Vieni, Giulietta…
Signora, ma noi non abbiamo i soldi… le dice piano la bambina, guardando timidamente la borsa piena di ogni cosa.
Dopo il Natale, la città sembra più malinconica. Le luci ancora pendono dai lampioni, ma non scaldano più nessuno. La gente si affretta, i negozi sono quasi vuoti, e nelle case è rimasto troppo cibo e un silenzio pesante.
Nella grande casa della famiglia Rossi, le tavole erano state ricche come ogni anno. Panettoni, arrosti, insalate, arance. Sempre ben più di quanto servisse davvero.
La signora Rossi raccoglie lentamente i piatti. Guarda il cibo e sente un nodo in gola. Sa che una parte finirà nella spazzatura. E solo il pensiero le fa male.
D’impulso si avvicina alla finestra, senza sapere perché.
E la vede lì.
Giulietta.
Sta vicino al cancello, piccola e silenziosa, con il berretto calcato in testa e il cappotto troppo leggero. Non fissa la casa con insistenza. Sembra aspettare… ma senza il coraggio di bussare.
Il suo cuore si stringe.
Qualche giorno prima di Natale l’aveva notata in centro. Stava davanti alle vetrine, il naso contro il vetro, a guardare i dolci disposti con cura. Non chiedeva lelemosina. Non dava fastidio. Solo osservava. Quello sguardo, carico di fame e di rassegnazione, non laveva mai lasciata.
Allora capisce.
Depone piano i piatti e prende una grande borsa. Ci mette dentro pane, panettone, carne, frutta, dolci. Poi ne prende unaltra. E ancora una. Tutto ciò che era avanzato dalle feste.
Apre la porta dolcemente.
Giulietta… vieni, cara.
La bambina sobbalza. Si avvicina titubante, con passi piccoli.
Prendi queste e portale a casa, le dice con voce gentile, porgendole le borse.
Giulietta rimane paralizzata.
Signora… noi… non abbiamo i soldi
Non servono i soldi, le risponde dolce. Limportante è che mangiate.
Le mani le tremano quando prende le borse. Le stringe al petto come fossero un tesoro, qualcosa di sacro.
Grazie… sussurra, gli occhi pieni di lacrime.
La signora Rossi la guarda allontanarsi, più lentamente di come era venuta, quasi volesse prolungare quel momento.
Quella sera, in una casetta modesta, una mamma piange di gratitudine.
Una bambina mangia fino a sentirsi sazia.
E una famiglia capisce di non essere più sola.
Nella casa grande i tavoli sono vuoti, ma i cuori pieni.
Perché la vera ricchezza non sta in ciò che tieni per te,
ma in ciò che scegli di donare quando nessuno ti costringe.
Forse il Natale non dura un giorno solo.
Forse il Natale comincia quando apri la porta…
e dici: “vieni”.
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