Luca, guarda, io capisco tutto, ma non sono stata assunta come cuoca per tua mamma, ha sbuffato nervosa Giulia, mentre metteva una scatoletta di piselli nella cesta. Ho proprio voglia di lasciare tutto, salire in macchina e tornare a casa. Mi avevi promesso una serata tranquilla, solo noi tre, e invece eccoci a preparare da mangiare per una truppa di parenti, mentre tua mamma sta seduta! Ti sembra normale?
Luca, quasi colpevole, ha abbassato la testa e ha fatto finta di leggere gli ingredienti sui surimi, come se fosse davvero interessato. Sembrava un cane beccato a fare una marachella.
Giù, abbassa la voce, la gente ci sta guardando ha bisbigliato lui, tentando di afferrarle il gomito, ma lei ha scattato indietro. Mamma non ha fatto bene i conti con le sue forze, può capitare, dai. Compriamo tutto quello che serve, torniamo e finiamo questi antipasti. Ti prego, solo per me e per la festa, porta un po di pazienza.
Non ha fatto bene i conti Ma che modo elegante di dire le cose.
Giulia ha digrignato i denti. Lei lo sapeva benissimo: la suocera aveva pianificato tutto alla perfezione.
Era tutto iniziato una settimana prima, con una telefonata. La signora Teresa aveva chiamato per augurare buon anno ai ragazzi, e allimprovviso aveva deciso di invitarli da lei.
Figli miei, cinguettava la suocera con una voce così dolce che rischiava di farti venire il diabete solo ad ascoltarla. Venite da me per Natale. Mi mancate tanto! Passiamo qualche ora in famiglia, solo noi tre, ricordiamo il passato, parliamo un po. Mi sento così sola fra queste quattro mura.
Giulia subito si era irrigidita. Aveva fiutato la trappola. Questi tranquilli incontri di famiglia da Teresa finivano sempre in un interrogatorio serrato sui nipoti.
Quando Teresa aveva toccato largomento la prima volta, Giulia e Luca neppure erano sposati.
Giulia, hai mai pensato ai figli? le aveva chiesto a bruciapelo quando erano rimaste sole.
Giulia quasi non sapeva come rispondere.
Mah li vorrei, ma non proprio adesso. Io e Luca ci frequentiamo da poco.
Ah, Giulia, il timbro sul documento non è un problema per i figli, aveva risposto Teresa con un gesto della mano. Ma letà Il tempo passa, cara, non ringiovanisco neanche io… Finirò per morire senza aver visto dei nipoti.
Allinizio Giulia si perdeva e provava a prenderla con ironia. Poi aveva iniziato a rispondere a tono. Alla fine, senza volerlo, aveva solo smesso di vedere Teresa per evitare di perdere i nervi.
Così era rimasto un rapporto freddo, formale e quasi inesistente tra Giulia e la suocera. Giulia avrebbe continuato così, ma Luca era troppo tenero, troppo figlio, per dire di no a sua mamma.
Giù, dai, andiamo da lei, laveva convinta dopo una telefonata, guardandola negli occhi. È sola, si sente triste. Fallo per me, solo una volta. Ti prego.
Luca, io non ti impedisco di andare, vai pure. Lo sai che non festeggio il Natale.
Ma pensalo come una normale cena in famiglia, insisteva lui. Mamma vuole avvicinarsi a te. Siamo famiglia ormai
Giulia ha resistito a lungo, ma alla fine ha ceduto. Sperava di cavarsela con un sorriso educato e un tè coi biscotti. Che errore
Tutto è andato storto già dal giorno prima. Teresa voleva che arrivassero alle otto del mattino, così si stava più insieme. Giulia ha lottato per posticipare almeno alle dieci.
Quando sono arrivati, mezzi addormentati, dentro casa non cera profumo di arrosto, nessun sfrigolio di padelle. Teresa li ha accolti in vestaglia e con i bigodini.
Finalmente! Siete venuti, eh? ha detto invece di salutarli. Sono le undici meno un quarto! Gli ospiti sono quasi arrivati e qui non abbiamo fatto nulla. Dovevate svegliarvi prima! Adesso mi aiutate.
Giulia è rimasta paralizzata, ancora col cappotto addosso.
Quali ospiti? ha chiesto confusa.
Ma come quali La cugina Carla e Marco sono di passaggio da Firenze, era peccato non invitarli. La zia Maria del terzo piano viene a fare un saluto. Pure la nipotina ha promesso di passare Non potevo dir loro di no. Adesso basta parlare, tutti in cucina, non cè tempo!
A quel punto Giulia ha capito: non erano invitati come ospiti, ma come manodopera gratuita.
La giornata si è trasformata in un incubo. Teresa è diventata un generale, armata di uno strofinaccio per sembrare importante, ha dato ordini in giro per casa. In cucina non ha fatto nulla, manco una patatina. E addirittura mancavano prodotti: qualcosa non cera, qualcosa laveva dimenticato di comprare. Ha dato la lista a Luca e li ha spediti al supermercato.
Giulia era pronta a scappare davvero, ma ha deciso di resistere per il marito.
Poi ciascuno è tornato al proprio posto: Giulia al tagliere, Luca alle patate. Altro che atmosfera festiva, sembrava una gara di resistenza. Hanno sgobbato, sudando, per cinque ore senza pausa.
Verso le quattro sono arrivati gli ospiti: profumati, eleganti, allegri. Giulia e Luca invece erano sfatti, con le mani nei piatti e addosso macchie di salsa. Si sono accasciati a tavola allultimo momento, con le facce rosse, i vestiti sporchi, distrutti Neanche la voglia di vivere era rimasta.
Teresa però era in tiro, truccata e col vestito bello. Era seduta a capotavola e incassava complimenti.
Teresa, sei sempre la regina! Ma quante cose hai preparato! le diceva una signora che Giulia non aveva mai visto, servendosi dellinsalata russa tagliata da lei.
Mi do da fare, tutto per voi, rispondeva Teresa con falsa modestia.
Ma non è finita lì: Teresa ha tirato fuori il discorso dei figli, brindando con una tirata magistrale sul tempo che passa. Se non fosse stato per Luca, che le spingeva un ginocchio sotto il tavolo, Giulia avrebbe rovesciato la ciotola di insalata sulla tovaglia.
Questa è stata lultima volta, ha detto secca a suo marito mentre tornavano a casa. Non metterò più piede da tua madre. Se vuoi, vai, aiuta, spacca pure, ma solo. Io ho chiuso.
Luca non ha neanche provato a discutere, ha solo annuito.
Tre mesi dopo. Ormai la schiena di Giulia aveva smesso di dolere, ma il fastidio era rimasto. Quando a marzo Luca ha detto che sua madre li aspettava, lei ha stretto i denti.
Ci invita per la Festa della Donna. Dice che stavolta saremo davvero solo noi tre Forse la zia Rosa passa solo per un saluto, ha detto Luca, ma vedendo lo sguardo gelido di Giulia ha aggiunto in fretta: Non ti obbligo, eh. Ti informo.
Luca si aspettava urla, scene, lamenti. Ma Giulia ha guardato fuori dalla finestra, poi
Va bene. Dille che andiamo.
Giù Sul serio? Hai detto che
Ricordo bene. Ma se le dico di no, comincia a tartassarci ogni giorno col telefono, come l’altra volta. Voglio chiudere la faccenda, far sì che non ci inviti più, che non pianga, che non faccia pressione. Fidati di me, se non vuoi ritrovarti di nuovo a sudare in cucina.
Luca ha preferito non indagare, è rimasto cauto.
Lotto marzo, a dispetto delle aspettative di Teresa, non è iniziato con la sveglia e la corsa. Giulia e Luca erano ancora in pigiama, guardavano una serie stupida e mangiavano gelato direttamente dal letto. Niente trucco, niente vestiti eleganti.
A mezzogiorno Teresa si è innervosita e ha chiamato.
Pronto, Teresa? Non ci crede siamo appena svegli! ha detto Giulia con una finta voce colpevole. Ieri siamo rimasti con amici fino a tardi, ci siamo persi la sveglia.
Ma come, Giulia? Sto aspettando, ha risposto stizzita Teresa. Il tacchino sta raffreddando.
Ci prepariamo! Unora, massimo unora e mezza e siamo da lei! ha promesso Giulia, tornando a seguire la serie.
Luca la guardava nervoso, ma preferiva il letto a lanciarsi di nuovo nella cucina di sua madre.
Alle tredici Teresa ha chiamato di nuovo. Giulia ha aspettato prima di rispondere.
Stiamo per uscire, Teresa! Chiamamo un taxi e siamo da lei in un attimo, ha cinguettato, senza muoversi dal letto.
Unaltra ora, e la sceneggiata è cambiata:
Cè stato un incidente, macchina contro autobus, tutta la strada bloccata, ha detto Giulia alla suocera, abbassando il volume della TV. Una coda da paura. Ma presto si libera tutto.
Verso le quattro Teresa non ce lha fatta più.
Ma dove siete?! ha urlato, stavolta senza miele nella voce. Quanto ci mettete?! Sareste già arrivati a piedi!
Giulia, sentendo rumori e risate in sottofondo, ha capito.
Teresa, ma non è sola? ha domandato diretta.
Da sola, no Che importa? ha risposto Teresa, irritata. Sono venuti i parenti a farmi gli auguri. Non posso mandarli via. State arrivando o no?! Da stamattina non ce la faccio più!
Chiaro: di nuovo aspettava manodopera gratis, e stavolta, niente. Doveva arrangiarsi.
Sa che cè? Non veniamo, ha detto con calma Giulia.
Come?!
Mi sento male di colpo. Ci ha sballottato il viaggio, torniamo a casa.
Silenzio, poi Teresa è esplosa.
Ma come ti permetti?! Ingrata! Ho cucinato da stamattina, per chi? Per chi?! Lo fai apposta! Mi rovini la festa! E se mi prende un colpo?! Luca! Passami Luca!
Luca sentiva tutto, ma non si muoveva. Giulia ha pensato un attimo, poi ha finito la chiamata e spento il telefono.
Era ovvio, ha detto a Luca. Ancora una folla e noi chiamati a servire. Che si arrangi tua madre, visto che ha invitato mezza città.
La sera sono andati dai genitori di Giulia.
La differenza si vedeva subito: anche qui cera movimento, ma latmosfera era completamente diversa. Nessuno stava seduto col broncio aspettando la servitù. La mamma di Giulia cercava di far stare una mega insalata sul tavolo, il papà affettava pane per le bruschette.
Oh, siete arrivati! ha detto felice il papà vedendoli. Luca, porta le sedie dalla camera in soggiorno, così ci sediamo tutti.
Luca è andato a prenderle. Giulia si è messa vicino alla mamma ad aiutare con tovaglioli e piatti.
Qui si aiutava, sì, ma non sotto obbligo. Era naturale, ognuno faceva la propria parte, perché si voleva stare bene insieme.
A tavola, con la mamma sorridente e Luca che chiacchierava con il suocero, Giulia sentiva scendere via la tensione. Finalmente giustizia era fatta. Un po dura, con qualche litigio in mezzo, ma Teresa non rischierà più di rifare la stessa scena. Ora tra Giulia e la suocera cè un confine netto, ed è molto meglio così che fare da cameriera alla festa di qualcun altro.




