La mia relazione con la mia ex si è conclusa davanti al giudice. Non voglio dire chi aveva torto o ragione: in una coppia, gli sbagli non sono mai da una sola parte.
La verità è che la mia seconda moglie aveva iniziato una storia con un altro uomo. Un imprenditore benestante, trasferitosi qui anni fa, che poi aveva aperto una piccola pasticceria in centro a Firenze. Allinizio lei cercava di nascondere la relazione, ma poi smise di preoccuparsi e ormai non si nascondeva più.
Alla fine venne da me e mi disse chiaramente che avrebbe chiesto il divorzio e voleva rivendicare la metà della casa. Sperava di inquietarmi e farmi preoccupare, ma quellappartamento era stato comprato solo grazie ai miei risparmi, frutto del mio duro lavoro. Lei non aveva contribuito in alcun modo, se non vivendo lì per due anni. Adesso si permetteva pure di avanzare delle pretese.
Lho affrontata con calma. Non ho cercato di dissuaderla dallandare in tribunale. Aspettavo solo che perdesse la causa e dovesse pagare le spese processuali. Avevo già passato unesperienza simile con la mia prima moglie. La causa era durata più di tre anni, senza mai riuscire a trovare un accordo. Ogni udienza in tribunale si trasformava in una scena spiacevole.
Alla fine, la mia prima ex ce lha fatta: si era rivolta a un avvocato di talento e mi ha portato via metà dei miei beni. Ha ottenuto anche lappartamento che avevo ricevuto in eredità da mio padre.
Con la seconda moglie, però, sono stato più accorto. Quando ci siamo sposati, avevo già un altro appartamento, che avevo restaurato personalmente, ma ufficialmente era intestato a mio fratello, lunica persona di cui mi fido ciecamente. Così, al momento del divorzio, risultava che non possedevo nulla. Dopo quello che avevo vissuto col primo matrimonio, nessuna donna è riuscita più a imbrogliarmi.
Questa esperienza mi ha insegnato che nella vita la fiducia va data solo a chi la merita davvero. Bisogna saper proteggere ciò che si conquista, e non lasciarsi più ingannare due volte dalla stessa ingenuità.



