Dovè mia figlia? ripete Claudia, tremando, senza capire se sia per la paura o per il freddo.
Aveva lasciato Bianca alla festa, nella ludoteca del centro commerciale. Conosceva appena i genitori della festeggiata, ma aveva lasciato sua figlia serenamente: non era la prima volta che partecipava a un evento del genere, era una cosa normale. Tuttavia oggi è arrivata in ritardo lautobus non arrivava mai. Il centro commerciale è in una zona scomoda, tutti si muovono in macchina, ma Claudia non ne possiede una. Così ha accompagnato Bianca in autobus, poi è tornata a casa doveva svolgere le sue ripetizioni, non poteva annullare poi è ripartita per riprenderla. Era in ritardo di appena quindici minuti: ha corso al massimo delle forze sul parcheggio ghiacciato, con il fiatone e il cuore in gola. Ora la madre della festeggiata, una donna minuta dagli occhi tondi azzurri, la osserva stupita e ripete:
Ma lha presa suo padre.
Peccato che Bianca non abbia mai conosciuto il suo papà. Certo, Claudia sapeva bene chi fosse, ma lui sua figlia non lha mai vista.
Claudia aveva incontrato Marco per caso: passeggiava con unamica sul Lungotevere, lamica si era storta una caviglia, dei ragazzi si erano offerti di aiutare. Come in un film famoso, avevano mentito: dicevano di studiare alla Sapienza, di avere padri importanti generale, professore universitario. Chissà perché lavevano fatto, erano giovani e irresponsabili. Ma quando Claudia è rimasta incinta, e Marco ha scoperto che lei studiava allIstituto Magistrale, che il padre guidava gli autobus dellATAC, ha allungato dei soldi per abortire e poi sparito.
Claudia non ha mai abortito, e non se nè mai pentita Bianca è il suo piccolo pilastro: giudiziosa e affidabile per la sua età. Stavano bene insieme; quando Claudia teneva lezione, Bianca giocava in silenzio con le bambole, poi cucinavano insieme: minestra di latte, uovo in camicia, tè con biscotti imburrati. Non avevano molti soldi tutto finiva nellaffitto, ma né Claudia né Bianca si lamentavano.
Come avete potuto affidare mia figlia a uno sconosciuto?
La voce di Claudia trema, le lacrime pronte a sgorgare.
Ma che sconosciuto? si scalda la signora dagli occhi azzurri. È suo padre!
Claudia vorrebbe replicare che quel padre non esiste, ma capisce che non serve a niente. Deve correre dai vigilantes, chiedere le riprese delle videocamere e…
Quando è successa questa cosa?
Avranno dieci minuti…
Claudia si gira di scatto e corre. Quante volte ha ripetuto a Bianca: Mai andare via con chi non conosci! Le gambe non la ascoltano per il terrore, la vista le si annebbia, più volte urta qualcuno ma non si ferma, non si scusa. Distinto urla:
Bianca! Biaaanca!
Il grande food court è pieno di gente, quasi nessuno la ascolta, ma qualcuno si volta. Claudia, con il fiato corto, cerca di capire dove andare per prima. Forse non lha ancora portata via, forse…
Mamma!
Non crede ai suoi occhi. Bianca, la giacca aperta, la faccia sporca di gelato, le corre incontro. Claudia la stringe forte, come se lasciandola la sua forza si consumasse, guarda luomo accanto a lei. Un tipo a modo, capelli corti, maglioncino ridicolo con la renna natalizia e un gelato in mano. Lui capisce subito cosa Claudia stia per dirgli e si affretta:
Mi scusi, è tutta colpa mia! Dovevo aspettare qui, ma volevo darla ai ragazzini fastidiosi! Sa, la prendevano in giro. Dicevano che il papà non lavrebbe mai cercata, che lei era brutta! Così ho pensato di darle una lezione sono passato e ho detto: Figlia, finché la mamma non arriva, prendiamo un gelato. Mi perdoni, non credevo si sarebbe spaventata a questo punto…
A Claudia tremano le mani. Non vuole credere a uno sconosciuto. Ma Bianca è stata davvero presa di mira? Claudia incrocia i suoi occhi, e capisce tutto. Bianca annuisce con il naso, fa la faccia dura.
Tanto ora ce lho anchio il papà!
Luomo fa una smorfia imbarazzata, Claudia non riesce a dire niente.
Andiamo, finalmente riesce a sussurrare. È tardi, perdiamo lautobus.
Aspetti! luomo si lancia, si ferma, fa un gesto esitante. Posso accompagnarvi in macchina? Visto comè andata… Giuro, non sono un pazzo! Mi chiamo Gabriele. Sono una brava persona! Guardi mia madre lì, le confermerà tutto!
Indica una signora dai capelli viola che legge al tavolo.
Se vuole, parliamo con lei, le darà le migliori referenze!
Non dubito, sussurra Claudia, ancora tentata di prenderlo a schiaffi. Grazie, ma ce la caviamo da sole!
Mamma… Bianca la tira per il bordo del piumino. Facciamo vedere che ci porta a casa il papà!
Davanti alla ludoteca ci sono ancora la festeggiata, la madre e unaltra bambina di cui Claudia non ricorda il nome. Negli occhi di Bianca cè tanta speranza, e affrontare il marciapiede ghiacciato in quello stato sarebbe difficile. E Claudia si lascia convincere.
Va bene, sbotta.
Perfetto! Un attimo, avviso la mamma!
Bamboccione, pensa sarcastica Claudia. La donna dai capelli viola le fa un sorriso, Claudia distoglie subito lo sguardo. Che situazione assurda!
Durante il viaggio in auto cerca di non incrociare lo sguardo di Gabriele, ma nota la sua gentilezza con Bianca. Lei canta come una rondine, impossibile fermarla; Claudia non laveva mai vista così felice. Quando arrivano sotto casa, Bianca cambia espressione.
Non ci rivedremo più? chiede piano a Gabriele, guardando la mamma.
Claudia sente lo sguardo di lui: sta chiedendo il permesso. Vorrebbe dire no, Bianca, non è educato, ma davanti al viso sconsolato della bambina non ci riesce. Incrocia gli occhi di Gabriele, annuisce.
Beh, se la mamma è daccordo, posso invitarti al cinema a vedere un cartone. Ci sei mai stata?
Davvero? No, mai! Mamma, posso andare al cinema con il papà?
Ora Claudia si sente impacciata, e si affretta a parlare lei.
Bianca, ti lascio andare, ma solo a due condizioni. Primo: devi capire che chiamare papà uno sconosciuto non è carino, lo devi chiamare zio Gabriele, ok? Secondo: verrò anche io. Ti ho spiegato che non si va mai con chi non si conosce, anche se sembra una brava persona!
Glielho detto anchio, aggiunge Gabriele. Che non si va con sconosciuti.
Quindi posso?
Ho detto di sì.
Evviva!
Claudia sa che dovrebbe stroncare tutto sul nascere, ma non ci riesce. Bianca è il suo unico bene al mondo. Se solo potessi parlarne con qualcuno, pensa. Con una mamma, per esempio. Claudia la ricorda a malapena è morta quando lei aveva cinque anni, proprio come ora Bianca. Un bambino era caduto nel Tevere ghiacciato, nessuno si era fatto avanti, lei sì. Aveva salvato il bambino, ma ci aveva rimesso la vita: una settimana di febbre, il diabete e già tanti problemi di salute. Anche Bianca ha il diabete, e Claudia si tormenta: le ha trasmesso quei gene…
Fino al fine settimana seguente, Claudia si macera di pensieri, ma si preoccupa inutilmente: in realtà va tutto diversamente, perché al cinema Gabriele si presenta con la madre.
Così non pensa che sono matto, lasciamo che mamma mi presenti, ride Gabriele.
Ma tu matto lo sei! risponde la signora col sorriso da chi vizia il figlio.
E mentre Gabriele porta Bianca a prendere i popcorn, la madre fa davvero pubblicità al figlio.
Davvero… ti do del tu? Anche lui è cresciuto senza padre. Ho avuto quattro mariti, lultimo era fantastico! Gabriele è tutto suo padre. Ma la sorte ha deciso che non potesse mai tenerlo in braccio: infarto. Ho partorito prima del tempo, non so come ce lho fatta. Gli altri mariti hanno aiutato… Perché guardi così? Siamo rimasti amici il primo mi ama ancora, il secondo ha cambiato genere, il terzo ama troppo le donne, una non gli basta mai. Cercavano di sostituire il vero padre per Gabriele, ma non è stato lo stesso. Forse per questo lui si è affezionato tanto a Bianca anche lui veniva preso in giro a scuola. Povero ragazzo, quante volte sono andata dagli insegnanti! Inutile! Cosa non ha fatto per mostrarsi forte, una volta quasi moriva per una stupida scommessa…
È una donna affascinante, minuta, asciutta, capelli viola, vestita Chanel e con un libro di Elena Ferrante in mano. Claudia la trova simpaticissima.
Non pensare male, Gabriele non nasconde niente, è solo buono di cuore, la donna ammicca. E anche tu, secondo me, gli piaci molto…
Claudia arrossisce. Manca solo questo! Sentiva già che sarebbe stato meglio non lasciar correre, ma Bianca…
Alla fine del film, Claudia offre a Gabriele i soldi dei biglietti, ma lui scuote la testa.
Quando invito una donna al cinema, pago io!
Claudia non gradisce ha sempre pagato da sola, non vuole dipendere da nessuno. E sul fatto che Gabriele si sia innamorato sciocchezze.
Quando Gabriele le riaccompagna a casa, Bianca domanda:
Papà, cosa facciamo la prossima volta?
Bianca! la rimprovera Claudia.
Lei si copre la bocca con le mani.
Possiamo andare al Museo Zoologico, sorride Gabriele, facendo finta di niente. Ti piacerebbe?
Sì! Mamma, vieni?
Andate voi, risponde Claudia secca. Portate la signora Caterina, adora le farfalle.
Esce per prima dalla macchina, ansiosa di chiudere quella pagina. E sente Gabriele dire a Bianca:
Quando la mamma non sente, puoi chiamarmi papà.
Così Bianca trova un papà della domenica. A volte Claudia va con loro, a volte lascia Bianca se cè Caterina continua a considerare Gabriele un estraneo, anche se Bianca ogni volta racconta quanto sia divertente e gentile. Claudia si lascia contagiare da quellentusiasmo, ma non se ne fa coinvolgere: nella vita non esistono principi sul cavallo bianco, e la madre di Gabriele lo raccomanda troppo. Che ci sarà sotto? Perché una donna che sembra così elegante dovrebbe volere proprio Claudia per il figlio?
Col tempo, Claudia comincia ad ammorbidirsi. Gabriele la corteggia con discrezione le lascia una cioccolata sullo scaffale allingresso, chiede sempre il suo parere prima di invitare Bianca, cerca il suo sguardo in macchina. Ma soprattutto adora Caterina: è una conversatrice geniale! Se Gabriele non fosse stato suo figlio, Claudia avrebbe chiesto consigli a lei.
Un pomeriggio Gabriele chiama per parlare di cinema. Bianca si avvicina di corsa.
È Gabriele?
Si sistema felice vicino alla mamma.
Certo, Bianca sarà felice, risponde Claudia per istinto.
Aspetta… Invito Bianca, ma anche te. Voglio venire insieme… Da soli.
Da dietro si sente la voce di Caterina.
Finalmente!
Mamma, smettila di ascoltare! Claudia, scusami… Lei origlia sempre.
Bianca sussurra:
Ti ha invitata al cinema?
Claudia ride.
Anchio origlio. Senti, Gabriele…
Non dirmi di no, ti prego! Solo una chance, sarò il tuo cavaliere!
Parlale degli occhi, Gabriele, interviene Caterina. Dille che hai detto che ha gli occhi come sua madre…
Gelata, Claudia non capisce… Cosa centra la mamma?
Gabriele bofonchia qualcosa alla madre, poi dice:
Claudia, arrivo da te e ti spiego. Posso?
Una spiegazione sarebbe quel che ci vuole… Claudia gira per casa finché lui non arriva, mentre Bianca si mette a disegnare al tavolino.
Dovevo dirtelo subito, inizia Gabriele. Avrei voluto, ma tu mi piacevi troppo… Non volevo che pensassi che lo faccio per tua mamma. La tua. Avevo paura che mi odiassi. Perché… lei è morta per me.
Parla agitato, salta da un tema allaltro, la supplica con lo sguardo. Claudia trema, come quando pensava che Bianca fosse scomparsa.
Mi perdoni?
Claudia non articola parola per tutto il monologo, balbetta piano:
Devo pensarci.
Mamma, perdona il papà…
Gabriele fa occhi grandi a Bianca, tacito patto. Guarda ancora Claudia, che ripete:
Mi serve tempo. Devo pensare, capisci?
Vorrebbe fargli mille domande, ma non trova la voce. E invece con Caterina tutto cambia: le racconta ogni particolare.
Lui non sapeva che tua madre era morta volevo proteggergli la psiche. Poi mi sono tradita e lui ci ha cercate. Quella sera voleva offrirvi aiuto, ma le cose sono andate così con Bianca, e tu… Si è innamorato subito! Temeva che fraintendessi. Non è colpa sua Gabriele voleva dimostrare agli altri che era un vero uomo, anche senza padre. Nessuno voleva buttarsi sul fiume ghiacciato, lui sì e…
Caterina non pressava, ma difendeva suo figlio. Ma Bianca sì, faceva pressione, eccome!
Mamma, è buono! Ti vuole bene, lo ha detto! Può essere il mio vero papà, capisci?
Claudia capisce. Ma le sembra… strano?
Passa quasi un mese, e Claudia non riesce a parlargli. Non risponde né ai messaggi né alle chiamate. E più lo evita, più vorrebbe chiamarlo. Ma diventa sempre più difficile.
Una notte Bianca si sveglia piangendo, dice che le fa male la pancia. Già la sera prima si lamentava, Claudia aveva pensato al latte scaduto. Ora Bianca arde non serve nemmeno il termometro.
Con le mani che tremano chiama il 118, e poi non sa neanche lei perché Gabriele.
Arriva insieme allambulanza, in pigiama, spettinato. Va con loro allospedale, consola Claudia e ripete che andrà tutto bene, ma ha la voce che trema.
La peritonite non è così grave, dice. Andrà tutto bene, vedrai!
Claudia lo stringe distinto per tranquillizzare lui, o forse se stessa. Nella sala dattesa fa freddo, non hanno neanche una giacca, sono vicini, si scaldano con la loro presenza.
Gabriele corre dal medico per sapere delloperazione. Claudia resta immobile, terrorizzata. Se accadesse qualcosa a Bianca, non lo sopravviverebbe.
Tutto va bene. I medici sono stati bravissimi, Bianca è una bambina forte ha combattuto per la vita, la situazione era critica.
Sembra sia protetta da un angelo buono, commenta il medico. Claudia sussurra: grazie, mamma!
Gabriele ringrazia mille volte il chirurgo, che consiglia ai genitori di tornare a casa Bianca è in rianimazione e loro hanno bisogno di riposare.
Gabriele la accompagna a casa, Claudia si aspetta che lui si offra di entrare, ma tace. Così dice:
Sta già schiarendo. Vuoi salire, ti preparo un caffè?
E capisce che sì, vuole che resti. Che resti per sempre.
Bianca si riprende sorprendentemente in fretta lo notano tutti, medici e infermiere.
È perché ho sia la mamma che il papà, dice lei.
Nessuno, tranne Claudia e Gabriele, capisce quanto questa piccola felicità conti davveroClaudia, seduta accanto al letto dospedale, guarda le piccole mani di Bianca stringere quelle di Gabriele. Per la prima volta da anni si sente al sicuro, come se una rete invisibile la sostenesse proprio mentre il mondo poteva crollare. Gabriele le sorride, timido, e Claudia si accorge di non aver più paura. Bianca si addormenta serena, la bocca impastata di parole che sanno di futuro.
Fuori, il sole si affaccia timido tra le tende bianche della stanza. Claudia si lascia andare, poggia la testa sulla spalla di Gabriele, che non dice niente e la accoglie come se fosse la cosa più naturale del mondo. In quel momento pensa a sua madre, ai sacrifici, alle notti in bianco, alle domande che non troveranno mai risposta. Eppure adesso le sembra che tutta la fatica abbia avuto un senso, come se il destino avesse voluto offrirle, dopo tanta paura, un giorno qualunque in cui essere felice.
Bianca si sveglia, gli occhi ancora appannati, ma subito sorride vedendo la mamma e il papà vicini. Li guarda entrambi, poi sussurra:
Ho sognato che facevamo la torta insieme, con la mamma, il papà e la nonna dai capelli viola.
Claudia ride, le scende silenziosa una lacrima. Gabriele le prende la mano, senza forzare nulla. Bianca si stringe a loro, come se il letto fosse un rifugio e il dolore non esistesse più. Caterina entra piano, porta con sé un sacchetto di biscotti e si avvicina sorridendo.
Qui mi sembra di vedere una famiglia dice.
Claudia le lancia uno sguardo che finalmente non è più diffidente, ma pieno di gratitudine.
Bianca si stira, solleva una mano e annuncia:
Oggi ho deciso: la mia famiglia è bellissima!
Claudia la stringe, Gabriele la ricopre di carezze leggere, Caterina lascia il suo libro appoggiato sul comodino.
Fuori, linverno sembra meno freddo. E dentro, sopra il letto, Claudia sente che la vita può ancora sorprenderla, può ricominciare da un sorriso, da una fetta di torta condivisa, da una mano che ti tiene mentre il mondo tremava.
Perché, alla fine, anche le paure più nere possono trasformarsi senza che tu te ne accorga in una nuova felicità. Basta qualcuno che abbia il coraggio di restare.






