Oh mamma, stai di nuovo friggendolo il pesce? chiese Giulia entrando in cucina.
Sì, ma ho aperto tutte le finestre e acceso la cappa, rispose Donatella, facendoci quasi una scienza.
Negli ultimi quattro mesi, da quando la figlia si era trasferita da lei, Donatella ormai ascoltava qualche osservazione almeno tre volte al giorno.
Hai salato troppo la pasta, oppure hai messo i vestiti nello sgabuzzino sbagliato. O magari il volume della tv in soggiorno sembra quello di un concerto.
Donatella, senza accorgersene, aveva iniziato a camminare in punta di piedi per casa sua. Cercava di fare tutto delicatamente, in silenzio, che la figlia e il genero non si accorgessero nemmeno che lei esistesse.
Allinizio sembrava tutto rose e fiori
Dopo il matrimonio, Giulia e suo marito avevano scelto di vivere per conto loro, e affittavano un appartamento. Venivano a trovare Donatella nei fine settimana, perché insomma, loro lavoravano e avevano i loro affari.
Un giorno, Donatella si era sentita male. I vicini avevano chiamato lambulanza, e dopo poco era arrivata anche la figlia. Quando Donatella fu dimessa dallospedale, Giulia le disse con un sorriso a trentadue denti:
Abbiamo una sorpresa per te, mamma. Vedrai che ti piacerà. Appena rientri a casa capirai.
Donatella aprì la porta e trovò subito valigie e borsoni in corridoio.
Abbiamo deciso che da oggi viviamo tutti insieme. Così possiamo prenderci cura di te, annunciarono con entusiasmo.
Donatella era un po sconcertata dal cambiamento repentino.
Allinizio Giulia sì, si occupava davvero della mamma: puliva, cucinava, stirava ma dopo due mesi, si era ricordata improvvisamente che la motivazione principale per trasferirsi era la salute della madre.
Donatella stava meglio, aveva ricominciato a fare tutto da sola. Quando la coppia era a lavoro, lei cucinava, puliva e sistemava casa.
La figlia le ripeteva allinfinito che doveva pensare a se stessa, ma Donatella riusciva sempre a convincerla che così stava benone.
Giulia e il marito notarono subito i vantaggi del vivere con la mamma: niente affitto, casa pulitissima e la cena sempre pronta.
Mamma, stasera vengono degli amici. Perché non vai dalla signora Elisa, ti fai una chiacchierata? Noi siamo più comodi e tu evita di annoiarti, suggerì un giorno Giulia.
Donatella, sinceramente, la sera non aveva voglia di uscire. E poi, la vicina andava a letto con le galline. Fuori era ancora tiepido, così decise di farsi una passeggiatina intorno al palazzo per prendere aria. Le ore però passavano, e questi benedetti ospiti non sembravano intenzionati ad andarsene. Donatella avrebbe voluto almeno stendersi un attimo, ma aspettava con ostinazione la chiamata della figlia per rientrare.
Il vicino, Franco, uscì col cagnolino e mezzora dopo tornò indietro: Donatella stava ancora lì sulla panchina.
Mi scusi, tutto a posto? chiese Franco gentilmente.
Sì sì, figurati. È solo che i miei figli hanno ospiti e non vorrei essere dimpiccio.
Ma certo che la ricordo! Abito al primo piano, quello col cane.
Avevano già scambiato qualche saluto di cortesia, ma niente di più. La moglie di Franco era venuta a mancare da poco e i suoi figli vivevano altrove.
Venga da me a bere un tè, che qui si fa fresco. Chieda pure a sua figlia il permesso se vuole.
Donatella provò a chiamare Giulia, che ovviamente non rispose. Avrà avuto di meglio da fare con la compagnia.
Andiamo pure, decise Donatella, accettando linvito.
Si misero a bere tè e chiacchierare. In quel momento, finalmente la figlia richiamò:
Mamma, dove sei finita? Gli ospiti sono andati via da un pezzo! Noi andiamo a dormire e tu ancora non ci sei.
Nel tono di Giulia Donatella percepì nuova insoddisfazione. Non ci arrivava più: cosa avesse sbagliato stavolta era un mistero! Si congedò per tornare a casa, e Franco la accompagnò allingresso.
Dobbiamo solo salire due rampe, osservò Donatella.
La accompagno io, così mi rilasso un po, scherzò Franco.
Da quella sera Donatella iniziò a passare spesso da Franco: tè, quattro chiacchiere e a volte anche qualche ricetta inventata da lui. Quella sera era proprio il compleanno del genero: altra abbuffata di ospiti.
Da te non cè mai confusione. È rilassante, confessò Donatella.
Se vuoi puoi restare da me per sempre, propose Franco, non senza una certa solennità.
Le lanciò uno sguardo che non lasciava dubbi.
Ci penserò, rispose Donatella con un sorriso malizioso.
Anche se, in cuor suo, aveva già deciso di accettare.




