mamma. E va bene lesame del DNA ma secondo voi non lo si può falsificare?

Caterina gli aveva chiesto almeno di parlare con la madre, chiederle di venire meno spesso e non mettere bocca su tutto.

– La mamma lo fa per il nostro bene! reagì piccato Matteo. Ti dà consigli preziosi, ti aiuta col lavoro di casa. Dovresti ringraziarla! Invece ti chiudi sempre in camera…

– Mi chiudo in camera perché tua madre mi ha stufata! sbottò alla fine Caterina, Se non smette, mia figlia non la rivede più! Torno a casa dei miei, e se serve mio padre, che è colonnello, mi dà una mano. Capito?

Dopo quella sfuriata, Tommasina abbassò la cresta. Continuò a venire tutti i giorni, ma stava meno tempo e criticava meno. Caterina sapeva però che non sarebbe durata.

E dava fastidio soprattutto la fissazione della donna per il nipote maschio. Voleva solo il maschio! E la faccenda del figlio maggiore, che pure era ragionevole, ne era la prova lampante.

Anche Matteo continuava a ripetere: Deve essere un maschio! Niente femmine! Guardava il risultato dellecografia con evidente fastidio.

– Se nasce una femmina, buttatevene fuori tutte e due! un giorno le disse, brillo. Se viene femmina, vuol dire che non è figlia mia. Io non sono come Luca, fregato!

Dopo quelle parole, a Caterina passò ogni dubbio: era il momento di pensare al divorzio. Suo padre aveva conoscenze, poteva aiutarla a fare tutto silenziosamente

Nacque una bambina, come previsto. Matteo fece una scenata in ospedale, menefreghista della giovane compagna di stanza che si schiacciò in un angolo mortificata. Non fece in tempo a continuare, la sicurezza lo cacciò via.

Il giorno dopo arrivò Tommasina. Non urlò, ma sputò veleno in termini pesanti. Finché arrivò un angelo custode: un uomo in divisa, grado ben visibile, che con uno sguardo la zittì. Le promisero anche guai seri, se avesse insistito con le calunnie.

Matteo si affrettò a chiedere il divorzio. Ma quando gli fecero notare che la legge non lo permetteva prima che la bimba compisse un anno, fece pure ricorso contro la paternità.

Lavvocato quasi rideva ascoltando le ragioni: Nella mia famiglia nascono solo maschi. Senza DNA, non si va da nessuna parte!

– Ho seri dubbi che riuscirà a vincere, ammise lavvocato. Suo fratello pure ha una figlia, no?

– Non è sua!

– Ma cè il test…

– Falso! Matteo, aizzato dalla madre, era irremovibile.

– Le anticipo che il giudice prenderà il DNA come prova definitiva…

– Sono certo che non sia mia figlia e basta!

Alla fine, quellesame nemmeno fu fatto. Caterina decise di tagliare ogni rapporto. Non voleva che un domani Matteo rivendicasse i diritti sulla bambina. Meglio risultare madre single

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– Allora, si è ricordata? E dovè Matteo?

– Matteo Matteo non cè più, rispose Caterina con tono cupo. E mia figlia è tutto quello che resta di lui. Non ti preoccupare, sapremo crescerla bene, diventerà una persona perbene

– Voi? Crescerla? E perché mai? ringhiò Caterina. Per mia figlia siete nessuno. Suo padre, per la legge, pure! Se la vedo ancora vicina a mia figlia, vado dai carabinieri. Tentato rapimento. Mio padre gode di rispetto qui, e non avrà pietà!

– Non capisci, non ci è rimasto più nessuno!

– Cè suo figlio maggiore! Anche Luca ha una figlia, vada da loro.

– Non ci vuole vedere, mormorò Tommasina abbassando gli occhi. Solo allora capì che sciocchezza aveva fatto.

– Almeno lui le ha capito qualcosa, assentì Caterina. Dopo tutto quello che ci avete fatto, pretende ancora qualcosa? Ricorda come chiamava la mia bambina?

– Caterina Rossetti, problemi? arrivarono rapidi due uomini in divisa, figli del comandante.

– Sì, cè qualcosa. Accompagnate queste persone fuori dal nostro paese.

– Ma…

– Senza ma, tagliò netto luomo. La coppia Bellini indietreggiò di colpo, mentre Caterina sorrideva soddisfatta. Seguitemi.

Caterina tornò a casa, di ottimo umore. Solo un pensiero le increspò la fronte.

– Bisogna tenere docchio quei Bellini. Che rimangano chiusi in casa e non azzardino più a presentarsi qui! Lo dirò a papà, saprà come sistemare tutto…

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