Le persone più care. Racconto
Così va la vita. Eppure, tutto poteva andare diversamente. La vicina si sorprende spesso della loro fortuna: i figli aiutano, i nipoti vengono sempre a trovarli.
Anche oggi il nipote di mezzo, Matteo, arriverà. Il nonno studia matematica con lui. E insieme provano a fare le trazioni alla sbarra, quella nel cortile del palazzo, proprio come fanno tutti i bambini del quartiere.
Anna Giovanna e Paolo Luigi hanno appena passato i settant’anni. Sono ancora giovani! E hanno tre nipoti splendidi.
La sera prima, con le due nipotine, la piccola Mirella e la grande Stefania, Anna Giovanna aveva preparato una montagna di biscotti. Così potevano far merenda con il tè e offrire qualcosa di buono anche a Matteo, il nipote di mezzo.
Annina, dovremmo comprare un mappamondo, la distrasse la voce di suo marito, Matteo e Mirellina faticano a capirci qualcosa guardando solo la cartina. Ci vuole un bel mappamondo grande!
E anche un pallone, non scordiamolo. In cortile abbiamo visto dei ragazzi giocare a basket, e anche Matteo vuole provarci.
Suonano alla porta. Matteo è tornato da scuola:
Ciao, nonna! Ciao, nonno! Ho preso per voi i vostri cornetti preferiti col papavero.
Si toglie il cappotto, va subito a lavarsi le mani. Come gli ha insegnato la nonna, ormai è abituato a fare tutto per bene.
Allora, comè andata a scuola? Che voti hai preso? chiede Paolo Luigi.
Nonno, due sei in matematica. Nonno, mi aiuti? nei suoi occhi si vedeva tutta la sua tristezza, mi sono incasinato, nonno!
Ma come mai? Laltra volta ti era chiaro tutto. Va bene, andiamo a studiare insieme, vedrai che capiamo come risolverla.
Paolo, dagli tempo, è appena tornato. Prima mangia qualcosa, poi studierete, interviene Anna Giovanna.
Allora anche per me un bel piatto di minestrone con panna! Paolo Luigi strizza locchio al nipote.
Dopo pranzo Matteo va nello studio con il nonno. Anna Giovanna li osserva con dolcezza mentre si allontanano lungo il corridoio.
Presto inizierà la stagione in campagna. Che gioia! Laria fuori città è profumata, leggera. I più piccoli, Mirella e Matteo, staranno con loro alla casa di campagna. La più grande, Stefi, di solito arriva nei fine settimana coi genitori. Ormai è grande, fra poco compirà diciassette anni.
Stefania studia alla scuola di infermieri, ora fa tirocinio in ospedale. Le piace davvero. Dopo vuole continuare a studiare, sogna di diventare medico per aiutare la gente. È una ragazza forte e gentile, e sicuramente ci riuscirà.
Anna Giovanna si avvicinò al comò e prese una cornice con una foto:
Eh, figlio mio, Giorgio, se solo potessi vedere come viviamo! Perdonaci, magari con papà abbiamo sbagliato. Qualcosa abbiamo fatto male, forse. Non siamo riusciti ad aiutarti, non ce lhai fatta… Anna Giovanna sollevò appena il mento, batté le palpebre, no, non piango, tesoro. Spero e credo che tu ci veda, che vedi la nostra vita e ti rallegri per noi. La vita, sai comè, è così varia. Ci si mescolano gioie e dolori. Tu hai visto così poco, figlio. Ma ora è tardi. Non si può tornare indietro, ormai.
Annina, non mi senti? Giulia e Massimo sono arrivati. E cè anche Mirella con loro.
Nonnina! la piccola nipote le saltò al collo con un urlo e la strinse forte con le sue manine calde.
Guarda, nonna, Mirella prese il viso di Anna Giovanna tra le mani, vedi che bel taglio ho fatto ai capelli? Come il tuo! Perché sono proprio come te. Ti voglio tanto bene, nonna Mirella la strinse di nuovo, e Anna Giovanna fu sul punto di piangere.
Mirellina, non tormentare troppo la nonna! Giulia e Massimo sorridevano guardandole, ti sei dimenticata cosa volevi regalare?
Oh, sì, nonna, lasciami! Mirella scese dalle braccia della nonna e tirò fuori dalla borsa della mamma un foglio, Guarda, l’ho fatto allasilo. Questa sei tu, questo nonno, questa la mamma, questo papà, qui ci sono Stefania, Matteo e io! Lho disegnato in regalo per te e il nonno. La nostra grande famiglia. Ti piace, nonna?
Tanto, tesoro. E che somiglianze! Paolo, vieni qui, guarda che ci ha regalato nostra nipote. Metterò questo disegno in cornice, voglio guardarlo tutti i giorni. Che meraviglia, tutta la nostra famiglia!
Va bene, Anna Giovanna, è ora di andare. Matteo, sei pronto? Non scordare lo zaino. Anna Giovanna, Paolo Luigi, mi raccomando, domani venite da noi a pranzo. I bambini hanno preparato uno spettacolino. Grazie di tutto, a domani.
La porta si chiuse. Anna Giovanna e Paolo Luigi si sedettero a bere un tè.
Che bello, Paolo, avere una famiglia così grande.
Eh sì, Annina.
Ti ricordi quando Giorgio portò a casa Giulia? Ero così felice. Speravo che Giorgio si rimettesse sulla buona strada. Per quasi un anno tutto è andato bene. Non potevo crederci, ero così contenta. E poi tutto tornò come prima. Quella compagnia, quelle ragazze…
Basta così, Anna, non piangere Paolo Luigi l’abbracciò.
Poi Giulia se ne andò. E Giorgio… in una brutta rissa… lo colpirono e noi perdemmo il nostro unico figlio.
Ma cosa ti prende oggi, Annina? Paolo Luigi le asciugò le lacrime.
Niente, Paolo. È solo che Mirella mi ha regalato quel disegno, e ho pensato a quanto siamo fortunati ad aver trovato Giulia incinta, proprio quando Giorgio non c’era più. E che poi abbia incontrato Massimo, e oltre a Stefi, abbiamo avuto anche altri nipoti Matteo e Mirella. Sono tutti nostri, Paolo. Li sento miei, al di là di tutto.
E lo sai, se dovevamo proprio attraversare tutto questo dolore, io ti dico che siamo i nonni più felici del mondo.
La nostra grande famiglia sono le persone più care che abbiamo!
Dove cè amore e comprensione, non entra mai la disperazione.






