„Resta immobile, non dire nulla, sei in pericolo.” La giovane donna senza…

Stai fermo, non dire nulla, sei in pericolo. La giovane senzatetto lo afferrò per il braccio, lo trascinò in un angolo buio e lo baciò per salvargli la vita e così iniziò il finale.

Stai fermo. Non dire nulla. Sei in pericolo.

Quelle parole squarciarono la notte come un coltello. Edoardo Corsi, amministratore delegato di CorsiTech Industries, era in ginocchio. Solo pochi secondi prima era sceso dalla sua auto su un viale ombroso dietro lHotel Excelsior di Milano, cercando di sfuggire ai paparazzi che lo attendessero sul marciapiede. Ora una ragazza sgangherata, i capelli in disordine e le guance ricoperte di sporcizia, lo trascinava nellombra.

Prima che potesse chiedere qualcosa, le sue labbra si posero sulle sue.

Per un attimo il tempo si fermò. Lodore della pioggia, le mani di Edoardo che tremavano sul colletto della camicia, il ronzio lontano del traffico tutto si sciolse in un silenzio denso. Poi una lussuosa limousine nera sfrecciò accanto al viale, i vetri fumosi e le luci spente. Un uomo si chinò al finestrino, scrutando la strada. Il cuore di Edoardo batteva a ritmo di tamburo. Qualunque fosse, lo stavano cercando…

La ragazza, a malapena venti anni, con una felpa strappata, si fece strada fuori.

Sei al sicuro adesso, sussurrò. Ti avrebbe riconosciuto se avessi alzato lo sguardo.

Edoardo sbatté le palpebre, sbalordito. Chi sei?

Non importa, rispose, facendo un passo indietro. Non dovresti andare da solo. Non stasera.

Avrebbe potuto andarsene. Ma qualcosa nella sua voce calma, ferma, nonostante il freddo lo fece fermare. Sai che sono braccata?

Osservo le cose, rispose semplicemente. Quando vivi per strada impari a notare prima di muoverti.

Il suo nome, scoprì più tardi, era Loredana Bianchi. Era stata senzatetto per due anni, dormendo vicino alla stazione. E quella notte aveva salvato la vita a uno degli uomini più ricchi di Milano.

Edoardo, però, non è il tipo da lasciare domande senza risposta né debiti non pagati.

Quella notte non fu la fine della loro storia, ma linizio.

Tre giorni dopo Edoardo la rintracciò. Mise la sua squadra di sicurezza a seguirla, cosa non facile: Loredana scompariva dal radar, dormendo in luoghi diversi ogni notte. Quando finalmente la vide davanti a una mensa per i poveri, era più piccola di quanto ricordasse. Ma i suoi occhi, attenti, grigi, feroci, lo incrociarono immediatamente.

Ti avevo detto di non seguirmi, disse brevemente.

Mi hai salvato la vita, rispose Edoardo. Almeno lasciami ringraziarti.

Lei non voleva i suoi soldi. Uomini come te danno per sentirsi meglio nella propria pelle. Io non voglio la tua carità.

Allora lavora per me, propose. Hai istinti che la maggior parte delle persone non ha.

Rise, una risata tagliente, priva di ironia. Vuoi assumere una ragazza senzatetto che dorme sotto i ponti?

Sì, replicò Edoardo, semplice.

Ci vollero settimane, ma accettò a malincuore un ruolo temporaneo nel suo team di sicurezza. Allinizio il personale la odiava. Una donna senza controlli di precedenti, senza laurea, senza indirizzo, non aveva posto nel loro mondo. Ma Loredana aveva qualcosa che loro non avevano: lintuizione. Sentiva quando qualcosa non andava: un estraneo che indugiava troppo, unauto parcheggiata troppo vicina.

Presto Edoardo capì che non solo la proteggeva; le mostrava quanto fosse cieco. Vivi dietro un vetro, gli disse una volta. La gente ti vede, ma tu non li vedi.

Iniziò ad ascoltare: lei, i suoi dipendenti, persino la città che aveva costruito intorno al suo impero. E, col passare delle settimane, la sua ammirazione cresceva. Bevvero caffè fino a tardi nella sua ufficio, le loro risate rimbalzavano contro le finestre. Lei non flirtava mai, ma quando sorrideva, lui dimenticava il potere che deteneva e quanto poco importasse.

Poi, unaltra notte, lombra della stessa berlina nera comparve davanti al suo edificio. Solo che stavolta il bersaglio era Loredana.

Il proiettile era destinato a Edoardo. Loredana lo prese al suo posto.

In un lampo: un suono come vetro infranto. La squadra di sicurezza di Edoardo immobilizzò lo sparatore prima che potesse uscire in strada. Lunica cosa che Edoardo vide fu Loredana crollare sul pavimento di marmo, il sangue a fiorire sul suo manico.

Resta con me, disse, posando la mano sulla ferita. I suoi occhi vagavano confusi, ma sereni. Credo di non potermi più tenere lontano dai guai, sussurrò, debole.

Le luci dellospedale sembravano infinite. Passarono ore prima che il dottore uscisse e dichiarasse che sarebbe sopravvissuta a malapena. Edoardo rimase fuori dalla sua stanza tutta la notte, le parole che le aveva detto un tempo risuonando nella sua testa: Vivi dietro un vetro. Aveva ragione. Aveva costruito muri di denaro e reputazione per tenere gli altri fuori. Lei li aveva fatto crollare con un bacio improvviso.

Cinque settimane dopo, quando Loredana si risvegliò, Edoardo era lì. Sei licenziata, disse, cercando di riprendere il controllo.

Lei alzò gli occhi al cielo. Non puoi licenziarti da sola. Ti ho nominata capo della mia sicurezza personale.

Sbuffò. Sei impossibile.

Forse. Ma ti devo la vita, due volte.

Mentre si riprendeva, Edoardo le sistemò silenziosamente un piccolo appartamento, una somma di denaro in euro per luniversità e un nuovo inizio. Non come un favore, ma perché credeva in chi vede il mondo più chiaramente di lui.

Una settimana dopo, passeggiavano insieme nel Parco Sempione, le foglie cadevano come sussurri. Loredana si girò a lui. Avresti potuto restare nella tua torre. Perché sei venuto?

Lui la guardò e rispose: Perché a volte chi ti salva non ti toglie dal pericolo. Ti tira fuori da te stesso.

Che ne pensi? Loredana ha fatto la scelta giusta baciando quel notte? Rischieresti tutto per uno sconosciuto? Condividi il tuo pensiero nei commenti, mi piacerebbe sapere cosa faresti tu.

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