Mamma che profumo meraviglioso cè qui ho una fame da lupi! Possiamo averne uno anche noi? Non ho mai assaggiato una cosa così, sussurrò la vecchia, stringendo al petto la borsa di tela con cui aveva girovagato per tutta la giornata tra le vie di Bologna.
Era giunta in città per lospedale, non per un piccolo lusso. Esausta, affamata e con il pensiero fisso al marito malato, si fermò davanti al foodtruck di hamburger, gli occhi grandi come quelli di un bambino. Cinque euro stretti nella mano, un desiderio che bruciava nellanima e una vergogna che le stringeva lo sguardo: chiedere qualcosa per sé, a quelletà, dopo una vita spesa a servire gli altri, non è affatto facile
La sua voce era calda ma timida, quasi chiedesse scusa per il semplice fatto di volersi concedere un piccolo piacere. Il foulard era avvolto stretto sotto il mento, il vecchio cappotto le gravava le spalle. Aveva superato di molto letà in cui la gente pensa ai capricci, ma lodore della carne alla griglia e del pane tostato le riportò alla mente ricordi dimenticati da tempo.
Lintera giornata laveva trascorsa tra i corridoi dellospedale, seduta su una sedia di plastica accanto al letto di Giovanni, ascoltando i piccoli bip dei monitor e osservando le infusioni. Non ricordava lultima volta in cui aveva mangiato davvero. Tra visite, esami e preoccupazioni, la fame era diventata uneco lontana finché quella sera non cambiò.
Uscita dal cortile dellospedale, il freddo le trafisse le ossa. La luce accogliente del camion di hamburger la attirò come un richiamo dinfanzia. Il suono della carne che sfrigolava sulla piastra, il sugo che scivolava sulla lattuga, il panino dorato e soffice: per lei sembrava una scena uscita da una pellicola.
Mise la mano nella tasca della giacca di lana e tirò fuori una banconota da cinque euro, stropicciata, quasi come una paghetta di preghiera. La stese con le dita sottili, segnate dal lavoro di una vita di fatica.
È tutto quello che ho, mamma Se potessi farmi un piccolo panino basta così per portarlo anche a lui, a dare un po di dolcezza al suo amaro disse con voce rotta.
Il giovane dietro il bancone, Luca, si fermò. Il brusio della città si spense per un attimo. Guardò la mano tremante della nonna e la banconota, che parlava più di mille parole.
Nel suo sguardo balenò limmagine della sua nonna, colei che lo aveva cresciuto. Ricordò le sere in cui lattendeva alla porta con polenta calda e pecorino, spezzandogli un pezzo di carne per metterlo sul piatto, dicendogli: «Sei giovane, ti serve forza». Lei non comprava nulla per sé, ma aveva sempre qualcosa per lui.
Luca inspirò a fondo, rimise la banconota nella mano di Maria e le afferrò delicatamente le dita.
Nonna, tenga questi soldi per sé. Il panino è in omaggio. Anzi, ne facciamo due: uno per Lei e uno per il suo sposo.
Maria strinse gli occhi, cercando di trattenere le lacrime.
Non posso, figliolo non sono una povera di sussidi è quasi un dono
Luca sorrise con dolcezza.
Sa cosa mi ha insegnato la mia nonna? Che se Dio ti ha dato due mani, una è per lavorare e laltra per aiutare. Lasci che oggi io sia suo nipote di città.
Con cura quasi rituale preparò il panino. Scelse il pane più morbido, il pezzo di carne più succoso, aggiunse verdure fresche e lo bagnò con una salsa che profumava di casa. Ne fece un altro identico e lo porse a Maria come due tesori.
La vecchia osservava le sue mani, incredula.
Che Dio le dia giorni lunghi, ragazzo Oggi mi ha fatto dimenticare il freddo, lospedale, le difficoltà. Non so se siano i panini o la sua anima
Luca rise piano, ma nei suoi occhi brillava lemozione.
Se la mia nonna mi vedesse ora, direbbe: «Bravo, ragazzo, non hai dimenticato ciò che ti ho insegnato!»
Con passo lento, Maria si allontanò, stringendo i panini al petto come preziosi doni sacri. Non era solo questione di cibo. In una città che corre, qualcuno si era fermato a guardarla. Una donna semplice, stanca, ma ancora piena di dignità.
Quella sera non si riempì solo lo stomaco di due sconosciuti. Si colmò anche una vecchia ferita, quella di sentirsi invisibili tra la gente. Il vero nutrimento fu lumanità.
Se credi che il mondo abbia bisogno di più gentilezza come quella di Luca, scrivi «Ancora ci sono cuori buoni» nei commenti e condividi la storia. Forse oggi ricorderà a qualcuno di essere umano per una nonna che porta sulle spalle più preoccupazioni di quanti anni abbia.




